À-DIEU, MADAME LAMBERT

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À-DIEU, MADAME LAMBERT

À-DIEU, MADAME LAMBERT

Abbiamo appreso che la sig.ra Viviane, mamma coraggiosa di #VincentLambert, è morta lunedì 19 dicembre dopo diverse settimane di ricovero all’età di 77 anni. La tragica vicenda di Vincent si era conclusa l’11 luglio del 2019 dopo un’agonia di 10 giorni.
Il sito ufficiale de La Marche pour la Vie le ha dedicato queste parole: “Un modello di perseveranza e coraggio. Una madre modello. Grazie per la tua lotta e il tuo amore. Riposa in pace con il Padre e con tuo figlio Vincent, martire della “cultura della morte.”
Vogliamo unirci anche noi nella preghiera per questa donna che come una tigre ha difeso per molti anni la vita del figlio dalla morte procurata per fame e per sete inflittagli dallo Stato francese su richiesta della moglie.
Ricordiamo brevemente la vicenda di Vincent Lambert: il 42enne era un ex infermiere in “stato-pauci-relazionale” o di “coscienza minima più” dopo un incidente stradale avuto nel 2008. Nel luglio 2011 era stato ammesso al Coma Science Group (Università di Liegi, Belgio) dove il professor Steven Laureys, uno dei maggiori esperti mondiali nei meccanismi e nei gradi di coscienza concludeva il suo rapporto con una diagnosi di “coscienza minima più” e raccomandava di provare a stabilire un codice di comunicazione con Vincent, prova che l’uomo era vivo e in grado di avere una qualche relazione con il mondo.
Poco dopo il suo rientro nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Sebastopoli vengono interrotte le stimolazioni per tentare di migliorare lo stato di Vincent e, dall’aprile del 2012, era diventato ormai chiaro che l’unica soluzione proposta dall’ospedale era di “lasciarlo andare” ovvero farlo morire di fame e di sete. Cosa che, con il consenso della moglie ma senza avvisare i genitori, si cominciò a fare lasciando Vincent senza cibo e acqua per ben 16 giorni. La sentenza di morte era stata interrotta quando uno dei suoi fratelli aveva scoperto la cosa durante una visita e la famiglia aveva denunciato l’ospedale. Da questo momento si è avviata una lunghissima battaglia legale che si è conclusa, purtroppo, nel 2018 quando, dopo l’ultima decisione del tribunale del 2 luglio, i medici gli hanno sospeso cure e alimentazione. Gli è stata somministrata la sedazione profonda prevista dalla legge francese sul fine vita e consentita solo l’umidificazione delle mucose della bocca: la lunga agonia verso una morte per disidratazione e denutrizione è durata dieci giorni e l’11 luglio Vincent è morto.
Li pensiamo abbracciati nella Pace del Signore.