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	<title>SUICIDIO ASSISTITO &#8211; Steadfast</title>
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	<title>SUICIDIO ASSISTITO &#8211; Steadfast</title>
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		<title>BELGIO: MAI L&#8217;EUTANASIA SARÀ CATTOLICA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 14:24:12 +0000</pubDate>
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<p><span style="font-weight: 400;">La maggior parte delle strutture psichiatriche belga è sotto la gestione della Chiesa Cattolica, in particolare dei Fratelli della Carità, una congregazione religiosa nata in Belgio alla fine del XIX secolo, con una vocazione alla cura professionale, soprattutto dei malati psichiatrici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Belgio le loro strutture psichiatriche sono gestite da una società denominata Provincialat des Frères de la Charitè asbl, il cui direttivo è composto principalmente da laici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La questione nasce ben tre anni fa quando il direttivo della società ha incluso la possibilità di praticare l’eutanasia nelle linee guida delle suddette strutture.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il superiore generale della Congregazione, Fratel René Stockman, aveva subito condannato la decisione come “inaccettabile”, chiedendo l’intervento immediato della Santa Sede la quale, dopo un iter di quattro mesi, aveva dichiarato che gli ospedali dei Fratelli della Carità dovevano fermare la possibilità di accedere all’eutanasia negli ospedali psichiatrici gestiti dalla Congregazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La decisione della CDF arriva a conclusione di tre anni di disputa tra i Fratelli della Carità e la società che ne gestisce gli ospedali, che, invece, ha continuato a ribadire la propria volontà di permettere l’eutanasia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come Steadfast Onlus ci uniamo al dolore della congregazione, che è costretta, ma decisa, a lasciare andare i suoi centri psichiatrici in Belgio, pur di rimanere fedele ai dettami della dottrina cattolica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il valore sacro della vita umana che richiama alla carità, alla cura e all’accompagnamento del sofferente porta all’inaccettabilità morale dell’eutanasia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scelta è doverosa ma oltremodo preoccupante per i pazienti psichiatrici di queste strutture che rischiano di non trovare più un ambiente sicuro che abbia a cuore la loro cura e non anteponga un falso rispetto di una chissà quale volontà, manifestata sicuramente in momenti particolare di fragilità o senza la dovuta lucidità mentale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>WELBY, ATTIVISTA DI DIRITTI INCIVILI?</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/welby-attivista-di-diritti-incivili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 14:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-5092 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-16.59.22-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-16.59.22-300x300.png 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-16.59.22-150x150.png 150w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-16.59.22-200x200.png 200w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-16.59.22-100x100.png 100w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-16.59.22.png 536w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Chi ci segue e sostiene conosce la vicenda del piccolo Alfie Evans di cui domani ricorderemo il secondo anniversario dalla precoce scomparsa causata dal distaccamento del supporto vitale che gli permetteva di respirare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si è cercato di fare tutto il possibile per fermare una legge che riteneva che il suo best interest fosse la morte perché malato inguaribile, quindi indegno di vivere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo lunghe trattative e infiniti tentativi legali si è ricorsi all’unica mossa ancora possibile: il riconoscimento della cittadinanza italiana. Purtroppo Alfie non è riuscito ad arrivare in Italia ma la sua tenacia e la forza con cui ha combattuto la sua battaglia per la vita ci sono state di esempio. Per questo ci è sembrato doveroso fare richiesta di intitolare una strada di Roma a lui: un nostro concittadino che desiderava così tanto vivere da smuovere intere nazioni, istituzioni e Chiesa per poter avere la libertà di farlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è chi invece fa proposte che vanno esattamente nel senso opposto:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">il 28 aprile 2020 verrà discussa in Consiglio Comunale a Roma la proposta del PD e del M5S di intitolare a Piergiorgio Welby i giardini di Piazza San Giovanni Bosco ponendo una targa che dice &#8220;Giardino Piergiorgio Welby &#8211; scrittore e attivista per le libertà civili (1945-2006)&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, muore nel dicembre 2006 per il distaccamento del respiratore eseguito dal medico Mario Riccio previa sedazione del malato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si creò un caso giuridico che riuscì a rispondere ad alcuni quesiti, lasciandone irrisolti altri: era lecito staccare il supporto artificiale? A chi spettava procede al distaccamento? Il trattamento era da considerarsi accanimento terapeutico?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I giudici hanno giustamente stabilito che l’utilizzo del respiratore artificiale non rappresentava accanimento terapeutico, quindi era da considerare vitale. Lo dimostra il fatto che Welby è morto in conseguenza del distaccamento del supporto ed ha avuto necessità di sedazione per alleviare il dolore che questa procedura provoca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In forza dell’art.32 della Costituzione italiana che dà al paziente la possibilità di rifiutare/rinunciare ad un trattamento sanitario, il medico che staccò la spina non venne condannato ma venne considerato lo strumento necessario al paziente non più nelle condizioni di poterlo fare in autonomia, di avvalersi di questo diritto. Con questa sentenza la Corte apre un grande interrogativo sulla questione legata al ruolo del medico che, per sua natura e secondo il codice etico e deontologico che è tenuto a rispettare, è volto a salvare vite.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Restano ancora irrisolti molti dubbi che riguardano anche gli aspetti etici e morali di questa vicenda che per noi di Steadfast Onlus sono di fondamentale importanza. I diritti umani sono tali perché tutelano e garantiscono la persona nella sua interezza a partire dal diritto alla vita, senza il quale tutti gli altri diritti non sussistono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Riteniamo, quindi, che sia una proposta pericolosa che rischia di far credere a chi leggerà quella targa che, essendo stata affissa dalle istituzioni, questo tipo di pratica sia buona e caritatevole, perciò giusta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora più pericolosa è la proposta che alla futura inaugurazione siano presenti le scuole del territorio. Questo significa che i ragazzi impareranno che qualunque cosa si desideri è un diritto poterlo avere. Non importa se così facendo si calpestino gli inviolabili diritti alla vita e alla salute. Impareranno che se non riusciranno ad essere performanti o si ammaleranno e avranno bisogno di essere assistiti e curati non ci sarà motivo per cui valga la pena vivere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Steadfast Onlus coopera con istituti scolastici, enti educativi, università con il progetto SteadfastEducation per la realizzazione di un percorso formativo mirato alla conoscenza e alla consapevolezza dell&#8217;unicità della vita umana, dei diritti ad essa collegati e all’aiuto e tutela dei più vulnerabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La giusta battaglia da portare avanti è quella che garantisce ai malati gravi o terminali la vicinanza e la compassione dei propri cari affiancando cure, terapie e assistenze adeguate in grado di dare la dignità e il valore che meritano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi continueremo a difendere i più deboli. Lo dobbiamo a chi, come Vincent e i piccoli Charlie, Isaiah e Alfie, si è battuto per ciò che gli spettava di diritto!</span></p>
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		<title>PAESI BASSI: SI SCRIVE DEMENZA SI LEGGE EUTANASIA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/paesi-bassi-si-scrive-demenza-si-legge-eutanasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 15:03:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel 2002 i Paesi Bassi hanno approvato la legge che legalizza eutanasia e suicidio assistito. Dal 2016 questa legge vale anche per le persone con demenza che l&#8217;hanno richiesta mentre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-5098 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-17.06.00-300x202.png" alt="" width="300" height="202" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-17.06.00-300x202.png 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-17.06.00-768x518.png 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-17.06.00-740x500.png 740w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-17.06.00-600x405.png 600w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-03-alle-17.06.00.png 798w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nel<span style="font-weight: 400;"> 2002 i Paesi Bassi hanno approvato la legge che legalizza eutanasia e suicidio assistito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 2016 questa legge vale anche per le persone con demenza che l&#8217;hanno richiesta mentre erano ancora lucide.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La legge non affrontava però, in modo specifico, la questione dei pazienti che potrebbero cambiare idea mentre si trovano in uno stato avanzato di demenza e su come agire affinché questa nuova scelta sostituisca la precedente.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una donna di 74 anni con demenza avanzata, nel 2016, subì l’eutanasia dal medico della casa di cura in cui risiedeva, dopo che lo stesso si era consultato con la famiglia della donna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre era ancora lucida, la donna aveva dichiarato di non voler finire in una casa di cura e di volere l&#8217;eutanasia quando avrebbe ritenuto che il momento fosse giunto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Entrata in casa di cura ha però dato segnali contraddittori sulle sue volontà, affermando in taluni casi di non voler morire. Alla fine il dottore decise di eseguire comunque l&#8217;eutanasia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Procura Generale portò a giudizio il medico, ritenendo che il colloquio con la paziente sulle decisioni relative al suo fine vita avrebbe dovuto essere più esplicito e contemplare questa situazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contempo si esprimeva preoccupazione per una possibile mancanza di chiarezza nella legge olandese relativa al trattamento dei pazienti che perdono l&#8217;acutezza mentale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2019 il tribunale dell&#8217;Aja ha assolto il medico poiché, secondo la Corte, è stato attento e ha seguito il protocollo di eutanasia stabilito dalla legge olandese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Procura Generale ha deciso dunque di appellarsi alla Corte Suprema che lo scorso 21 aprile si è pronunciata a favore del medico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una sentenza preoccupante per noi di Steadfast Onlus per due motivi fondamentali:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">riteniamo che la vita umana sia un bene indisponibile dal suo inizio fino al suo compimento naturale, con un valore immenso anche quando si tratta di persone incapaci di intendere e/o affette da malattie fisiche più o meno gravi</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">con questa decisione viene completamente ribaltato il principio di precauzione secondo il quale, nel dubbio o di fronte ad affermazioni contraddittorie, ci si debba fermare e tutelare la vita e MAI uccidere.</span></li>
</ul>
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