Roma, 7 maggio 2026 – «Le dichiarazioni del giornalista Massimo Giannini durante la trasmissione DiMartedì non possono essere lasciate cadere nel silenzio. Affermare che la vita di un essere umano su una sedia a rotelle sia “inutile” se non finalizzata al “fare” è un errore antropologico prima ancora che una caduta di stile. È l’espressione più cruda di quella “cultura dello scarto” che Steadfast combatte ogni giorno in Italia e nel mondo.»
Con queste parole Venere Fiorenza, Direttore Generale di Steadfast, Organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani, esprime il profondo sdegno per il commento del giornalista, che per attaccare il Governo, lo paragona alla condizione di una persona con grave disabilità.
«La dignità di una persona non dipende dalla sua efficienza fisica, dal PIL che produce o dalla sua capacità di essere utile alla società secondo parametri utilitaristici. La dignità risiede nell’essere umano in quanto tale, dal concepimento fino alla morte naturale. Liquidare vent’anni di esistenza fragile come “inutili” significa ignorare il valore infinito di ogni vita e il dolore, ma anche la forza, di migliaia di famiglie che assistono i propri cari con amore e dedizione totale.»
Steadfast, attraverso il programma LifeAid, ha coordinato la difesa della vita di molteplici bambini e adulti fragili in tutto il mondo, proprio per proteggere le famiglie dalle pretese di un sistema sanitario che troppo spesso considera la cura un costo e la fragilità un peso.
«È inquietante – continua Fiorenza – che in uno studio televisivo una simile affermazione sia passata senza che nessuno esprimesse il minimo dissenso. Questo silenzio è il sintomo di un pericoloso cambio di paradigma: se accettiamo l’idea che esistano vite “inutili”, stiamo legittimando l’abbandono dei più deboli.»
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