ADDIS ABEBA, PIANO MATTEI: IL CORAGGIO DI SEMINARE LIBERTÀ NELLA TERRA DEI SOGNI

di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast

 

Il secondo Vertice Italia-Africa di Addis Abeba non rappresenta soltanto un traguardo diplomatico, ma la conferma che il cambio di paradigma impresso dal Governo italiano sta portando frutti tangibili. Come Steadfast, realtà che opera da anni sul campo in Nigeria, guardiamo con estremo favore a questo approccio che finalmente mette al centro il concetto del “costruire l’Africa con l’Africa”.

 

Il Piano Mattei è passato in breve tempo da visione a realtà operativa, coinvolgendo oggi ben 14 nazioni africane. Come sottolineato dal Presidente Giorgia Meloni nel suo intervento, sono circa un centinaio i progetti già avviati o consolidati in settori vitali per il futuro del continente. Non si tratta di pacchetti precostituiti e calati dall’alto, ma di iniziative nate da un’interlocuzione paritaria, volta a comprendere le esigenze reali dei territori. Questo metodo di ascolto e rispetto della dignità locale è l’unico che può garantire risultati verificabili e duraturi.

 

In Nigeria, Steadfast tocca con mano l’importanza dei pilastri su cui si poggia l’ossatura del Piano: istruzione, salute e sicurezza alimentare. Particolarmente significativa è la decisione di investire nel capitale umano attraverso la co-presidenza con la Nigeria della campagna di rifinanziamento della Global Partnership for Education. Garantire l’istruzione primaria significa offrire opportunità reali e alimentare il desiderio dei giovani di diventare i protagonisti della rinascita della propria terra. In contesti complessi, l’educazione e la formazione professionale sono i semi necessari affinché ogni talento possa germogliare lì dove ha le proprie radici.

 

Sviluppare l’Africa con l’Africa significa anche dotare i territori di strutture sanitarie adeguate, personale formato e accesso costante ai medicinali. È una questione di dignità: la mancanza di assistenza medica trasforma spesso la speranza in rassegnazione, alimentando quella spinta alla fuga che sradica migliaia di persone dalle proprie comunità.

 

Proprio sul tema delle migrazioni, dobbiamo avere il coraggio di cambiare narrazione. Il vero obiettivo della cooperazione non è solo gestire i flussi, ma garantire a ogni essere umano la libertà di poter scegliere il proprio destino senza che questo sia dettato dalla necessità o dalla disperazione. Oggi migliaia di giovani africani sono portatori di sogni grandiosi, energie vibranti e una voglia di riscatto che merita di trovare spazio nelle proprie nazioni. La vera sfida è rendere il “restare” una scelta di successo. Dobbiamo lavorare perché un ragazzo di Lagos o di Addis Abeba possa vedere nella propria terra non un recinto da cui scappare, ma un campo di opportunità da coltivare. Emigrare deve essere una libera aspirazione al movimento, un’occasione di scambio e crescita, e mai più un tragico “salto nel buio” motivato dall’assenza di alternative.

 

In questo senso, il contrasto all’immigrazione irregolare è prima di tutto un atto di fedeltà verso questi sogni. L’irregolarità è la trappola in cui i trafficanti di esseri umani — veri mercanti di illusioni — trasformano la legittima ricerca di futuro in una nuova forma di schiavitù. Quando un giovane viene spinto a intraprendere rotte illegali, la sua identità svanisce e il suo progetto di vita viene consegnato nelle mani di organizzazioni criminali: vite private di ogni tutela. Smantellare le reti dell’irregolarità significa proteggere i giovani africani dal diventare “invisibili” e restituire loro il diritto di essere protagonisti visibili e fieri del proprio sviluppo.

 

Investire nelle filiere agricole, nell’energia e nelle infrastrutture digitali — come il fondamentale Corridoio di Lobito — significa costruire le basi materiali su cui poggiare questa libertà di restare. Significa dire a una generazione: “Il tuo talento è prezioso qui, ed è qui che puoi costruire la tua casa e il tuo domani”.

 

Il successo di Addis Abeba dimostra che l’Italia pensa in grande, offrendo non assistenza, ma partnership. Steadfast continuerà a fare la sua parte in Nigeria e nel resto del continente, lavorando ogni giorno per l’educazione e la protezione della vita, affinché la terra africana torni a essere, per chi la abita, il luogo dove i sogni più ambiziosi possono finalmente diventare realtà.