MATERNITÀ ALTRUISTICA: COME REGOLARIZZARE LO SFRUTTAMENTO E LA VENDITA DI BAMBINI

SteadfastNGO

17 Settembre 2021

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MATERNITÀ ALTRUISTICA: COME REGOLARIZZARE LO SFRUTTAMENTO E LA VENDITA DI BAMBINI

MATERNITÀ ALTRUISTICA: COME REGOLARIZZARE LO SFRUTTAMENTO E LA VENDITA DI BAMBINI

Le parole del presidente di Steadfast Emmanuele Di Leo su Sì alla Vita, rivista del Movimento per la Vita:

«Qualche settimana fa ci siamo giustamente scandalizzati per l’approvazione in Francia della legge sulla bioetica con la quale, tra le altre, viene legalizzata la fecondazione eterologa per donne single o coppie lesbiche. In Italia ci stiamo spingendo oltre.
La maternità surrogata in Italia è vietata dalla Legge 40 del 2004, ma c’è chi, invece di migliorarla rendendo reato anche per chi compie l’utero in affitto all’estero, sta tentando di stravolgerla. Il 13 aprile 2021 è stata presentata la proposta di legge C.3016 “Disciplina della gravidanza solidale e altruistica” a prima firma dell’On. Guia Termini (M5S) sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni nota per le sue battaglie a favore del suicidio assistito e promotrice della raccolta firme per una legge d’iniziativa popolare a favore dell’eutanasia che sta portando in giro per l’Italia in queste settimane.

Secondo le intenzioni dei proponenti, la legge si pone l’obiettivo di disciplinare la “gravidanza solidale e altruistica” in Italia, al fine di tutelare i diritti di tutti i soggetti coinvolti consentendo di evitare gli abusi, ma sappiamo bene che non può esistere una gravidanza solidale e altruistica. Dietro questa terminologia, sotto le finte vesti del “rimborso spese”, si nasconde comunque uno scambio di denaro che comporta un contratto ed una compravendita purtroppo a danno della donna cosiddetta gestante e del bambino.Ai fini di questa legge i “genitori” d’intenzione, singolo o coppia anche omosessuale che commissionano la gravidanza, si impegnano ad assumere la piena custodia e responsabilità dei nati a partire dal trasferimento in utero dell’embrione, acquisendone la responsabilità genitoriale. Questo vuol dire che la donna gestante deve rinunciare a qualunque diritto. No, non è vero, un diritto le viene concesso: accedere all’interruzione volontaria di gravidanza.

Sappiamo bene quanto la nascita di un figlio sia sconvolgente per la donna anche dal punto di vista psicologico in condizioni di normale gravidanza, possiamo solo provare ad immaginare come possa esserlo per una donna che partorisce un bambino e successivamente se ne deve staccare. Secondo questa legge la donna gestante potrà avvalersi del supporto psicologico solo fino al parto, dopo non le sarà concesso.

Secondo l’Art.3, comma 4: “Prima del trasferimento dell’embrione in utero, il genitore singolo o la coppia devono stipulare una polizza assicurativa, in favore della gestante, per la copertura di tutti i rischi connessi alla gravidanza solidale e altruistica e al parto, che può essere estinta non prima di sei mesi successivi al parto, prorogabili di ulteriori sei mesi, in caso di complicazioni mediche sorte a seguito della gravidanza.” Già, perché molto spesso le complicazioni mediche sono presenti, anche con danni irreversibili per la madre surrogata. Un mercato senza scrupoli che fuori Italia, incentiva lo sfruttamento di esseri umani e la compravendita di bambini.

Da anni con Steadfast ci occupiamo di questo bieco business ed ora che è stata avanzata in Italia una proposta di legge per regolamentare questo mercato, la nostra preoccupazione è ancora più accentuata. Esiste la possibilità, come lo è oggi in molti
Paesi del sud del mondo, che donne in stato di indigenza, con l’illusione di facili guadagni, vengano utilizzate come madri surrogate sfruttando la loro precaria condizione economica.

Come si evince da questa proposta di legge, anche in Italia, si vuol far prendere forma al Registro Nazionale delle Gestanti, una sorta di catalogo da sfogliare per scegliere la madre surrogata che più aggrada.
Dall’altro lato l’On. Mara Carfagna e l’On. Giorgia Meloni il 20 luglio 2020 hanno presentato alla Commissione Giustizia un articolo che vorrebbe modificare la legge 40 del 2004 per rendere più agevole alle Procure l’agire contro chi ricorre a questo
mezzo, anche quando l’intera pratica venisse “sbrigata” all’estero».