Il Presidente Onorario è tornato alla Casa del Padre

Il 6 marzo scorso è tornato alla Casa del Padre il nostro Presidente Onorario, Colonnello Antonino Di Leo. L’intera organizzazione lo ricorda con vivo affetto e stima.
“Su, e ancora su nel vasto, delirante, abbagliante azzurro fino a superare il vento, a lambire le grandi altezze, con grazia delicata, quelle dove giammai ne l’allodola ne l’aquila hanno volato. E mentre la mente, in silenziosa ascesa, superava l’alto, inviolato santuario dello spazio, levai in alto la mano e sentii il volto di Dio.”
Coll. Antonino Di Leo:
Nato a Roma nel 1928, ha vissuto la sua adolescenza tra i disagi e le privazioni della II° Guerra Mondiale, fino a perdere i propri genitori in guerra e per causa di guerra. Rimasto solo e raggiunta la maturità scientifica concorreva e vinceva il concorso per entrare in Accademia Aeronautica Militare. Venne a far parte del Corso Eolo II a conclusione del quale, nel 1950 venne nominato, sottotenente dell’Aeronautica Militare. Una volta raggiunto il brevetto di pilota, fu inviato ai reparti di volo e precisamente al III Stormo, seguendone i cambiamenti di specialità, da caccia terrestre a caccia ricognitore, le destinazioni da Bari a Verona e da stormo ad aerobrigata. Con il grado di Tenete, condusse l’operazione: “Cieli aperti per la Pace”, in occasione della prima visita in Roma del Presidente degli Stati Uniti d’America.
Negli anni ’60, con il grado di Maggiore assumeva il comando del XVIII° Gruppo Caccia Ricognitori per poi con il grado di Ten. Colonnello giungere al comando dell’Ufficio della Ricognizione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.
Negli anni a seguire congedandosi con il grado di Colonnello dall’Aeronautica Militare Italiana, divenne pilota della Compagnia Aerea Itavia.
Negli anni ’90 assunze il ruolo d’Istruttore Pilota in terra Libica sotto il Governo Gheddafi.
Negli anni a seguire, rientrato in Italia, continuò l’attività di istruttore di volo all’Aeroclub dell’URBE.
Durante la sua vita ha avuto modo più volte di avvicinare i più indifesi, in diversi contesti, questo ha fatto si di stimolare la sua sensibilità alle tematiche della difesa dei diritti umani.
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