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MIGRAZIONE: DIETRO IL “RESTIAMO UMANI” CRIMINALITÀ E SCHIAVITÙ

MIGRAZIONE: DIETRO IL “RESTIAMO UMANI” CRIMINALITÀ E SCHIAVITÙ

Al Museo Giannini l’incontro della Ngo “Steadfast” all’interno della rassegna “Strati”.

Di Leo “il 90 % dei migranti che entrano in Europa rende alle reti criminali quasi 6 miliardi all’anno”.

 

Del dramma migratorio siamo spesso abituati a vedere solo il risultato finale: uomini, donne e bambini abbandonati in mezzo al mare su imbarcazioni dall’equilibrio precario, con un disperato bisogno di essere salvati. Lo stesso dibattito politico nazionale spesso è appiattito su questioni secondarie e non risolutive come la diatriba relativa a “porti aperti” e “porti chiusi”.

La realtà sarebbe invece molto più complessa e il “restiamo umani” che governa le attuali politiche migratorie occidentali, nasconderebbe un vero e proprio traffico di nuovi schiavi che arricchisce soprattutto la criminalità organizzata.

Ne è convinto Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast, una Ong operante soprattutto in Nigeria. Sarà lui, insieme alla dirigente della stessa Ong Venere Fiorenza, a tenere un incontro sul tema presso il museo Giannini di Latina (via Oberdan 13) mercoledì 23 febbraio alle ore 19.00 in uno degli appuntamenti che compone la rassegna “Strati”.

Salvare vite è doveroso e sacrosanto sempre – spiega di Leo – ma si è sicuri che i mezzi utilizzati per farlo siano davvero idonei a disincentivare questo traffico sulla rotta Africa-Europa? Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, il pil del crimine mondiale raggiunge i 1200 miliardi di dollari annui, pari al 15% dell’intero commercio del mondo. Già nel 2002 i Paesi del G8 confermarono un drammatico aumento della criminalità organizzata transnazionale in connessione con la globalizzazione economica. Il numero di nuovi schiavi aumenta e in schiavitù ci si finisce anche in maniera inconsapevole.  Secondo uno studio pubblicato da La Stampa del 2017, il 90 % dei migranti che entrano in Europa sono gestiti da reti criminali. 250 sono i punti di raccolta utilizzati per il contrabbando di migranti dentro e fuori l’Unione Europea, per un fatturato annuo che si aggira tra i 5 e i 6 miliardi di dollari”.

Nel corso dell’appuntamento Di Leo ricostruirà anche quelle che sono le rotte più battute dai migranti: se i mass media si concentrano infatti sui barconi provenienti dalla Libia, il traffico di esseri umani si estende in molte direzioni per tutto il globo: “Le rotte preferite sono quelle che transitano attraverso il Mediterraneo occidentale, in direzione della Spagna, e centrale, con obbiettivo Italia, ma non mancano le cosiddette rotte balcaniche e orientali. Un discorso a parte è quello che riguarda gli Stati Uniti d’America, dove i migranti illegali provenienti dal Messico (da cui arriva il 50 % degli immigrati irregolari) sarebbero 11 milioni, al ritmo di 20mila ingressi l’anno. Le tratte usate dagli immigrati sembrano però essere utilizzate anche per altri traffici, in primis quello di donne da avviare alla prostituzione a fronte di un sistema di accoglienza che appare sempre più vulnerabile e che non riesce ad assistere chi fugge da guerre o da situazioni depresse. Le donne avviate sui marciapiedi si vendono anche per soli 30 euro. Spesso vivono di notte oppure solo ai bordi delle strade, controllate a vista da chi, ironia della sorte, si fa chiamare protettore”.

L’apertura della galleria, in cui saranno esposte fino al 27 febbraio le opere dell’artista Andrea Dros Canò, è prevista per le ore 18.00. L’ingresso al convegno è gratuito ma visto il numero limitato di sedute è consigliabile la prenotazione al 347 11 63 835 (whatsapp)

Link all’evento

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