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CANADA: EUTANASIA SEMPRE PIÙ ACCESSIBILE

CANADA: EUTANASIA SEMPRE PIÙ ACCESSIBILE

Il 24 febbraio 2020 il governo federale canadese ha presentato il disegno di legge C-7, un atto per modificare il codice penale in merito alla morte medicalmente assistita (MAID). Se approvato senza modifiche, renderà la legislazione canadese sull’ eutanasia la più permissiva al mondo.

La morte medicalmente assistita era stata depenalizzata in Canada con la sentenza Carter del 2016. Nel settembre 2019 la Corte Suprema del Québec ha dichiarato l’incostituzionalità della legge federale e della legge provinciale del Québec sul MAID nella parte in cui prevedono come requisito di accesso la morte naturale ragionevolmente prevedibile del richiedente, ritenendo tale criterio troppo restrittivo e contrario ai diritti fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti e delle libertà canadese.

Il disegno di legge C-7, in risposta alla dichiarazione della Corte Suprema, modifica il Codice Penale, abrogando la disposizione che richiede che la morte naturale di una persona sia ragionevolmente prevedibile per poter beneficiare del MAID.

Lo stesso disegno di legge specifica inoltre che le persone la cui unica condizione medica sia una malattia mentale non possono beneficiare del MAID, chiarendo che una malattia mentale non è considerata una patologia o una disabilità.

Questo punto dell’emendamento risulta essere però ingannevole. La legge canadese sull’eutanasia, dopo il pronunciamento della Corte, stabilisce che una persona può accedere all’eutanasia se la patologia, il disturbo, la disabilità o quello stato di declino la porta a sopportare sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili e che non possono essere alleviate.

Perché ci fosse un reale divieto di eutanasia per “malattia mentale” il disegno di legge avrebbe dovuto definire correttamente cosa si intenda per “malattia mentale”.

Di fatto, eliminando il requisito della “malattia terminale”, la decisione del tribunale ha esteso l’eutanasia anche per le sole ragioni psicologiche.

Il disegno di legge abrogherebbe inoltre il periodo di riflessione di dieci giorni per il richiedente e proporrebbe di ridurre il numero di testimoni, atti ad evitare il rischio di coercizione, a uno, dove l’obbligo era di due, rendendo legale il fatto che quel testimone sia l’operatore di assistenza personale retribuito del paziente o il fornitore di assistenza sanitaria.

Verrebbe quasi da pensare che la macchina eutanasica canadese non voglia intralci sul suo percorso, niente ripensamenti e, possibilmente, niente testimoni.

A noi di Steadfast Onlus è evidente quanto sia inevitabile la deriva non appena il diritto inalienabile della vita viene soppresso da una legge. Si modifica la legislazione per regolare casi tragici ed estremi e, nel giro di pochi anni, come in Canada, si assiste ad un aumento esponenziale delle morti per eutanasia perché la maglia viene allargata sempre più e i criteri di ammissibilità a questa pratica diventano sempre più permissivi.

Ci auguriamo che questo disegno di legge venga respinto a giugno 2020, quando il governo federale effettuerà la prima delle revisioni quinquennali che ha previsto.

Ci auguriamo inoltre che ci sia un cambio di rotta e che vengano promosse e incentivate le cure palliative, con almeno la stessa fermezza con cui viene offerta l’eutanasia.

 

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