UK, UN’ALTRA BATTAGLIA IN TRIBUNALE. C’È UNA SPERANZA PER WILLIAM

Inghilterra, William ha 17 anni, è autistico, ha l’ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività) e difficoltà di apprendimento. Ha bisogno di un trapianto di rene per avere una possibilità di vita.

Nel dicembre 2019 a William è stata diagnosticata una rara malattia renale, la sindrome nefrosica resistente agli steroidi. È stato sottoposto a frequente dialisi domiciliare, che ha smesso di funzionare a settembre dello scorso anno.

Fu allora che i medici, anziché proporre a William e alla mamma l’inserimento nelle liste di attesa per il trapianto di rene, cominciarono a parlare per la prima volta di cure palliative. “C’è stato una lunga riunione e li ho implorati di dargli una possibilità. Ho dovuto chiedere l’elemosina… stavo piangendo, avevo il cuore spezzato. Non capivo perché avrei dovuto combattere per ciò a cui tutti gli altri hanno diritto”.

A raccontarci questa storia è la mamma di William, Amy McLennan, che ovviamente non si è arresa alle parole dei medici. Se l’avesse fatto, William sarebbe stato rimandato a casa a settembre, avrebbe ricevuto cure palliative, e sarebbe già morto. Invece la scorsa settimana, dopo una serie di udienze, un giudice dell’alta corte ha stabilito che un trapianto fosse nel migliore interesse di William.

La vicenda di William ha portato alla luce, dicono gli avvocati della famiglia, una realtà più ampia è grave sul tipo di trattamento medico riservato alle persone autistiche e alle persone con difficoltà di apprendimento. “Se fosse stato un bambino ‘neurotipico’, avrebbe avuto un trapianto o sarebbe stato nella lista dei trapianti senza problemi”.

Per i medici William è un caso medico complesso, per Amy invece non è altro che un ragazzo gentile e disponibile, sempre disponibile ad aiutare. Ama pulire, ama dipingere i muri, fare passeggiate. “Adora andare a scuola, ama la musica ad alto volume, ama Michael Jackson, ama Annie Lennox, ama i Fleetwood Mac.”

Abbiamo saputo del caso di William 20 giorni fa, quando tutti attendevano speranzosi la sentenza per il suo futuro prossimo. Per una volta, la giustizia ha fatto il suo corso. William avrà diritto, come tutti nella sua situazione, ad essere inserito nella lista trapianti. Questo non significa che troverà sicuramente un donatore, ma che avrà le stesse possibilità di chiunque e non è poco. Il trapianto allungherà la sua vita di almeno 15/20 anni ed è evidente che il migliore interesse non può mai essere la morte.
In Uk alcune associazioni si sono mosse anche per cercare un donatore vivente, qualcuno che prenda a cuore William e si renda disponibile a vedere se c’è compatibilità.

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