VINCENT LAMBERT

VINCENT LAMBERT

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Vincent diventa disabile in seguito ad un incidente automobilistico.

29 settembre 2008: vittima di un incidente stradale, il 32enne Vincent Lambert, infermiere psichiatrico del Centro Ospedaliero di Châlons-en-Champagne, cade in uno stato di coma profondo. È ricoverato in ospedale nel reparto di terapia intensiva del Centro Ospedaliero di Châlons-en-Champagne. Esce dal coma per ritrovarsi nello “stato-pauci-relazionale” o nello stato di “coscienza minima più”.

5 gennaio 2009: Vincent viene trasferito al reparto di neurochirurgia del Centro Ospedaliero di Châlons-en-Champagne.

17 marzo 2009: Vincent per 3 mesi (dal 17 marzo al 23 luglio 2009) viene sottoposto a fisioterapia motoria e stimolante, al centro per il risveglio di Berck-sur-mer.

23 giugno 2009: 7 mesi dopo il suo incidente, Vincent viene trasferito alla Residenza dei Cappuccini, al servizio della dottoressa Annie Reska, a capo dell’unità di servizio dei pazienti pauci-relazionali. Il dott. Kariger, capo della divisione per la cura dei follow-up, supervisiona per lungo tempo.

Dal 2009 al 2011, Vincent sarà sotto la responsabilità della Dott.ssa Ana Oportus, della Dott.ssa Daniela Simon e della Dott.ssa Reska. Dal 2011, in seguito a una riorganizzazione, il Dr. Kariger si assumerà la responsabilità diretta del servizio del reparto pauci-relazionale in cui si trova Vincent.

5 – 12 luglio 2011: su richiesta della sua famiglia, Vincent è ammesso al Coma Science Group (Università di Liegi, Belgio) guidato dal professor Steven Laureys per una relazione medica. Il professor Steven Laureys è uno specialista in neurologia e medicina palliativa. È uno dei maggiori esperti mondiali nei meccanismi e nei gradi di coscienza. Il suo rapporto conclude lo stato di “coscienza minima più” di Vincent. Raccomanda di provare a stabilire un codice di comunicazione con Vincent, la prova che è vivo e vegeto.

16 novembre 2011: Vincent torna a Reims, nel reparto cure palliative dell’ospedale di Sebastopoli (CHU), il cui direttore sanitario è il Dr. Eric Kariger, geriatra. In questa unità di cure palliative, i letti sono riservati ai pazienti pauci-relazionali, incluso quello di Vincent.

Settembre 2012: il Dr. Kariger dà il suo consenso ai genitori di Vincent di portarlo per alcuni giorni in vacanza nella casa della famiglia nella Drôme. Nessuna restrizione da parte del Dr. Kariger perché “Vincent non è un paziente complicato”.

Ottobre 2012: il Dr. Kariger interrompe tutte le cure fisioterapiche e da allora non le ha mai più riprese, nonostante i costanti reclami della famiglia perché si tratta di cure necessarie previste dalla circolare del 2 maggio 2002 sui pazienti nello stato pauci-relazionale. Motivo indicato per iscritto dal Dr. Kariger [per la sospensione delle cure]: la cura fisioterapica “non migliora il suo stato neurologico” (sic!).

Dicembre 2012: il Dr. Kariger accetta di organizzare una consultazione collegiale per determinare se Vincent è oggetto di “ostinazione irragionevole”. La moglie di Vincent, Rachel, è l’unica della famiglia a essere a conoscenza di questa iniziativa. In questo momento, Pierre Lambert, il padre di Vincent, è operato di cardiologia a Marsiglia.


2013: Vincent è vittima di due tentativi di eutanasia

5 aprile 2013: Viviane Lambert fa visita a suo figlio, come fa con suo marito più volte all’anno per 15 giorni di seguito. Come sempre, chiede di parlare con il medico per fare un bilancio. Il 5 aprile 2013, le disse che avrebbe dovuto iniziare a pensare alla possibilità di “lasciar andare” Vincent. Viviane propone di tornare con suo marito Pierre (in convalescenza) per parlarne di nuovo. L’appuntamento è fissato per il 15 maggio 2013 a Reims dal Dr. Kariger. In nessun momento le dice che è già stata presa la decisione di provocarne la morte per sospensione dell’alimentazione.

10 aprile 2013: senza attendere l’appuntamento, l’equipe medica, con l’unico accordo di sua moglie Rachel, esegue la decisione di avviare il processo di eutanasia di Vincent sospendendo l’alimentazione e riducendo l’idratazione (200 ml/24 ore). Per giustificare questa decisione di ucciderlo, la sua dieta è chiamata “trattamento”. Solo Rachel è informata. Nessuno dei genitori o fratelli sono informati.

20 aprile 2013: è per caso, durante una visita, che uno dei fratelli di Vincent scopre che non è stato nutrito per 16 giorni. Informa i suoi genitori. Da quel momento, la fiducia con il medico di Vincent si interrompe.

26 aprile 2013: i genitori di Vincent mandano un ufficiale giudiziario che intima al Dr. Kariger di riprendere l’alimentazione di Vincent. Presentano un rapporto al Pubblico Ministero per tentato omicidio per far intervenire la polizia.

9 maggio 2013: non avendo altra soluzione, dopo quasi 15 giorni di trattative e l’inflessibilità del Dr. Kariger che si rifiuta di riprendere ad alimentare Vincent, i genitori e due dei suoi fratelli e sorelle si rivolgono al Giudice di libertà in nome del diritto alla vita di Vincent, che muore di fame da 29 giorni.

Lo stesso giorno, il dott. Kariger dice ai genitori e al loro avvocato che prenderà esattamente la stessa decisione ma che, stavolta, rispetterà la procedura.

11 maggio 2013: il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne invita l’ospedale di Reims a ripristinare una normale dieta e idratazione per Vincent Lambert, dopo 31 giorni di interruzione del cibo e riduzione dell’idratazione. La corte contesta il dott. Kariger le modalità, perché “dimentica” di informare i genitori dell’attuazione della procedura.

Luglio 2013: Rachel, la moglie di Vincent, fa appello al giudice per un provvedimento provvisorio per contestare la decisione dell’AT dell’11 maggio 2013. Viene rigettata.

9 dicembre 2013: nuovo “collegio”, per iniziativa del Dr. Kariger. 

Si conclude che la situazione è irragionevole per la seconda volta.

Il dottor Xavier Ducrocq, professore di neurologia ed etica all’Ospedale universitario di Nancy, un medico di parte nominato dai genitori di Vincent, è l’unico, durante il collegio, a discutere a favore del suo mantenimento in vita. Ha poi affermato che “la sua condizione non richiedeva cure palliative, ma piuttosto un’istituzione specializzata nella cura di pazienti con una disabilità grave” e ha puntualizzato come il collegio fosse una “mascherata”, prima di annunciare che “la decisione sulla morte era stata presa già molto tempo prima”. Dubitando delle pratiche del CHU di Reims, Xavier Ducrocq si rivolse all’Ordine dei Medici, per poter ricoverare Vincent nel suo ospedale.

18 dicembre 2013: un nipote acquisito di Vincent ha adito la corte amministrativa di Châlons-en-Champagne per rivedere la sua decisione di rialimentare Vincent. 

Viene respinto.

1 Gennaio 2014: Il Dr. Kariger comunica alla famiglia la decisione di interrompere la nutrizione ed idratazione di Vincent. Dà loro 2 giorni per comunicare se intendono fare ricorso, dopodiché smetterà di nutrirlo e idratarlo.

16 gennaio 2014: Adita dai genitori, un cognato e una sorella di Vincent Lambert, la Corte amministrativa di Chalons-en-Champagne annulla, per la seconda volta, i trattamenti di sospensione decisi dall’ospedale. Il giudice ha rilevato che la “caparbietà irragionevole” non è provata e sconfessa nella sostanza Dr. Kariger.

Egli ha stimato che “continuare il trattamento non era né inutile né sproporzionato e che non aveva ad oggetto il solo mantenimento artificiale della vita”, e che il dottor Eric Kariger, capo del team medico responsabile di Vincent Lambert, “ha valutato in maniera erronea la volontà di Vincent Lambert credendo che egli vorrebbe opporre un rifiuto di qualsiasi trattamento che lo tenga in vita”.

17 gennaio 2014: l’Ospedale Universitario di Reims decide di mettere sotto sorveglianza la stanza di Vincent. “L’Ospedale Universitario installa una telecamera all’ingresso della sua stanza, mette alla porta una serratura in grado di tracciare gli ingressi e le uscite, mette una finestra sulla porta in modo da poterlo osservare senza aprirla. Sono organizzati dei turni. I visitatori sono obbligati a passare da noi, noi verifichiamo la loro identità, conserviamo la loro carta d’identità durante la visita. “(Fonte: Dr. Eric Kariger, La mia verità della questione Vincent Lambert, Bayard, 2015). Vincent ora vive in un “mondo carcerario”.


Appello davanti al Consiglio di Stato

Fine gennaio 2013: Sollecitati da Marisol Touraine, Ministro della Salute, il 16 gennaio 2014 la moglie Rachel, Francois il nipote acquisito di Vincent e l’ospedale comunicano la loro decisione di impugnare la sentenza del Tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne davanti al Consiglio di Stato. Il Dr. Kariger rinuncia a fare appello.

Si noti, fatto incredibile in una questione privata, che coinvolge la vita di un uomo, che il Ministro della Salute ha dato un ordine scritto al Direttore generale di fare appello, nonostante questi avesse annunciato di non voler portare questo caso davanti al Consiglio di Stato. Marisol Touraine chiamerà personalmente Rachel Lambert per assicurarle il suo sostegno.

6 Febbraio 2014: audizione al Consiglio di Stato. Il giudice che ha ascoltato la domanda di provvedimenti provvisori rinvia la sentenza all’Assemblea delle controversie (collegio dei giurati di 17 giudici).

Questa è la prima volta che il più alto tribunale amministrativo francese decide sulla legittimità di una decisione medica che porta alla morte di una persona per interruzione della sua nutrizione ed idratazione.

14 febbraio 2014: Prima udienza dell’Assemblea delle controversie del Consiglio di Stato. L’Assemblea chiede una nuova relazione medica e ordina a un collegio di tre neuroscienziati di decidere sulle condizioni di Vincent.

Dovranno pronunciarsi su:

– l’irreversibilità delle lesioni di Vincent Lambert,

– la sua capacità di comunicare, in qualche modo con chi lo circonda,

– il significato delle sue reazioni circa la volontà di continuare le cure o meno. Il Consiglio di Stato dà loro 2 mesi per decidere, a decorrere dalla data della loro nomina.

La stessa formulazione di questa perizia è riprovevole: non si può decidere della vita di un uomo solo per l’irreversibilità delle sue lesioni o sulla sua capacità di comunicare.

Hanno anche annunciato che avrebbero chiesto il parere del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici, dell’Accademia Nazionale di Medicina e del Comitato Etico Consultivo Nazionale, per ricevere le loro “osservazioni scritte” destinate a “informare utilmente sull’applicazione dei principi di ostinazione irragionevole e mantenimento artificiale della vita “. Raccoglierà anche i commenti di Jean Leonetti, relatore della legge del 2005, per comunicare i necessari chiarimenti sui concetti medici e lo spirito della legge.

7-11 aprile 2014: i tre dottori nominati dal Consiglio di Stato conducono esami approfonditi su Vincent Lambert, all’ospedale Pitié-Salpêtrière. 

Gli specialisti sono:

  • Marie-Germaine Bousser, proposta dall’Accademia di Medicina, è professore emerito di università e capo di servizio onorario all’ospedale Lariboisière di Parigi, e neurologa specializzata in mal di testa e emicrania. E’ titolare dell’Accademia di Medicina ed è membro di CCNE.
  • Lionel Naccache, proposto da CCNE, di cui è membro dal settembre 2013, è professore di medicina a Parigi, neurologo e ricercatore presso l’Institute of Brain and Spinal Cord (ICM).
  • Jacques Luauté, proposto dal Collegio dei Medici, professore universitario e direttore del dipartimento di medicina fisica e riabilitazione dell’Ospedale universitario di Lione.

Questi tre esperti dimostreranno nella loro relazione preliminare e nella loro relazione la loro opposizione alla morte di Vincent Lambert. Per loro, lo stato di Vincent non può giustificare da solo, in assenza di direttive anticipate, un’ostinazione irragionevole. Il CHU ha affermato che li avrebbero rimossi dai loro impieghi, ma loro (i tre esperti) hanno voluto che fosse messo per iscritto.

20 giugno 2014: Seconda udienza al Consiglio di Stato.


Rinvio alla CEDU

23 giugno 2014: il giorno prima della decisione del Consiglio di Stato, in base a quanto annunciato dalla missione prevenuta del Consiglio di Stato e alle conclusioni del relatore pubblico, Rémi Keller, che ha chiesto la morte, i genitori Vincent Lambert, contrari alla sua eutanasia, ricorrono con urgenza alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Hanno fatto tre richieste:

  • la sospensione dell’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato e la ripresa dell’assistenza,
  • il trasferimento del figlio in un’unità specializzata nella ricezione di feriti cerebrali, la Maison Béthel, a Oberhausbergen (Alsazia) 
  • il divieto che lasci il suolo francese, poiché Rachel Lambert si è trasferita dal 2013 in Belgio, dove l’eutanasia è legalizzata e poichè il Dr. Kariger ha detto ai genitori che se Rachel chiedesse il trasferimento di Vincent in Belgio, lui lo permetterebbe.

Sentenza del Consiglio di Stato e decisione della CEDU

24 giugno 2014, due eventi importanti:

– Il Consiglio di Stato approva la decisione del CHU e riformare la sentenza del Tribunale Amministrativo di Chalons-en-Champagne, resa il 16 gennaio 2014. La decisione del Dr. Kariger è considerata legale.

– 4 ore più tardi, la CEDU, riconoscendo il caso come rientrante nella sua giurisdizione, ordina la sospensione temporanea di questa decisione per la durata di tutto il procedimento (giudizio sul merito). La Corte proibisce inoltre qualsiasi spostamento del paziente al fine di interrompere l’alimentazione e l’idratazione (su suolo belga, ad esempio, come aveva proposto il Dr. Kariger a Rachel Lambert).

7 gennaio 2015: la Corte europea dei diritti dell’uomo tiene un’audizione della Grande Camera sul caso “Lambert e altri contro la Francia”. La data della decisione non è nota.

5 giugno 2015: la CEDU conferma la cessazione del cibo e l’idratazione di Vincent Lambert.


La decisione di interrompere l’alimentazione e l’idratazione non viene applicata

23 luglio 2015: i medici decidono di non applicare la decisione di sospendere nutrizione e idratazione di Vincent Lambert e si rivolgono alla giustizia per nominare un rappresentante legale del paziente e per chiederne la messa sotto protezione.

9 ottobre 2015: il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne (Marna) respinge la richiesta del nipote di Vincent Lambert, il quale chiede che i medici dell’Ospedale universitario di Reims applichino immediatamente la decisione di interrompere il trattamento.

La giustizia affida la tutela di Vincent Lambert a sua moglie

10 marzo 2016: La giustizia affida la tutela di Vincent Lambert a sua moglie, Rachel Lambert.

5 Dicembre 2016: Vincent Lambert ha tentato quattro volte di vocalizzare davanti ai suoi genitori, e la 4 ° volta di fronte a due ausiliari (aiuto-infermieri) che sono rimasti colpiti.


Due nuovi passaggi giudiziari

26 maggio 2016: udienza davanti ai giudici di Nancy, su richiesta del nipote di Vincent Lambert, di annullare o confermare la decisione del Tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne, il quale, nel 2015, aveva rigettato una nuova richiesta di fermare l’idratazione e la nutrizione di Vincent Lambert.

9 giu 2016: gli avvocati della signora Viviane Lambert contestano l’assegnazione della tutela di Vincent Lambert a sua moglie, Rachel Lambert, che è ancora parte del conflitto.

 La Corte d’appello amministrativo di Nancy richiede la ripresa del procedimento collegiale

16 giugno 2016: La Corte d’appello amministrativa di Nancy ha chiesto al CHU di Reims dare il medico “i mezzi per continuare il processo di consultazione” di esperti che potrebbero portare a una cessazione della nutrizione e idratazione di Vincent Lambert.

Febbraio 2017: La Dr.ssa Simon si dimette a sua volta dal CHU di Reims. È sostituita dal Dr. Sanchez.


Si Torna al Consiglio di Stato

10 luglio 2017: Il Consiglio di Stato esamina ancora una volta la situazione di Vincent Lambert, sequestrato dal nipote e dai genitori di Vincent, dopo la sentenza del Tribunale amministrativo di Nancy del 16 giugno 2016. Il relatore pubblico ha ritenuto che un medico, anche in una procedura collegiale, non è mai tenuto a svolgere le decisioni prese dal suo predecessore, ma deve prendere egli stesso una decisione medica, in seguito ad una nuova procedura collegiale.

19 luglio 2017: il Consiglio di Stato mette fine alle richieste di François Lambert, nipote di Vincent e fervente partigiano dell’eutanasia di suo zio, per attuare la decisione di fermare l’alimentazione e l’idratazione presa nel Gennaio 2014 e ha affermato che tale decisione può essere presa solo dopo una nuova procedura collegiale.

Gli avvocati dei genitori di Vincent hanno presentato una denuncia penale per maltrattamenti, tentato omicidio nell’aprile-maggio 2013, violazione della riservatezza medica, rapimento e violazione della libertà personale nei confronti dell’ospedale universitario e dei successivi medici di Vincent; e per tentata frode al processo e falsa testimonianza contro Rachel, moglie di Vincent. È stato nominato un giudice istruttore. Il pubblico ministero ha affermato che le richieste dei genitori di Vincent sarebbero inammissibili perché a suo parere non avrebbero sofferto alcun danno personale dalla situazione (sebbene siano presenti nella sua stanza tutti i giorni). Il giudice inquirente si è rifiutato di informare e ha ritenuto che fossero inammissibili in quanto parti civili. Contro queste decisioni è stato depositato appello dinanzi alla Camera d’appello della Corte d’appello di Reims.


 Una quarta procedura collegiale

22 settembre 2017: il dottor Vincent Sanchez, nuovo medico responsabile di Vincent presso l’Ospedale universitario di Reims, ha informato la famiglia che una nuova procedura collegiale sarebbe stata avviata su richiesta del nipote di Vincent, François Lambert.

14 novembre 2017: i parenti di Vincent Lambert saranno ricevuti alla fine di novembre dal Dr. Sanchez che annuncerà la decisione presa in collegiata.

4 ° tentativo di eutanasia

9 aprile 2018: il dott. Sanchez annuncia la sua decisione di fermare la nutrizione e l’idratazione di Vincent. È come metterlo a morte mentre molte istituzioni sono pronte a prendersene cura.

16 aprile 2018: la madre di Vincent scriva al presidente Macron.

2 maggio 2018 : il tribunale amministrativo di Châlon-en-Champagne dispone “una perizia medica preliminare, che tenga conto delle specificità di pazienti come Vincent Lambert” e nomina di tre medici. L’ospedale CHU di Reims non può ancora interrompere l’idratazione e la nutrizione di Vincent.

24 maggio 2018 : gli avvocati dei genitori di Vincent, di un fratello e di una sorella, depositano una richiesta di ricusazione dei tre esperti nominati dal presidente del tribunale di Châlon-en-Champagne, poichè i tre medici non sono specializzati nella cura di pazienti in situazione pauci-relazionale, come Vincent. Essi, inoltre, rifiutano un confronto con altri medici specialisti, in particolare quelli che da tempo stanno supportando la famiglia Lambert, e con gli stessi famigliari. Viene contestata “la loro determinazione di realizzare una perizia in un solo giorno per deporre il loro rapporto in modo precipitoso”.

5 giugno 2018: il tribunale respinge la richiesta di ricusazione dei tre esperti.

7 giugno 2018: la madre scrive una seconda lettera a Macron

  • In attesa della nuova decisione del Tribunale amministrativo, più di 70 medici esperti per i pazienti in stato pauci-relazionale hanno depositato un appello contro l’uccisione programmata di Vincent, affermando che “è evidente che Vincent Lambert non è in fin di vita”

15 giugno 2018: i 3 medici nominati dal Tribunale rinunciano all’incarico poiché non hanno le competenze per valutare Vincent. Essi sottolineano inoltre la necessità di effettuare valutazioni ripetute nell’ambito di una presa a carico specializzata e comunque altrove rispetto al servizio di cure palliative del dottor Sanchez (che è un geriatra).

Riconoscono così che la perizia prevista in un giorno e con 2 ore di esami non era adeguata allo stato di salute di Vincent.

Meglio ancora: gli esperti elencano personalità alle “competenze ineccepibili” che potrebbero occuparsi del caso, tra cui specialisti di etica medica (sottolineando che il problema non è solo medico) ed auspicano il trasferimento in un istituto adeguato.

20 giugno 2018: Si conclude l’udienza presso il tribunale amministrativo di Chalons.
La decisione sarà emessa tra qualche ora o qualche giorno.

 

di: Filomena Neri, Steadfast LifeAid

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