LA BIELORUSSIA: QUANDO UNO STATO DIVENTA TRAFFICANTE

E’ sempre più delicata e rischia di diventare drammatica dal punto di vista del rispetto dei più basilari diritti umani, la condizione dei migranti che affollano i confini tra Bielorussia e Polonia.
Come ricostruito da molti network internazionali tra cui BBC News e Deutsche Welle, da mesi la Bielorussia pare aver agevolato l’emissione di visti turistici per i cittadini residenti in Iraq e nelle altre Nazioni del Medio Oriente. Una mossa strategica volta a facilitare il loro ingresso in un Pese limitrofo all’Unione Europea.
Secondo quanto ricostruito dai giornalisti d’inchiesta dei mezzi di informazione citati, sarebbero proprio le autorità Bielorusse, ora affiancate da veri e propri trafficanti di esseri umani, ad agevolare e organizzare il trasporto dei “turisti” verso il confine con la Polonia.
Una sorta di atto di forza contro l’Unione Europea, da sempre avversa al dittatore Alexander Lukashenko che governa la Bielorussia. Una diatriba che ora però vede bloccate in un limbo migliaia di persone, che giorno dopo giorno vedono peggiorare le proprie condizioni di vita. Il rischio ora è che il confine tra i due Paesi si tinga di rosso, viste anche le tante baraccopoli che stanno nascendo e le temperature sempre più rigide.
L’Unione Europea ha annunciato nuove sanzioni e potrebbe presto vietare alla compagnia aerea bielorussa Belavia di utilizzare aeromobili noleggiati da fornitori europei (che costituiscono gran parte della propria flotta). Precauzioni che tuttavia non sembrano in grado di risolvere una situazione che appare sempre più drammatica. Speriamo vivamente che questa annosa questione venga risolta il prima possibile. Migliaia di persone sono in pericolo di vita e utilizzare gli esseri umani come armi di pressione politica, è disumano e riprovevole.

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