Pagina iniziale NigeriAid

I DEVASTANTI EFFETTI DEL CORONAVIRUS IN NIGERIA

I DEVASTANTI EFFETTI DEL CORONAVIRUS IN NIGERIA

In un rapporto della Commissione economica delle Nazioni Unite emerge l’enormità dell’impatto che la pandemia di Covid 19 avrà sui paesi del continente africano: la previsione è tra i 300 mila e i 3.3 milioni di vittime, a seconda delle misure adottate per fermare la sua diffusione. Si ipotizza che da 2,3 a 22,5 milioni di persone potrebbero aver bisogno di un ricovero in ospedale, e da 500 mila a 4,4 milioni di persone potrebbero trovarsi nella necessità di terapie intensive.

La Nigeria, prima economia del continente africano, nonostante le misure messe in atto dal governo per contrastare la pandemia, rischia la peggiore recessione degli ultimi 30 anni.

Secondo gli analisti del Fondo Monetario Internazionale, la crisi potrebbe durare fino al 2021 con una contrazione stimata per quest’anno del 3,4%.

Tra le misure adottate dall’amministrazione del presidente Muhammadu Buhari per contenere la diffusione del virus vi è un fondo di emergenza rilasciato al Nigeria Centre for Disease Control e un pacchetto di incentivi economici per alleviare l’impatto per famiglie e imprese.

Queste misure non sono sufficienti per scongiurare la recessione poiché, secondo Kristalina Georgieva, Amministratore delegato del FMI, la forte minaccia arriva anche dal calo dei prezzi internazionali del petrolio, da cui dipende quasi interamente l’economia del paese. Su scala continentale la pandemia ha messo in crisi anche le esportazioni di tessuto e fiori e il turismo (fino al 38 per cento del Pil in alcuni Paesi).

Questo ha spinto il governo nigeriano a chiedere un prestito di circa 7 miliardi ad istituti di credito internazionali tra cui la Banca Mondiale, la Banca Africana di sviluppo e la Banca Islamica.

Il 56% della popolazione nell’Africa sub-sahariana vive in baraccopoli sovraffollate e scarsamente attrezzate, dove anche il semplice lavaggio delle mani diventa un problema e quasi il 40 per cento dei bambini sotto i cinque anni è malnutrito. Tubercolosi e Aids affliggono ancora un paese dove sono ridottissimi posti letto negli ospedali, personale medico e farmaci, in prevalenza d’importazione.

La Nigeria, soprattutto nelle aree extraurbane, riflette questa drammatica situazione di precarietà sanitaria, che, insieme all’aumento del debito pubblico e ai problemi di sicurezza interni al paese possono essere un mix esplosivo in una terra che a noi di Steadfast Onlus sta molto a cuore.

Come sapete siamo attivamente presenti con il nostro progetto NigeriAid, con il quale, attraverso la cooperazione internazionale, portiamo strumenti che permettono al popolo nigeriano di avere un futuro migliore.

Siamo impegnati con varie progettualità attive nei settori dell’istruzione, della formazione lavorativa, nonché sul fronte umanitario e sanitario e prossimamente ci attiveremo nel campo delle adozioni internazionali per il quale il governo nigeriano ci ha già riconosciuto lo status di ente accreditato.

Come potete capire siamo molto preoccupati dell’evolversi di questa situazione poiché questa crisi toccherà, sebbene in maniera differente, ogni nostra progettualità e, purtroppo, lo farà in maniera negativa.

Tre sono gli orfanotrofi di cui abbiamo assunto la paternità, dopo l’ultimo viaggio in Nigeria di Emmanuele Di Leo e Venere Fiorenza Di Leo, rispettivamente presidente e membro del direttivo di Steadfast, per un totale di mille bambini ospitati che già rischiano di non vedere garantito il cibo necessario e i beni primari, a causa delle ristrettezze economiche delle strutture. Il nostro cuore è lì con loro.

Speriamo seriamente che il governo nigeriano, nel valutare i punti di intervento che finanzierà attraverso questi prestiti, incentivi la spesa pubblica a favore di queste realtà, in sanità e per il diritto all’istruzione.

I giovani che hanno in mano il futuro di questo Paese hanno il diritto di crescere in sicurezza e poter contribuire allo sviluppo della loro terra in loco, non cercando fortuna, e trovando spesso morte e sfruttamento, scappando verso l’Europa.

Steadfast, grazie ai rapporti ormai consolidati con i Governatori locali, continuerà ad operare affinché questo continui ad essere possibile.

 

error: Content is protected !!