Africa: chi invia preservativi e chi fonda università

di: Giuseppe Brienza

Mentre l’ONU, la Bill Gates Foundation e una impressionante serie di ONG ampiamente finanziate si prodigano per “aiutare” l’Africa inviando preservativi con la finalità di ridurre il numero degli africani, qualcuno ha un’idea differente su cosa significhi aiutare un Paese a svilupparsi. Mi riferisco all’associazione internazionale “Steadfast Onlus”, che si occupa della promozione e difesa della cultura e della vita sociale di quelle regioni ed aree del mondo che versano in gravi situazioni di disagio economico, al fine di aiutare le popolazioni locali a farsi promotrici di condizioni minime per avviare un percorso di sviluppo sostenibile nelle rispettive nazioni.
Oggi a Roma, calato finalmente il sipario dell’ennesima consultazione elettorale, nella Sala del Carroccio del Campidoglio, è stato presentato il progetto “International Bioresearch University” (IBU), promosso dalla Steadfast appunto, che prevede la realizzazione di un Campus Universitario nello Stato di Enugu in Nigeria.
Il progetto IBU è stato ideato dal prof. Edmund Ugwu Agbo, Socio Fondatore e Consigliere dell’associazione, al fine di contribuire al risollevamento socio-economico della Nigeria, paese da decenni lacerato da un susseguirsi di colpi di stato e dittature militari e, dal 2000, vittima di attentati di connotazione etnico-religiosa, attribuiti soprattutto a fondamentalisti islamici che ritengono l’istruzione occidentale un rischio per la propria identità.
Come rappresentato dal presidente dell’associazione promotrice del progetto IBU, Emmanuele Di Leo (nella foto), che è anche l’attuale responsabile della comunicazione e dei rapporti esterni della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” (Roma), una parte della Nigeria ha già iniziato a collaborare con la “Steadfast Onlus” al fine della realizzazione di un Polo Culturale afro-europeo che spazierà dalla bioetica alle biotecnologie, dall’economia al diritto internazionale, dall’ingegneria allo studio delle scienze agrarie, dallo spettacolo allo sport. Il nuovo progetto IBU, concorre a consolidare ed approfondire tale processo.

 

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