SPAGNA: NO ALLA LEGGE SULL’IDENTITA’ DI GENERE

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SPAGNA: NO ALLA LEGGE SULL’IDENTITA’ DI GENERE

SPAGNA: NO ALLA LEGGE SULL’IDENTITA’ DI GENERE

La Spagna dice no alla Ley Trans, il disegno di legge per il riconoscimento delle persone transgender, che era stata presentata a Febbraio 2021 e discussa il 18 maggio 2021. L’astensione del Psoe (Partido Socialista Obrero Español) martedì al Congresso, unita al voto contrario di Partido Popular e di Vox, ha fermato l’iniziativa più promossa e sostenuta dai parlamentari di Unidas Podemos, Ciudadanos, partiti baschi e catalani, con 78 voti a favore, 143 contrari e 120 astensioni.
Non si tratta di una vittoria definitiva: Podemos, che ha proposto la legge, annuncia che non si fermerà. Ma il partito è uscito fortemente indebolito dal recente voto amministrativo, il leader Pablo Iglesias ha deciso di lasciare la politica. Podemos ha perso molta della sua forza contrattuale e difficilmente riuscirà a riportare la proposta in discussione.

Oggi il femminismo spagnolo ha molte ragioni per festeggiare. Il paziente e rigoroso lavoro di informazione condotto dal cartello unitario ContraBorrado sui rischi della legge per donne, bambine e bambini ha dato i suoi frutti, si spera definitivi.

Il testo stabilisce che una persona transessuale possa cambiare nome e sesso nel Registro Civile con una mera dichiarazione, e senza una diagnosi di salute mentale e un certificato che avalli un trattamento ormonale di almeno 2 anni, previsti dalla normativa vigente fin dal 2007. Inoltre riconosce anche ai minori fra i 12 e i 16 anni la possibilità di sollecitare un cambio di sesso con l’avallo di un genitore o di un tutore legale e, nel caso in cui questi fossero contrari, prevede che sia «nominato un difensore giudiziario».

La transizione dei minori è ovunque la questione più sensibile: dopo anni di pratiche selvagge e sregolate e migliaia di transizioni (soprattutto di bambine, dal femminile al maschile) la Gran Bretagna ha introdotto la necessità di una sentenza del tribunale per autorizzare la “terapia” con i bloccanti puberali; la Svezia ha detto stop; l‘Arkansas ha dichiarato l’illegalità di questi trattamenti farmacologici; la Finlandia ha rivisto le linee guida, incoraggiando i trattamenti psicologici per i minori “non-conformi”. In Italia l’uso di bloccanti ormonali è autorizzato e praticato da qualche anno, ma non si conoscono i numeri dei minori trattati: è venuto il momento di conoscerli e di dare battaglia.

 


 

🇬🇧   SPAIN: NO TO THE LAW ON GENDER IDENTITY

Spain says no to Ley Trans, the bill for the recognition of transgender people, which was presented in February 2021 and discussed on May 18, 2021. The abstention of the PSOE (Partido Socialista Obrero Español) on Tuesday in Congress, combined with the nay by Partido Popular and Vox stopped the initiative most promoted and supported by the parliamentarians of Unidas Podemos, Ciudadanos, Basque and Catalan parties, with 78 votes in favor, 143 against and 120 abstentions.
This is not a definitive victory: Podemos, who proposed the law, announces that he will not give up. But the party came out strongly weakened by the recent administrative vote, the leader Pablo Iglesias decided to leave politics. Podemos has lost much of its bargaining strength and will hardly be able to bring the proposal back under discussion.

Today, Spanish feminism has many reasons to celebrate. The patient and rigorous information work conducted by the unified ContraBorrado cartel on the risks of the law for women, girls and children has paid off, definitively we hope.

The text establishes that a transsexual person can change his name and sex in the Civil Registry with a mere declaration, and without a mental health diagnosis and a certificate that endorses a hormonal treatment of at least 2 years, provided for by current legislation since 2007. Furthermore even minors between the ages of 12 and 16 have the opportunity to request a change of sex with the endorsement of a parent or legal guardian and, in the event that they are against it, it provides that “a judicial defender is appointed”.

The transition of minors is the most sensitive issue everywhere: after years of wild and unregulated practices and thousands of transitions (especially of girls, from feminine to masculine) Britain has introduced the need for a court ruling to authorise “therapy” with puberty blockers; Sweden said stop; Arkansas has declared the illegality of these drug treatments; Finland revised the guidelines, encouraging psychological treatments for “non-compliant” children. In Italy, the use of hormonal blockers has been authorised and practiced for some years, but the numbers of minors treated are not known: the time has come to know them and fight.

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