Manuela Miraglia

31 Marzo 2023

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TRASCRIZIONI: IL PARLAMENTO EUROPEO IDEOLOGICO IMPONE UN PENSIERO IPOCRITA E NON VINCOLANTE

TRASCRIZIONI: IL PARLAMENTO EUROPEO IDEOLOGICO IMPONE UN PENSIERO IPOCRITA E NON VINCOLANTE

Il Parlamento europeo ha trovato il tempo di votare, per alzata di mano, un emendamento contro la circolare del nostro Governo sul rispetto del divieto di trascrizione di certificati esteri in cui un bambino nato da utero in affitto risulti figlio non solo del padre biologico ma del suo compagno che con lui non ha ovviamente nessun legame biologico.
La giurisprudenza italiana ha stabilito che per tutelare un bambino nato da utero in affitto è necessario un accertamento giudiziale che stabilisca che il legame con il “genitore di intenzione” sia davvero nel superiore interesse del minore senza nessun riconoscimento automatico di quanto certificato all’estero che, secondo la Cassazione, attua piuttosto l’interesse “degli adulti che aspirano ad avere un figlio a tutti i costi”.

La linea scelta dall’Italia, per altro, è allineata a quanto richiesto dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) quando stabilisce che “in un ordinamento che disapprova la gestazione per altri, non è affatto necessario che il rapporto del nato da madre surrogata con il committente privo di legame genetico con esso sia formalizzato ab initio mediante trascrizione del provvedimento estero che ne accerti il carattere genitoriale”.

La risoluzione del Parlamento europeo è errata nella sostanza, priva di presupposti giuridici e, oltretutto, non vincolante per lo Stato Italiano.