VIOLENZA CONTRO LE DONNE: LA TURCHIA ESCE DALLA CONVENZIONE DI ISTANBUL

Con un decreto firmato dal presidente Erdoğan il 20 marzo 2021, la Turchia aveva chiesto la revoca della propria partecipazione alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, dopo che il 14 marzo 2012 era stata invece il primo Paese a ratificarla.
La Turchia è il primo Paese a uscire ufficialmente dalla Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale, siglato da 46 Stati, che ha lo scopo di prevenire la violenza sulle donne.
La Convenzione di Istanbul è “il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza”, ed è incentrata sulla prevenzione della violenza domestica, proteggere le vittime e perseguire i trasgressori.
Adottata dal Consiglio d’Europa 11 Maggio 2011, la Convenzione entra in vigore nel 2014 e viene firmata dall’Unione Europea nel 2017. Nel 2019 il Parlamento Europeo adotta una risoluzione con cui chiede a tutti gli Stati membri di aderire al trattato, esortando quanti l’abbiano firmato ma non ancora ratificato a farlo senza esitazione. Ratificare la convenzione significa essere giuridicamente vincolati alle sue disposizioni e far seguire norme volte a prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire i responsabili.
In Italia, la Camera dei Deputati approva la ratifica della Convenzione il 28 maggio2013 e il 19 giugno il Senato converte il testo in legge. Altri Paesi tuttavia, non seguono questa linea. Nel 2020 per esempio L’Ungheria ha rifiutato di ratificare il trattato, dopo averlo sottoscritto nel 2014, e su questa posizione si colloca anche la Slovacchia. Sempre nel 2020 la Polonia dopo aver ratificato la Convenzione nel 2015, ha invece avviato il processo formale di ritiro dal trattato.
A nulla sono valse le proteste in piazza di associazioni e partiti d’opposizione e i ricorsi in tribunale “La Turchia, sottolinea Nesibe Kırış, avvocata e attivista per i diritti umani, sta affrontando il femminicidio da molto tempo. Nel 2020, 409 donne sono state uccise nel Paese, toccando un nuovo record, mentre quest’anno,189 donne sono state uccise. La violenza domestica e il femminicidio rimangono un grave problema. Il ritiro dalla Convenzione viene ritenuto un significativo passo indietro negli sforzi dello Stato per promuovere i diritti delle donne, soprattutto considerando che la disuguaglianza di genere e la violenza contro le donne rimangono una seria preoccupazione nella società turca.
Una decisione definita «vergognosa e pericolosa» da Amnesty International, perché stabilisce «un terrificante precedente». Per noi di Steadfast questo è il segnale di un orientamento politico pericoloso per i diritti delle donne, in un momento storico in cui, a causa della pandemia, la condizione femminile è in estrema sofferenza sotto diversi punti di vista (in termini, per esempio, di possibilità lavorative e numero dei femminicidi).

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