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	<title>Emmanuele DI Leo &#8211; Steadfast</title>
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	<title>Emmanuele DI Leo &#8211; Steadfast</title>
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		<title>RECOVERY PLAN: CINQUE OBIETTIVI PER UNA AGENDA POLITICA  PIENA DI VITA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/recovery-plan-cinque-obiettivi-per-una-agenda-politica-piena-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 12:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ItaliAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast]]></category>
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					<description><![CDATA[Steadfast in questi mesi insieme a decine di Organizzazioni si è confrontata nel giudicare i principali fatti della legislazione e della giurisprudenza italiana, avendo a cuore la grandezza della dignità [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Steadfast in questi mesi insieme a decine di Organizzazioni si è confrontata nel giudicare i principali fatti della legislazione e della giurisprudenza italiana, avendo a cuore la grandezza della dignità di ogni persona perché segnata da un insopprimibile desiderio di senso e di pienezza, e perciò: la vita come dono sempre straordinario e intangibile, la famiglia come privilegiata scuola di gratuità, la piena libertà di educazione, nonché la sussidiarietà come affascinante leva di riforme di crescita e di libertà.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Provocati dalla condivisa sofferenza del popolo italiano nella pandemia in corso e grati per la disponibilità di molti ad assumersi responsabilità eccezionali in circostanze eccezionali, <strong>chiediamo che le scelte dei prossimi mesi siano innanzitutto per la centralità e la promozione della VITA, valorizzando nei fatti ciascuna persona, in qualunque condizione sia</strong>.</em></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>PER QUESTO PROPONIAMO COME PRIORITARI QUESTI SEMPLICI OBIETTIVI:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Il <em>Recovery Pl</em>an sia l’occasione per un <strong>grande piano per la rinascita demografica</strong>, drammatica emergenza del Paese, sostenendo la <strong>natalità</strong>, assieme alla <strong>famiglia</strong> e alle <strong>comunità</strong> come luoghi imprescindibili per la crescita della persona e per il bene comune;</li>
<li>Il <em>Recovery Plan</em> abbandoni perciò la matrice centralista per essere rifondato scommettendo su politiche di sussidiarietà, ad esempio (<strong>a</strong>) riformando il fisco attorno alle dimensioni familiare e comunitaria, con un prelievo inversamente proporzionale alla composizione del nucleo, (<strong>b</strong>) con l’introduzione di sensibili benefici per  nuova imprenditorialità nonché radicali premialità per l’occupazione ovvero in generale (<strong>c</strong>) preferendo agli strumenti assistenzialisti quelli capaci di avviare e sostenere percorsi virtuosi di tutte le comunità intermedie sia <em>profit</em> che <em>non profit</em>;</li>
<li>Una rinnovata fiducia per la natalità (<strong>a</strong>) non accetti i recenti tentativi che -anziché prevenire- snaturano i <em>consultori</em> e banalizzano l’i.v.g. con la “privatizzazione” dell’aborto farmacologico e la “normalizzazione” di farmaci antinidatori, in aperto contrasto persino con la legge 194/78 (cfr. Circolare ministero salute 12.8.2020 e Decreto AIFA 8.10.20), e (<strong>b</strong>) non tema di raccogliere le sollecitazioni di alcune “magistrature superiori”, rilanciando, in Parlamento, un più netto contrasto all’utero in affitto e ad ogni forma di mercificazione della donna e dei bambini, per sostenere invece la vita nascente, nonché le madri in difficoltà per una gravidanza, con sensibili risorse, innovativi strumenti (es. art. 30 dPR 396/00) e adeguando le formule occupazionali alle esigenze dell’essere mamma;</li>
<li>Una netta scelta per la vita dovrà altresì indirizzare adeguate risorse del <em>Recovery Plan</em> per garantire a tutte le persone fragili (a partire da quelle maggiormente provate dalla pandemia) i trattamenti più appropriati senza limiti di età, compresi l’idratazione e l’alimentazione, nonché per assicurare adeguate proporzioni a quel “diritto negato” che sono le cure palliative, oltre che per avere finalmente una sanità in grado di offrire in tutto il territorio italiano congrue prestazioni <em>ad alta intensità di cure</em> e un pieno supporto ai diversamente abili, anche nella prospettiva del “dopo di noi”;</li>
<li>Sia combattuta con forza la <em>povertà educativa </em>e l’abbandono scolastico, aggravatisi fra i giovani nella pandemia, anche finalmente realizzando un effettivo pluralismo e ponendo fine alle crescenti diseguaglianze fiscali, sociali ed economiche fra istituti del medesimo sistema di istruzione (art. 1, L. 62/00), con la deducibilità delle rette per i cicli primari e secondari, “doti-scuola”, costi standard e convenzioni per una piena collaborazione e parità fra scuole pubbliche-paritarie e pubbliche-statali.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Roma, 15 febbraio 2021</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Steadfast, <em>Alleanza</em> Cattolica, Ass. <em>Amici di Lazzaro</em>, Ass<em>.</em> <em>Articolo 26</em>, Ass. <em>Cuore Azzurro</em>, Ass. Cerchiamo il Tuo volto, Collatio.it, Ass. Convergenza Cristiana, Ass. Costruire Insieme, Ass. Culturale Zammeru Masil, Ass. <em>Difendere la vita con Maria</em>, Ass. <em>Donum Vitae</em>, Ass. <em>Esserci, </em>Ass. Etica &amp; Democrazia, Ass. <em>FamigliaSI</em>, Ass. Family Day- Difendiamo I Nostri Figli, Ass. Il Crocevia, Aippc – Ass. Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, Ass. L’albero, Ass. Liberi e Forti, <em>Associazioni</em> Medici Cattolici Italiani, Ass. <em>Nuova Generazione</em>, Ass. naz. Pier Giorgio Frassati, Ass. Nonni 2.0, Ass. <em>Non si tocca la famiglia</em>, Ass. <em>Politicainsieme</em>, Ass. Progetto culturale, Ass. <em>Proposte per Roma</em>, Ass. Pro Vita &amp; Famiglia, Ass. Generazione Famiglia, Ass. Radici, Ass. Rete Popolare, Ass. Risveglio, Ass. Umanitaria Padana, Ass. Vita Nuova &#8211; Rete Italia Insieme, Ass. Vivere Salendo, <em>Associazione</em> volontariato Opera Baldo, <em>Avvocatura</em> In Missione, <em>Associazione</em> Nazionale Autonoma Professionisti (A.N.A.P.S.), <em>Ass.</em> Vita Consacrata per la Lombardia (AVCL),  A.Ge. LAZIO, <em>Centro</em> Nazionale Economi di Comunità (C.N.E.C.), <em>Centro</em> Italiano di Promozione e di Assistenza per la Famiglia, <em>Centro</em> internazionale Giovanni Paolo II e per il magistero sociale della Chiesa, Centro Studi Livatino, <em>Circoli</em> insieme, <em>Comitato</em> SALE per la dottrina sociale, Commissario Lazio Accademia di storia dell’arte sanitaria, Comunità Papa Giovanni XXIII, <em>Confederazione</em> internazionale del clero, <em>Conferenza</em> Italiana Superiori Maggiori (C.I.S.M.), CulturaCattolica.it, Fondazione De Gasperi, Fondazione Fiorentino Sullo,  <em>Forum</em> Cultura Pace e Vita Ets, <em>Forum</em> delle Associazioni sociosanitarie, <em>Giuristi</em> per <em>la Vita</em>, <em>International</em> Family News, La Casa dei Diritti, Movimento Cristiano Lavoratori – MCL,  <em>Movimento</em> Italiano Genitori (Moige), <em>Movimento</em> Per: Politica, Etica, Responsabilità, <em>Movimento</em> per la Vita, <em>Movimento</em> Regina dell’amore, <em>Osservatorio</em> di bioetica di Siena, <em>Osservatorio</em> parlamentare “<em>Vera lex</em>?”, <em>Presidenza</em> Comitato scientifico UCID, <em>Presidenza</em> onoraria Società italiana di bioetica e comitati etici, <em>Rete</em> Liberi di educare, <em>Scuola</em> di Cultura Cattolica, <em>Unione</em> Superiori Maggiori (U.S.M.I.).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SCUOLA: DI LEO (STEADFAST ONLUS) &#8220;CON NUOVE LINEE GUIDA A RISCHIO DISCRIMINAZIONE ALUNNI DISABILI E LORO GENITORI PRIVATI DEL DIRITTO COSTITUZIONALE ALL&#8217;EDUCAZIONE&#8221;. APPELLO URGENTE AL PRESIDENTE CONTE.</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/comunicato-appello-conte-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 10:23:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ItaliAid]]></category>
		<category><![CDATA[LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;associazione Steadfast Onlus ha rivolto un appello al presidente del Consiglio Conte su quanto esposto nella &#8220;Bozza di linee guida per la compilazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI)&#8221;, ovvero lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<hr class="wp-block-separator" />
<p>L&#8217;associazione Steadfast Onlus ha rivolto un appello al presidente del Consiglio Conte su quanto esposto nella &#8220;Bozza di linee guida per la compilazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI)&#8221;, ovvero lo strumento con cui i Gruppi di lavoro (G.L.O.) ogni anno definiscono un percorso didattico inclusivo, gli interventi educativi e didattici, gli obiettivi prefissati e i conseguenti criteri di valutazione per gli alunni con disabilità, ma soprattutto il piano che costituisce di fatto il principale terreno di collaborazione tra la scuola e la famiglia degli alunni con disabilità certificata.</p>
<p>«Dopo la pubblicazione del documento della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) in merito alla “Bozza di linee guida per la compilazione del PEI” e del comunicato stampa del Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno (CIIS) che la analizza» &#8211; dichiara <a href="https://www.facebook.com/dileoe"><strong>Emmanuele Di Leo</strong></a>, presidente di Steadfast onlus &#8211; «abbiamo deciso di rivolgere un appello urgente al presidente del Consiglio Conte, in cui rappresentiamo lo sconforto e la paura delle tante famiglie e genitori di figli con disabilità associati alla nostra organizzazione. Dalle informazioni a noi pervenute risulta infatti che il Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO), ovvero il gruppo incaricato dell’elaborazione e della stesura del Piano Educativo Individualizzato, dello strumento cioè che realizza o dovrebbe realizzare l’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità nella scuola Italiana, verrebbe trasformato in organo collegiale. Ciò significa che quest&#8217;anno, a differenza di quanto previsto in passato, il PEI vèrrà approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo tramite votazione e ciò comporterà che il nuovo Piano non sarà più frutto di “elaborazione congiunta” (come stabiliva il dpr 24 febbraio 1994, applicativo della legge 104/92) ma sarà sottoposto ad approvazione mediate votazione a maggioranza. Viste le regole del “nuovo GLO”, i genitori, anche qualora potessero partecipare alla votazione, sarebbero inevitabilmente in minoranza numerica e perciò di fatto esclusi dal processo decisionale riguardante le scelte educative per il proprio figlio».<br />«Ai docenti &#8211; prosegue Di Leo &#8211; verrebbe dunque attribuita “competenza esclusiva nell’individuazione degli obiettivi educativi” e ciò significherebbe dunque violare il diritto-dovere dei genitori ai quali la Costituzione affida l’educazione dei figli». <br />«È la prima volta dall’inizio dell’inclusione scolastica italiana &#8211; conclude l&#8217;appello di Steadfast onlus &#8211; che un Ministro, di fatto, sopprime la possibilità per i genitori del minore con disabilità di esercitare il loro diritto costituzionale all’educazione dei figli previsto dall&#8217;articolo 30 della Carta. Oltre ad escludere l’unicità della persona con disabilità, non prevedendo più la piena partecipazione alla vita della classe, ciò potrebbe inevitabilmente portare a ricostituire “gruppi di alunni” assimilabili alle classi differenziali soppresse dalla legge 4 agosto 1977 n. 517. Nella secondaria di secondo grado, poi, l’esonero dall’insegnamento di una o più discipline potrebbe precludere, in seguito, il passaggio ad un percorso semplificato e, come ricorda la FISH, con questo nuovo sistema la famiglia non può rifiutare in nessun modo il tipo di programmazione decisa dai docenti! Il rischio è che alle superiori, per semplificarsi la vita, i docenti propongano molto più spesso di quanto sia realmente necessario una programmazione differenziata! E la famiglia non potrebbe dire più nulla».</p>
<p>«Ciò che il M.I.U.R. vuole attuare con l’introduzione del cosiddetto “nuovo P.E.I.” &#8211; conclude l&#8217;appello &#8211; non è un ritorno al passato, ma piuttosto una nuova concezione della mission del sistema scolastico, che, di fatto, tende a escludere coloro che non rientrano nello standard, e per gli alunni con disabilità traspare una nuova collocazione: altrove, con le famiglie ridotte al silenzio e all’impotenza».</p>
<p>RIFERIMENTI:<br />&#8211; CONSIDERAZIONI DELLA FISH SULLA BOZZA DI LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEL NUOVO PEI http://www.superando.it/files/2020/09/fish-linee-guida-pei.pdf<br />&#8211; COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO ITALIANO INSEGNANTI DI SOSTEGNO (CIIS) http://www.sostegno.org/node/701 <br />&#8211; APPELLO DI STEADFAST ONLUS AL PRESIDENTE CONTE (<a href="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2020/09/Steadfast-Appello-urgente-in-favore-degli-alunni-e-delle-alunne-con-disabilità-della-Scuola-Italiana-1.pdf">ALLEGATO</a>)</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SCUOLE PARITARIE &#8211; DI LEO (STEADFAST ONLUS): PLURALISMO SCOLASTICO TUTELA DI LIBERTA&#8217; E DEMOCRAZIA, GIOVEDI&#8217; 18 GIUGNO FLASH MOB A MONTECITORIO</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/scuole-paritarie-di-leo-steadfast-onlus-pluralismo-scolastico-tutela-di-liberta-e-democrazia-giovedi-18-giugno-flash-mob-a-montecitorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 17:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ItaliAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Liberi di Educare]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole Paritarie]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
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					<description><![CDATA[SCUOLE PARITARIE &#8211; DI LEO (STEADFAST ONLUS): PLURALISMO SCOLASTICO TUTELA DI LIBERTA&#8217; E DEMOCRAZIA, GIOVEDI&#8217; 18 GIUGNO FLASH MOB A MONTECITORIO. PROPONIAMO &#8220;COSTO STANDARD&#8221; PER GARANTIRE LA LIBERA SCELTA DELLE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>SCUOLE PARITARIE &#8211; DI LEO (STEADFAST ONLUS): PLURALISMO SCOLASTICO TUTELA DI LIBERTA&#8217; E DEMOCRAZIA, GIOVEDI&#8217; 18 GIUGNO FLASH MOB A MONTECITORIO.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PROPONIAMO &#8220;COSTO STANDARD&#8221; PER GARANTIRE LA LIBERA SCELTA DELLE FAMIGLIE ED EVITARE IL COLLASSO DEL SISTEMA SCOLASTICO.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Steadfast chiede al Governo di intervenire efficacemente a sostegno delle scuole paritarie in questa crisi economica post Covid-19 &#8211; dichiara Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast onlus &#8211; e chiede dunque di garantire il necessario esercizio di libertà con cui tutti i genitori potranno scegliere la buona scuola statale oppure una buona scuola paritaria per i propri figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra Organizzazione propone che venga determinato un “costo standard” assegnato dallo Stato, che permetterà così alle famiglie di iscrivere liberamente i propri figli o nelle scuole statali o in quelle paritarie. La crisi economica palesatasi in questi ultimi tempi, in mancanza di una chiara azione del Governo, sta determinando lo spostamento di molti alunni dalle paritarie alle scuole statali a causa del clima di incertezza. Questo pericoloso fenomeno, causato dal chiaro disfacimento economico delle scuole paritarie, condurrà chiaramente al collasso tutto il sistema scolastico italiano. In una costante azione al fianco delle scuole paritarie, collaborando e sostenendo la loro importante causa, Steadfast chiede una ferma e sostanziosa azione del Governo per scongiurare il crollo del sistema educativo italiano&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il Governo non deve abbandonare questa importante opera educativa del nostro Paese &#8211; conclude Di Leo &#8211; non si può dimenticare infatti il grande servizio offerto dal pluralismo scolastico alla cultura e alla democrazia. Per questo invitiamo tutti a partecipare giovedì 18 giugno alle ore 14,30 al flash mob che si terrà a Roma in piazza Montecitorio.<br />Si tratta di una libertà che deve essere assicurata agli abbienti e ai meno abbienti. Ridare forza e sostegno alla scuola paritaria è la evidente volontà di tutela dell’intero servizio educativo nazionale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MASSACRO IN NIGERIA, 59 VITTIME DELLA FURIA TERRORISTICA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/massacro-in-nigeria-59-vittime-della-furia-terroristica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 14:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[NigeriAid]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Steadfast guarda preoccupata all&#8217;instabilità dei territori nigeriani e alla sempre più pressante presenza di un terrorismo potenziato ed organizzato. Emmanuele Di Leo: &#8220;È evidente la crescita e la fusione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Steadfast guarda preoccupata all&#8217;instabilità dei territori nigeriani e alla sempre più pressante presenza di un terrorismo potenziato ed organizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emmanuele Di Leo: &#8220;È evidente la crescita e la fusione di vari gruppi terroristici sotto un&#8217;unica bandiera: quella di ISIS. I governi prendono troppo sottogamba questo fattore e da una parte ritroviamo una Europa che grazie a politiche buoniste, riduce le nostre frontiere ad un colabrodo e dall&#8217;altra questi gruppi armati, oltre a riuscire nel reperire ingenti somme di finanziamento, si organizzano sempre di più unendo le loro forze sotto un unico obiettivo. Nuovamente in Nigeria avviene un massacro, oggi 59 persone a Felo, in un villaggio dello Stato del Borno, sono state massacrate. Ad agire sono stati terroristi di Boko Haram, o meglio neo combattenti di IS, che sempre più oggi gestisce i traffici e le operazioni nel territorio nigeriano. Con le sembianze di predoni, i terroristi armati di AK-47, hanno razziato il villaggio di Faduma Koloram, uccidendo e rubando 1.200 tra bovini e cammelli.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È un giorno terribile&#8221;, ha riferito il combattente della CJTF Kachallah Bumu agli organi di stampa, &#8220;ci hanno preso all&#8217;oscuro e hanno ucciso la nostra gente&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se non si apre un serio ed approfondito focus sugli sviluppi di questi gruppi terroristici,” continua Di Leo “i Paesi che ne subiscono le violenze e gli attacchi, saranno sempre più disorganizzati nell&#8217;attuare una seria ed efficace repressione. Inoltre se l&#8217;Occidente non prende visione seriamente di questo potenziamento strategico, sarà la prossima vittima inerme delle loro azioni.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NEONATI KIEV &#8211; DI LEO (STEADFAST ONLUS): L&#8217;ITALIA RENDA SUBITO EFFICACI LE PROPRIE NORME CHE CONTRASTANO LA PRATICA DELL&#8217;UTERO IN AFFITTO.</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/neonati-kiev-di-leo-steadfast-onlus-litalia-renda-subito-efficaci-le-proprie-norme-che-contrastano-la-pratica-dellutero-in-affitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 12:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Rights]]></category>
		<category><![CDATA[ItaliAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[GPA]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[maternità surrogata]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Utero in affitto]]></category>
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					<description><![CDATA[🇮🇹 Dichiarazione di Emmanuele Di Leo, presidente dell&#8217;associazione Steadfast onlus, in riferimento alla vicenda relativa a decine di neonati nati da madri surrogate sotto la gestione della società &#8220;BioTexCom&#8221; e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f1ee-1f1f9.png" alt="🇮🇹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Dichiarazione di Emmanuele Di Leo, presidente dell&#8217;associazione Steadfast onlus, in riferimento alla vicenda relativa a decine di neonati nati da madri surrogate sotto la gestione della società &#8220;BioTexCom&#8221; e ospitati in una nursery improvvisata all’Hotel Venice a Kiev, in Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In questi ultimi mesi quanto sta accadendo a Kiev in merito all’utero in affitto ha avuto grande risalto sulle pagine di molti quotidiani italiani ed europei. Bambini commissionati da cittadini che provengono da differenti Paesi e che, a causa del lockdown per l’emergenza COVID-19, non sono stati consegnati ai loro acquirenti. Tra questi purtroppo ci sono anche committenti di nazionalità italiana. Come sappiamo la legge n. 40/2004 vieta espressamente il ricorso, in Italia, alla tecnica della “surrogazione di maternità” e prevede quale sanzione (art. 12 comma 6) «la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro». Quindi ci ritroviamo oggi con dei cittadini italiani che, consapevolmente o meno, violano la legge e commettono un gravissimo reato, tuttavia avviene che attraverso un escamotage si riesca ad aggirare queste norme: si fa in modo che la madre surrogata, attraverso un atto notarile, rinunci a riconoscere il bambino portato in grembo, che in questo modo viene dunque riconosciuto come figlio della coppia committente.Da questo espediente giuridico nascono due questioni di particolare rilevanza: sebbene i genitori committenti sarebbero passibili di sanzioni penali in ordine alle norme relative alla falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità e l’alterazione di stato (art. 12 della legge 40/2004 e degli articoli 495 c.p. e il 567 c.p.), fatto per cui si presupporrebbe quantomeno una segnalazione all’autorità giudiziaria italiana da parte dei funzionari del consolato o dell’ambasciata in loco, la giurisprudenza è invece tuttavia orientata alla non applicabilità della sanzione dell’art.12 della legge 40/2004. Questo perché il fatto è avvenuto in un paese estero in cui la pratica di utero in affitto è lecita ed emerge quindi un contrasto giurisprudenziale che esclude la rimproverabilità della condotta in ragione dell’incertezza.Allo stesso modo, laddove l’iscrizione anagrafica sia avvenuta nel rispetto delle leggi del Paese di nascita del bambino (Lex loci), non può configurarsi né l’alterazione di stato né la falsa attestazione al pubblico ufficiale. Dunque fatta la legge, trovato l&#8217;nganno.Circa invece la trascrivibilità o meno nei registri dello stato civile italiano dell’atto di nascita formato all’estero che riconosce come genitori i committenti della maternità surrogata è in corso tuttora un ampio dibattito da parte della Cassazione: inizialmente questa si espresse nel 2016 ritenendo tali atti trascrivibili ma successivamente, a Sezioni Unite, ha ribaltato tale orientamento affermando la non trascrivibilità dell’atto di nascita e mettendo in evidenza che nel nostro ordinamento il divieto di maternità surrogata è elevato a rango di principio di ordine pubblico, posto a tutela della dignità della gestante. In questa occasione la Cassazione ha anche riconosciuto il principio dell’ordinamento italiano in tema di filiazione e dignità della persona rispetto a quelli di altri ordinamenti stranieri che contrastino con essi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario di quanto sostenuto dai supporter pro Maternità Surrogata, è evidente che è proprio questa pratica ad essere lesiva della dignità umana, compresa quella dei minori, che hanno prima di tutto il diritto di non essere trattati come oggetti. Nella maternità surrogata i minori sono infatti sempre “oggetto di contratto”, considerati quali mero strumento di realizzazione dei desideri di persone che vogliono appagare il proprio desiderio di genitorialità.E&#8217; ormai evidente quanto attualmente gli strumenti previsti dalla nostra legislazione per contrastare la maternità surrogata siano completamente inefficaci e inadeguati poichè sono proprio gli stessi giudici a mettere in discussione la loro stessa applicabilità. Grazie a questa indegna pratica dell&#8217;utero in affitto ogni giorno vengono compiute violazioni dei diritti fondamentali dei bambini, che si ritrovano ad essere meri oggetti commerciali, venduti e stoccati per appagare un desiderio egoistico di genitorialità. Ogni giorno grazie a questa pratica, molte donne sono vittime di una tratta silenziosa che, facendo leva sull’indigenza, sfrutta il corpo femminile riducendolo ad un mero contenitore atto a sviluppare un mercato becero sulla pelle di esseri umani&#8221;.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f1ec-1f1e7.png" alt="🇬🇧" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Statement by Emmanuele Di Leo, President of Steadfast Onlus, with reference to the story of tens of babies born from surrogate mothers under the management of the company &#8220;BioTexCom&#8221; and hosted in an improvised nursery at the Hotel Venice in Kiev, Ukraine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In recent months what is happening in Kiev regarding surrogacy has had great prominence on the pages of many Italian and European newspapers. Children commissioned by citizens who come from different countries and who, due to the COVID-19 emergency lockdown, have not been delivered to their buyers, among which unfortunately there are also customers of Italian nationality.As we know the law n. 40/2004 expressly prohibits the use, in Italy, of the technique of surrogacy and provides as penalty (art. 12 paragraph 6) a charge of &#8220;imprisonment from three months to two years and a fine from 600,000 to one million euros&#8221;. So here we are today with Italian citizens who, consciously or not, violate the law and commit a very serious crime; however through a trick it is possible to bypass these rules: it is done so that the surrogate mother, through a notarial act, renounces to recognise the baby carried in her womb, who is thus recognised as the son of the client couple.From this legal expedient two issues of particular relevance arise: although the commissioning parents would be subject to criminal charges according to the rules relating to the false attestation or declaration to a public official on identity and alteration of state (art.12 of law 40 / 2004 and Articles 495 and 567 of the Criminal Code), a fact which would at least presuppose a report to the Italian judicial authority by officials of the consulate or embassy on the spot, the jurisprudence is however oriented towards the non-applicability of the sanction of art.12 of law 40/2004. This is because the incident occurred in a foreign country where the practice of surrogacy is lawful and therefore a jurisprudential contrast emerges which excludes the reproach of the conduct because of the uncertainty.At the same way, if the birth registration has taken place in compliance with the laws of the country of birth of the child (Lex loci), neither the alteration of state nor the false attestation to the public official can exist. So made the law, found the loophole.On the other hand, regarding the transcribability or not in the Italian civil status registers of the birth certificate formed abroad which recognizes the clients of the surrogacy as parents, a wide debate is still underway by the Cassation: initially it expressed in 2016 considering such acts transcribable, but subsequently, at United Sections, overturned this decision affirming the non-transcribability of the birth certificate and highlighting that in our legal system the ban on surrogacy is elevated to the rank of principle of public order, placed to protect dignity of the pregnant woman. On this occasion, the Court of Cassation also recognized the principle of the Italian system in terms of filiation and dignity of the person compared to those of other foreign systems that contrast with them.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrary to what is claimed by the supporters of surrogacy, it is evident that it is precisely this practice to be harmful to human dignity, including that of minors, who have first of all the right not to be treated as objects. In the surrogate motherhood in fact, minors are always &#8220;subject of a contract&#8221;, considered as a mere tool for the fulfillment of the desires of people who want to satisfy their desire for parenthood.It is now clear how much currently the tools provided by our legislation to fight surrogacy are completely ineffective and inadequate as the judges themselves question their own applicability. Thanks to this unworthy practice of surrogacy, violations of fundamental rights are made every day to children, who find themselves to be mere commercial objects, sold and stored to satisfy a selfish desire of parenthood. Every day thanks to this practice, many women are victims of a silent trafficking that, leveraging on indigence, exploits the female body reducing it to a mere container capable of developing a crude market on human skin&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’EUROPA INDOTTRINA I PROPRI BAMBINI</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/leuropa-indottrina-i-propri-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Steadfast Onlus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 16:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Rights]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Children]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
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					<description><![CDATA[Come Steadfast vogliamo stigmatizzare la decisione del Parlamento Europeo di respingere l’ottima proposta di risoluzione presentata dal gruppo ECR-Conservatori e Riformisti Europei, di cui fanno parte gli europarlamentari italiani di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come <a href="https://www.facebook.com/steadfast.onlus">Steadfast</a> vogliamo stigmatizzare la decisione del Parlamento Europeo di respingere l’ottima proposta di risoluzione presentata dal gruppo ECR-Conservatori e Riformisti Europei, di cui fanno parte gli europarlamentari italiani di <a href="https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/">Fratelli d’Italia</a>, presentata in occasione del 30° anniversario della Convenzione sui diritti del fanciullo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa risoluzione si presentavano alcuni punti per la tutela dei diritti del bambino, prima e dopo la nascita, e a difesa della famiglia naturale culla della vita, del benessere dei bambini e fondamento della società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo dalla considerazione che i diritti dei minori dovrebbero essere al centro delle politiche dell&#8217;Unione europea, la risoluzione ricordava che ogni essere umano ha diritto alla vita e che la vita umana deve sempre essere protetta, a partire dal momento del concepimento sottolineando che è necessario offrire alle donne tutto il sostegno necessario per evitare che possano considerare l&#8217;aborto un&#8217;opzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si auspicava inoltre un impegno europeo nella tutela dei minori coinvolti nei conflitti, la protezione dei minori migranti non accompagnati, il contrasto allo sfruttamento sessuale dei bambini nella pedopornografia online, nei circuiti di pedofilia e veniva stigmatizzato il matrimonio con bambine, azioni contro la malnutrizione e la predazione di organi tra i minori delle fasce sociali più fragili dei Paesi in via di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiedeva all&#8217;UE e i suoi Stati membri di stanziare somme da investire nei servizi pubblici per i minori, per l&#8217;istruzione e la salute. Si raccomandava di adottare normative per tutelare e rinforzare i diritti di maternità e paternità, in modo da assicurare un ambiente sano e stabile ai minori soprattutto nei primi mesi di vita; a garantire l’attuazione della direttiva sull&#8217;equilibrio tra attività professionale e vita familiare come garanzia di maggior benessere dei minori. Infine, ma non certo meno importante degli altri punti, si auspicava un impegno per una sempre migliore integrazione dei minori disabili nella scuola e nella società.<br>
La risoluzione sottolineava anche come le pratiche di “maternità surrogata” siano lesive dei diritti dei bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo il Parlamento Europeo ha respinto la risoluzione e ne ha approvata un&#8217;altra, basata anche sull’ideologia progressista e LGBT, presentata da diversi altri gruppi parlamentari tra cui il PPE &#8211; Partito popolare europeo, di cui fanno parte i parlamentari italiani di Forza Italia, S&amp;D, di cui fa parte il Partito Democratico, i verts ALE (verdi/Alleanza Radicale Europea) e il GUE/NGL- Gruppo confederale della sinistra unitaria europea/Sinistra Verde Nordica, senza parlamentari italiani ma con molti del movimento 5 stelle a supporto, in cui emergono i soliti cavalli di troia per manipolare i minori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal classico linguaggio fumoso sulle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale (dei bambini??) e il “genere”, all’accesso a informazioni esaustive su sesso e sessualità nonché l&#8217;accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva (ovvero contraccezione e aborto) per i giovani nelle scuole.<br>
Siamo preoccupati del dilagare di ideologie che tendono a manipolare i più indifesi: i bambini; inoltre siamo perplessi di come l&#8217;Europa, che dovrebbe tutelare i vulnerabili, permette invece di dar spazio a risoluzioni che hanno il chiaro interesse di condizionare le nuove generazioni verso un pensiero unico che vuole omologare gli individui, rendendo liquida la società occidentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come Steadfast continueremo il nostro lavoro di pressione nei confronti di organismi nazionali e internazionali, ci impegneremo maggiormente per promuovere una sana cultura che sia sì d&#8217;inclusione, ma anche di rispetto della complementarietà di sesso e di dialogo tra culture e religioni differenti. Il nostro impegno è tutto verso le nuove generazioni per assicurare un futuro basato su principi saldi e non omologati &#8211; dichiara il Presidente di Steadfast Onlus, <a href="https://www.facebook.com/dileoe">Emmanuele Di Leo</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>MACIEJ HA BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/maciej-ha-bisogno-del-nostro-aiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Steadfast Onlus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2019 09:17:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Latest News]]></category>
		<category><![CDATA[LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[MACIEJ]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
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					<description><![CDATA[???????? #Maciej ha tempo solo fino a giovedì 21 poi l’ospedale belga dove è ricoverato potrebbe decidere in autonomia di staccare il suo respiratore uccidendolo. La famiglia ha dato procura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2019/11/MACIEJ.jpg" alt="" class="wp-image-1867" width="285" height="379" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/11/MACIEJ.jpg 720w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/11/MACIEJ-225x300.jpg 225w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/11/MACIEJ-600x800.jpg 600w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">???????? #Maciej ha tempo solo fino a giovedì 21 poi l’ospedale belga dove è ricoverato potrebbe decidere in autonomia di staccare il suo respiratore uccidendolo. La famiglia ha dato procura a #SteadfastOnlus per agire sul fronte medico, legale, mediatico e di raccolta fondi. La prima azione che vi chiediamo di intraprendere è di far diventare virale la sua storia ma sempre e solo con toni pacati. Non servono attacchi agli ospedali ne tantomeno caos gratuito. Un’altra necessità, urgentissima, è un aiuto economico per far fronte alle spese legali quindi, chi può, doni da subito a questo link indicando la causale <strong>“Per Maciej” </strong><a href="https://www.paypal.me/SteadfastOnlus">https://www.paypal.me/SteadfastOnlus</a> . </p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia completa di Maciej la trovate in questo articolo di Avvenire:<br> <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/belgiobimbo">https://www.avvenire.it/mondo/pagine/belgiobimbo</a><br> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli organi di stampa che volessero informazioni possono scrivere a:<br> presidenza@steadfastfoundation.org oppure chiamare il numero <br> +39 338 9656333.</em><br> Non telefonate o scrivete se non siete giornalisti perché ogni secondo è prezioso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i privati è possibile inviare messaggi alla pagina e un amministratore risponderà il più in fretta possibile.<br></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="wp-block-paragraph">???????? #Maciej has time until Thursday 21st, then the Belgian hospital where he is hospitalised could decide independently to remove his ventilator terminating his life. The family has given Steadfast Onlus Power of Attorney on the medical, legal, media and fundraising front. The first action we ask you to take is to make his story viral but always using calm tones. We discourage everyone to harass and go against the hospitals and its medical staff or create any kind of chaos to the hospital (either through media or in presence). Another urgent need is an economic aid to meet the legal costs, so who would wish so can immediately donate to this link indicating the reason <strong>&#8220;For Maciej&#8221;</strong>  <a href="https://www.paypal.me/SteadfastOnlus">https://www.paypal.me/SteadfastOnlus</a>. <br> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Press agencies that want information can write to<br> <a href="mailto:presidenza@steadfastfoundation.org">presidenza@steadfastfoundation.org</a> or call <br> +39 338 9656333.</em><br>Do not call or write if you are not a journalist because every second matters.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">For individuals, it is possible to send messages to the page and an administrator will reply as quickly as possible.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Maciej story was told today in the Italian newspaper Avvenire and this is the translation of the original article: <br>Appeal to Belgium. Parents: &#8220;Don&#8217;t take the ventilator off our son Maciej&#8221;.<br>The doctors at Sint-Jan in Bruges want to turn-off the vital supports of the 6-year-old on Thursday: he has brain damage. The father and mother oppose it. Steadfast Onlus: &#8220;Violation of rights&#8221;.<br>Two parents desperately struggle in Belgium to prevent their son, a six-year-old boy, Maciej, from having his life-saving machines removed said Steadfast Onlus (the same one that dealt with the cases Alfie Evans, Charlie Gard and others). The story &#8211; which in some ways recalls the two tragic events that in recent years have divided Great Britain, putting the justice and families of the two very young patients against each other &#8211; begins in November 2013, when the little one, then a baby, fell ill, developing a strong fever. <br>The health managers of the Sint-Jan hospital in Bruges, Flanders, where the baby is being admitted, tell the parents that there is nothing more to do: Maciej&#8217;s organs have stopped working and the baby is no longer able to breathe alone. The doctors decide to interrupt the life support, with the desperation of the parents, then the miracle: Maciej&#8217;s organs start working again and he goes back to breathing alone, so much so that the family can bring him back home. The child suffers from cardiomyopathy (a serious form of heart failure), and has been listed as disabled. <br> Unfortunately, the drama reappeared last 3rd November, when Maciej again developed a violent fever. When the family reaches the hospital emergency room, the same doctor who told them to say goodbye to Maciej six years ago, repeats that nothing can be done. At first he refused to take the child to the intensive care unit, declared the couple and then, faced with the father&#8217;s request to write down the decision, he changed his mind. Maciej is resuscitated for an hour and a half, so the doctors tell her parents that his brain is severely damaged. <br> However, according to the parents who have been contacted by Steadfast, no document is provided to certify the brain damage. The couple said that the child was given an apnea test to see if he could breathe on his own, first for fifteen minutes, then for ten. The sanitary staff established that Maciej was no longer able to breathe autonomously and announced that next Thursday, November 21st, the life-saving machines would be disconnected. <br> The parents, who obviously feel abandoned, insist that they have seen Maciej take several breaths on his own, saying that he reacts to the touch, tries to shake hands, opens his eyes and sometimes manages to watch cartoons on television. <br> &#8220;This case &#8211; declared to the media the president of Steadfast Onlus, Emmanuele Di Leo &#8211; is a clear violation of human rights. Despite the negative opinion clearly expressed by the parents, the hospital wants to suspend the ventilation of the child, in defiance of any right.<br> The original link is: <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/belgiobimbo">https://www.avvenire.it/mondo/pagine/belgiobimbo</a></p>



<h1 class="wp-block-heading">AvantiTutta #UnitiPossiamo #SteadfastLifeAID</h1>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>DA CHARLIE A TAFIDA: COSA È CAMBIATO NELLE SENTENZE INGLESI?</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/tafida-sentenze-inglesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Steadfast Onlus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 09:28:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Latest News]]></category>
		<category><![CDATA[LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Alfie Evans]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Tafida]]></category>
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					<description><![CDATA[di Emmanuele Di Leo – Presidente Steadfast Onlus Tafida Raqeeb, la bimba inglese in stato di minima coscienza di cui tanto si è parlato in questo periodo, potrà venire in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">di <a href="https://www.facebook.com/dileoe">Emmanuele Di Leo</a> – Presidente Steadfast Onlus</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tafida Raqeeb, la bimba inglese in stato di minima coscienza di cui tanto si è parlato in questo periodo, potrà venire in Italia dove i suoi genitori potranno assisterla standole accanto senza che un intervento umano provochi prematuramente la sua morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giudice Justice McDonald, che già giudicò la sorte di Isaiah Haastrup indicando come suo “best interest” la morte per distacco dei supporti vitali, stavolta ha dichiarato che vivere è il “miglior interesse” per Tafida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo di capire cosa cambia in questa vicenda rispetto a casi inglesi analoghi che, in precedenza, hanno visto anche Charlie Gard e Alfie Evans condannati a morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giudice ha emesso sentenza relativamente a due procedimenti distinti, presentati a Corti differenti, e poi unificati: il Barts NHS Trust (Royal London Hospital) che curava la bimba ha portato i genitori di fronte alla Corte che si occupa di diritto familiare, come in tutti gli altri casi, per avere l’autorizzazione al distacco forzoso mentre i genitori hanno citato l’ospedale presso la Corte poiché negava il trasferimento in un ospedale italiano disposto a continuare le cure. (punto 3)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutore legale di Tafida in tribunale è stata una parente, il cui nome è coperto dal riserbo, musulmana come la famiglia di origine della bimba e la piccola stessa. Il “litigation friend” è una figura indispensabile, di nomina giudiziaria (appointed by the court), che ha il compito di rappresentare nel corso di un procedimento civile i minori di età oppure i soggetti incapaci di provvedere ai propri interessi. Per mostrare l’idoneità a espletare tale funzione, ossia la mancanza di conflitto di interessi e la capacità di assumere decisioni in modo equo, il tutore deve presentare all’autorità giudiziaria un “Certificate of suitability”. L’ospedale ha fatto ricorso affinchè la zia materna fosse rimossa dal proprio incarico in quanto il suo credo religioso non le avrebbe permesso obiettività. Il giudice ha respinto la richiesta. (punto 4)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per definire al meglio la sentenza Justice McDonald ha potuto avvalersi di elementi e argomenti che sono stati presentati in maniera molto più approfondita e professionale rispetto ai casi precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia di Tafida si è fatta rappresentare in tribunale in maniera adeguata avvalendosi anche di alcuni legali qualificati come QC (Queen’s Counselor) che sono stati in grado di competere egregiamente con gli avvocati del Trust, tra cui citiamo Katie Gollop già legale del Gosh contro i Gard.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sento quindi di poter dire con sicurezza che la prima risorsa di cui devono, inderogabilmente, essere dotate le famiglie che vogliono difendere il diritto alla vita loro o dei propri cari, è sicuramente un team legale valido e preparato. Il problema del costo è limitante ma l’offerta di avvocati pro bono non deve essere vista come una possibilità concreta di aiuto a meno che non siano altamente specializzati e privi da conflitti di interessi. Come avrete notato, oltre al giudice, altri personaggi sono ricorrenti in questi casi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia Gard venne assistita da un legale che diede loro assistenza gratuita, procurato tramite il GOSH dove era in cura il piccolo Charlie, che nel primo processo “dimenticò” di inserire tra le prove una MRI che sarebbe stata decisiva per dimostrare che la sua malattia non era progredita. Quando subentrano avvocati validi, in fase di appello molti mesi dopo, non fu più possibile inserirla e, purtroppo, la situazione medica era peggiorata al punto da rendere inutile il trattamento sperimentale che i genitori chiedevano di poter avere in USA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il papà di Isaiah, Lanre, avvocato, provò ad affrontare Mr Justice Mc Donald rappresentandosi da solo ma, come prevedibile, non avendo specializzazioni in cause mediche credette che il solo buonsenso avrebbe prevalso. Come abbiamo visto, così non fu.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Alfie abbiamo assistito ad un altro padre, Thomas, che si trovò costretto ad andare in aula senza legale poiché Mr Justice Hayden disse che la famiglia ne aveva licenziati troppi e non si poteva attendere oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tom ricorda così quel momento mentre ritira il premio Atreju 2018: “Avevo paura, sapevo che tutto era contro di noi, che probabilmente quello che dicevo non sarebbe stato tenuto in considerazione. Ma non avrei mai rinunciato senza lottare. MAI.” Purtroppo l’inesperienza e una serie di errori, così come x Charlie, non poterono essere “aggiustati” nè dai legali successivi nè in seguito con l’intervento diretto della nostra organizzazione Steadfast Onlus, che arrivò a coinvolgere il Governo Italiano e a fargli concedere la cittadinanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di Tafida il giudice, lo dichiara subito nei primi punti della sentenza, ha potuto fare riferimento a questi elementi, che analizzeremo insieme, per stabilire il suo giudizio. (punto 5)</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Dichiarazione scritta dell’Alto Commissario del Bangladesh nel Regno Unito dove si afferma che, secondo la legge in vigore nel Paese, qualunque cittadino bengalese, dottori compresi, avesse acconsentito o partecipato alla rimozione dei supporti vitali sarebbe stato perseguito. Il giudice scrive di non essere stato influenzato da questa dichiarazione nel prendere la sua decisione. (punto 17)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Èbene ricordare che la famiglia ha doppia cittadinanza inglese e bengalese e che Tafida, oltre ad essere bilingue, era già stata in Bangladesh per fare delle vacanze. (punto 8)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Charlie gli USA concessero la green card che gli avrebbe permesso di accedere alle cure in loco senza bisogno di visto ma non potè essere utilizzata dato che il giudice Mr Justice Francis negò l’autorizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di Alfie la cittadinanza italiana, ottenuta a distacco avvenuto, non venne tenuta in considerazione dal giudice Mr Justice Hayden in quanto la interpretò come un titolo onorifico, dicendo che non esisteva un reale legame del bimbo o della famiglia con il nostro Paese nonostante il nostro Consolato avesse mandato propri rappresentanti in aula a seguire le udienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Una fatwā del Consiglio Islamico d’Europa, ovvero una sentenza emessa riguardo ad un dubbio relativo alla fede islamica che viene rilasciato da un’autorità riconosciuta, è stata portata in tribunale dai genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Nel contesto di questi procedimenti, tuttavia, la fatwa è semplicemente una preziosa riaffermazione della santità della vita, una santità riconosciuta da tutte le grandi religioni e anche da coloro che vedono la vita attraverso un prisma secolare o scientifico.”</em>scrive il giudice nella sentenza. (punto 169)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ricordate a nulla valsero le parole di Papa Francesco in difesa della vita di Charlie e Alfie e nessun giudice inglese tenne conto della fede delle famiglie nemmeno nei casi precedenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Video di Tafida nella vita reale prima del ricovero in ospedale dove si vede chiaramente la bimba intenta a pregare e a invitare il fratello a fare lo stesso. Benchè sia stato chiarito anche dalla madre che sicuramente la bimba è troppo piccola per capire concetti legati al fine vita, è evidente che sia in grado di comprendere che “se uccidi o fai del male a qualcuno avrai problemi con Allah”. Secondo la famiglia, Tafida avrebbe avuto il desiderio di vivere nonostante la sua condizione così come accettava senza pregiudizi l’amicizia di bimbi disabili. (punto 41-42-76-77-80)</p>



<p class="wp-block-paragraph">I casi precedenti riguardavano neonati e non si è potuto provare che esistesse una loro diretta volontà di vivere in queste condizioni. Tutti i bimbi erano stati battezzati, in quanto nati in famiglie cristiane, ma venne interpretato dai giudici come una scelta dei genitori mentre Tafida è iscritta alla scuola araba e già recita versi del Corano. (punto 8)</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Un parere legale scritto dal dott. Giacomo Rocchi, giudice della Corte Suprema di Cassazione Italiana, ha fornito nella sua qualità di esperto riconosciuto su questioni di questo tipo. (punto 17)</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti gli altri procedimenti sono stati coinvolti giuristi di alto profilo, italiani, ma le loro considerazioni non furono mai prese in considerazione come prove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Il piano esecutivo dettagliato, redatto dal “Team per le cure critiche, ecmo e trasporto” dell’ospedale Gaslini, che illustra le procedure attuabili per garantire la sicurezza della bimba durante il trasferimento e al suo arrivo. Il documento è stato ritenuto adeguato anche dal Barts NHS Trust che non ha sollevato obiezioni in merito. (punto 16 &#8211; 30 &#8211; 72)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Charlie i contatti tra GOSH e il Dr Hirano furono limitatissimi e si potè avere una collaborazione seria solo dopo l’intervento del Bambino Gesù ma, come abbiamo già detto, ormai era troppo tardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei casi di Alfie e Isaiah, inoltre, non si può non notare come il coinvolgimento abusivo di medici stranieri non abilitati, o comunque non idonei a fare diagnosi per una situazione come le loro, abbia giocato a sfavore della serietà di quanto portato in aula come prova dai legali della famiglia, così come evidenzia il giudice in questa sentenza. (punto 178)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Alfie vennero proposti i servizi di compagnie specializzate in trasporto di malati gravi, una tedesca e una polacca, che vennero criticate e considerate inidonee. Venne perfino contestata la validità del certificato “Fit to Fly” fornito e che, invece, avrebbe dovuto dimostrare l’idoneità di Alfie al volo. Infine assistemmo ad una mistificazione di quanto scritto dai medici del Bambino Gesù in un documento che venne usato dal giudice addirittura per dire che il bimbo poteva morire durante il trasporto. Nonostante la famiglia chiese di udire i medici romani in Corte, disponibili a redigere un piano di trasporto sicuro, non venne mai concesso e non venne accettata nemmeno l’offerta di usare un aereo militare che, messo a disposizione dal Governo Italiano, ricordiamo ancora oggi con il cuore straziato, attendeva solo l’ordine di partire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quest’occasione, relativamente a Tafida, il giudice ha potuto contare su pareri di due eccellenti ospedali che hanno collaborato tra loro e che, nonostante offrissero punti di vista diversi, hanno goduto della più ampia rispettabilità e stima da parte della Corte. (punto 178)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la parte di procedimento legata alla legislazione europea che dovrebbe sancire la libera circolazione in Europa, così da poter usufruire di servizi medici in ambito comunitario, abbiamo visto che tutti i giudici inglesi chiamati a decidere in merito ritengono il “best interest” del minore, nei termini previsti dalla giurisprudenza inglese, al di sopra di qualsiasi legge europea o internazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il Trust NHS che cura i minori non ritiene ci sia “miglior interesse” nel proseguimento delle cure, come in tutti i casi che si sono succeduti, non deve autorizzare alcun trasferimento e deve, obbligatoriamente, rivolgersi alla Corte. Viene quindi nuovamente ribadito che, in caso di disputa tra ospedale e famiglia, il “miglior interesse” può essere deciso, caso per caso, SOLO da un giudice competente. (punto 147-148</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tafida quindi potrà lasciare il Regno Unito e farsi curare in un ospedale a sua scelta, non solo in Europa, poiché il giudice ha ritenuto che è il suo “best interest” proseguire le cure.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risulta estremamente chiaro che legge europea, di per sé, non è sufficiente a garantire il libero spostamento di un paziente inglese tra strutture ospedaliere comunitarie ma può essere ritenuta applicabile, però, per un&nbsp;<em>“bambino cittadino dell&#8217;UE che non risiede abitualmente in Inghilterra”.</em>(punto 149-189).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la Brexit ormai prossima sarà comunque tutto da rivedere alla luce delle nuove normative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizziamo ora la situazione medico/clinica dei singoli casi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Charlie aveva una malattia mitocondriale incurabile con terapie conosciute e il giudice doveva stabilire se il trattamento richiesto dai Gard, in alternativa al distacco dai supporti vitali offerto dal GOSH, fosse un’ipotesi valida che potesse garantirgli dignità e qualità di vita. Nessun medico ha potuto certificare che Charlie provasse dolore a causa della sua malattia ma, essendo il protocollo sperimentale adattabile a lui ma non specifico per la sua mutazione RRM2B, il giudice ritenne che non si potesse escludere con certezza che ne avrebbe causato. I tempi del processo resero comunque l’opzione non praticabile a causa del deterioramento della situazione clinica del bimbo e il giudice decise per il distacco del ventilatore nonostante il bimbo non fosse in morte cerebrale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Isaiah subì un danno cerebrale alla nascita, molto grave, dovuto ad un ritardo nel parto. Aveva una condizione clinica severa, di stato semi-vegetativo: non vedeva, non poteva muoversi, soffriva di distonia, spasticità e di crisi epilettiche. Anche nel suo caso non si poteva certificare che provasse dolore e, nonostante questo, il giudice, lo stesso che ha deciso per Tafida lo ricordiamo, decise di terminare la sua esistenza nel suo “migliore interesse” nonostante un’aspettativa di vita potenzialmente ancora lunga. La famiglia di isaiah non aveva un piano medico alternativo e una struttura pronte ad accoglierlo da proporre alla Corte in alternativa, nonostante la nostra organizzazione Steadfast Onlus si offerse di aiutare anche in questo, Lanre ritenne di procedere diversamente. Venne chiesto di mandarlo a casa con tracheotomia e peg ma non venne concesso,&nbsp;&nbsp;in appello venne avanzata la possibilità di fare una terapia di ossigenoterapia iperbarica ma venne negata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alfie soffriva di deficit GABA-T, una malattia metabolica che si manifesta con encefalopatia epilettica neonatale-infantile grave, che esordisce con convulsioni, ipotonia, iperreflessia e ritardo dello sviluppo e porta ad una accelerazione della crescita. L’Alder Hey non potè certificare che sentisse dolore poiché il bimbo era in stato semi-vegetativo ma disse che la previsione era di morte certa, nonostante al tempo del processo non ci fosse nemmeno la diagnosi. La famiglia chiese aiuto al Bambin Gesù di Roma che offrì la ricerca genetica completa, tracheotomia e peg, un piano di cure palliative e l’integrazione con terapia del dolore se necessaria. Come sappiamo il giudice ritenne il “miglior interesse” di Alfie la morte nonostante la sua possibilità di vivere ancora per un discreto lasso di tempo. Il piccolo Alfie respirò, aiutato saltuariamente da una mascherina ad ossigeno, per 5 giorni dimostrando a tutti, inequivocabilmente, che avrebbe potuto essere svezzato dal respiratore. Nonostante questo sviluppo dimostrasse che l’ospedale avesse sbagliato previsione, il giudice non cambiò la sentenza nonostante il ricorso presentato dagli Evans.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relativamente a Tafida, ricoverata per la rottura di una malformazione arterio-venosa che ha causato un danno cerebrale grave e irreversibile, il giudice chiarisce che non è possibile stabilire con certezza se la sua situazione sia assimilabile ad uno stato semi-vegetativo o ad uno di minima coscienza in quanto ha un ciclo dormi/veglia ed è in grado di aprire e chiudere gli occhi. In un paio di episodi, non ripetutisi, pare riconoscere la voce della mamma e girarsi verso di lei. Tutti i medici concordando che la bimba abbia un minimo livello di coscienza pertanto il giudice lo ritiene un dato assodato. Poiché Tafida mostrò in un’occasione di provare dolore a seguito di una sollecitazione esterna il giudice ritiene di poter stabilire che, in situazione abituale, lei non ne provi o lo dimostrerebbe come in quel frangente. Tafida ha una situazione irreversibile, che potrebbe sviluppare ulteriori condizioni debilitanti così come potrebbe avere piccoli miglioramenti, ma sostanzialmente è stabile come dichiarato da tutti i dottori coinvolti che garantiscono per lei un’aspettativa di vita tra i dieci e i venti anni.&nbsp;Èprovato che per alcuni minuti sia stata in grado di respirare senza ventilatore, tanto che il Gaslini ha dichiarato alla Corte che valuterà di sottoporla a svezzamento per effettuare una tracheotomia e una peg così che i suoi genitori possano curarla a casa. (punto 8, da 20 a 24, 26, da 31 a 34, 40, da 161 a 164, 186).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso di Tafida è davvero meno grave dei precedenti? Si può davvero considerare “unico”?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come afferma la famiglia&nbsp;<em>“sottolineando che ogni caso deve essere deciso in base ai propri elementi e che non esiste una “pietra di paragone dell&#8217;intollerabilità” come stabilito per In re B (A Minor) (Wardship: Medical Treatment) [1981] 1 WLR 1421 a 1424”</em>, caso in cui la Corte obbligò dei genitori a far operare il figlio down consentendogli di avere una aspettativa di vita che potesse passare da pochi mesi a 20-30 anni. (punto 74)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se diamo per assodato dalla legge inglese quanto sopra, sì il caso di Tafida è unico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni caso è “unico” e ogni giudice dovrebbe approcciarsi ai casi sottoposti alla Corte con quest’ottica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sapete Tafida è salva, arriverà in Italia a breve, poiché il giudice ha deciso di ritenere la sua vita “degna” e ha stabilito che il suo “miglior interesse” è proseguire le cure.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come è giunto a questa decisione? Cosa cambia davvero rispetto agli altri casi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una attenta analisi della sentenza pare evidente che il giudice abbia fatto uno sforzo di immedesimazione in Tafida che negli altri casi non c’è stato. (punto 165 e seguenti)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mr Justice McDonald ha ritenuto che Tafida avrebbe scelto per sè stessa di vivere anche se questo significa una vita segnata da forte disabilità, ha tenuto in ampia considerazione che la bimba, con una tracheotomia, potrà stare a casa con i suoi genitori e ricevere le cure di cui necessita in un ambiente familiare, pieno di amore e rispettando la propria fede musulmana per la quale stava già dimostrano un’affinità di base.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso trattamento viene offerto anche a molti altri bimbi inglesi pertanto il giudice rileva che sia giusto concederlo anche a Tafida. (punto 26 fino a 29, da 161 a 164, da 171 a 174, 179)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il giudice ritiene che “<em>debba essere accordato peso nell&#8217;esercizio di bilanciamento in situazioni in cui le credenze dei genitori, le quali avrebbero influenzato Tafida, includono la convinzione che ritirare il trattamento di sostegno vitale da Tafida sia un peccato in circostanze in cui si ritiene che dove sussiste un alito di vita sussiste anche l&#8217;anima.”</em>(punto 184)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prosegue quindi “<em>Nel contesto di cui sopra, ritengo che si tratti di un caso molto finemente equilibrato con il quale ho lottato per raggiungere la mia decisione. Come ha chiarito Waite LJ in Re T (a minor) (wardship: medical treatment) [1997] 1 Tutto ER 906 al 916-917 &#8220;Il punto di partenza &#8211; e anche il punto di arrivo &#8211; deve sempre essere la valutazione indipendente del giudice sull’equilibrio di vantaggio o svantaggio del particolare passaggio medico in esame.” Bilanciando come devo i fattori di benessere che ho sintetizzato che compongono la valutazione del miglior interesse, e considerando i migliori interessi di Tafida come mia preminente valutazione,&nbsp;<strong>NON SONO SICURO</strong>di poter concludere in base alle prove dinanzi al tribunale che il trattamento di sostegno vitale non è più nell&#8217;interesse di Tafida.”&nbsp;</em>(punto 185)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo bene, tutti i casi hanno posto i giudici di fronte agli stessi dilemmi e tutte le famiglie potevano offrire, più o meno, le medesime soluzioni ma, come spiegavamo all’inizio, finalmente dinnanzi alla Corte c’è stato un team legale valido, preparato e scrupoloso, che in maniera consona ha potuto relazionarsi allo stesso livello di quelli utilizzati da NHS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, quello che davvero, sostanzialmente, è cambiato in questo caso è stata la percezione del giudice sulla probabile volontà del minore malato dato che è stato possibile cercare di dimostrarla per la prima volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano da rimarcare alcune parti della sentenza che lasciano sperare in un futuro in cui, questo tipo di cause, possano risolversi allo stesso modo in cui si è risolto quello di Tafida, ovvero tutelando la vita dei bimbi malati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; “<em>La santità della vita è un principio fondamentale, davvero sacro, dal quale scaturisce una forte presunzione a favore di una linea di condotta che prolunghi la vita. In questo contesto, la vita di Tafida ha un valore intrinseco. Ha anche valore per la stessa Tafida, è preziosa per i suoi genitori, fratelli e familiari e anche adesso contribuisce, sebbene e in maniera minima e incompleta, all&#8217;esperienza umana collettiva. Tafida è profondamente disabile ma una vita di disabilità ha lo stesso valore di tutte le altre vite.” (punto 169)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<em>“Il termine &#8220;dignità umana&#8221; non si presta a una definizione precisa e non esiste un accordo universale sul suo significato. Il concetto di dignità umana deve, di conseguenza, contenere un elemento significativo di soggettività e quindi essere influenzato ad esempio, dal contesto religioso o culturale in cui si trova la domanda considerata.”</em>(punto 176)</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<em>“Ma il fatto è che Anthony Bland è ancora vivo. Il semplice fatto che sia ancora un organismo vivente significa che rimane un epilogo della tragedia che si sta svolgendo. Questo perché abbiamo la netta sensazione che ci sia un valore intrinseco nella vita umana, indipendentemente dal fatto che sia prezioso per la persona interessata o addirittura per chiunque altro. Coloro che aderiscono alle fedi religiose che credono nella santità di tutta la creazione di Dio e in particolare che la vita umana è stata creata a immagine di Dio stesso non avranno difficoltà con il concetto del valore intrinseco della vita umana. Ma anche quelli senza alcuna credenza religiosa pensano allo stesso modo. In un caso come questo non dovremmo cercare di analizzare la razionalità di tali sentimenti. Ciò che conta è che, in una forma o nell&#8217;altra, facciano parte dei valori intuitivi di quasi tutti. Nessuna legge che li ignora può sperare di essere accettabile.&#8221;</em>Il giudice Mc Donald fa proprie le parole del giudice Hoffmann citando un passaggio della sentenza Airedale NHS Trust v Bland [1992] (punto 184)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da queste ultime citazioni dovremo ripartire per un lavoro comune in difesa della vita anche, e soprattutto, quando piagata e fragile.</p>
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		<title>VIETATO VIOLARE</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/vietato-violare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Steadfast Onlus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 11:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ItaliAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuele DI Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Cristina Del Poggetto]]></category>
		<category><![CDATA[Steadfast Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Vietato Violare]]></category>
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					<description><![CDATA[“Vietato Violare” si inserisce fra i progetti sostenuti dal Ministero Pari Opportunità nell’ambito delle azioni destinate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere (Provvedimento del Dipartimento per le [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Vietato Violare” si inserisce fra i progetti sostenuti dal Ministero Pari Opportunità nell’ambito delle azioni destinate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere (Provvedimento del Dipartimento per le Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri pubblicato in data 18 luglio 2017).<br></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">“Vietato Violare” si presenta come un progetto organico che si articola in attività multiple e complementari, destinate ad intercettare pubblici diversi e finalizzate ad esercitare un’azione strategica per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere.<br> Il progetto contempla percorsi educativi differenziati nelle scuole di ogni ordine e grado; azioni formative per gli adulti; proposte culturali e artistiche realizzate per incidere significativamente sulla percezione del fenomeno; analisi e contributi della comunità scientifica per comprendere il fenomeno da prospettive multidisciplinari.<br> “Vietato Violare” è la risultante di precedenti collaborazioni sinergiche, mirate a favorire una cultura del rispetto verso le donne, il diverso, le minoranze; combattere ogni forma di discriminazione e pregiudizi di genere; sostenere una “cultura delle pari opportunità” ed un maturo riconoscimento dei diritti umani.<br> Protagoniste del progetto donne vittime di violenza chiamate a denunciare il fenomeno, proporre strategie di azione ancorate al reale, riscattare in qualche misura la propria storia personale attivando meccanismi di resilienza. Per un’analisi lucida del fenomeno ed un’azione efficace, il progetto si propone di raccogliere con cura anche le sollecitazioni provenienti da categorie a rischio, giovani generazioni, soggetti deboli ed operatori nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TARGET</strong><br>Il Progetto “Vietato Violare” promuove attività diversificate e coordinate per raggiungere target variegati: esperti del settore, docenti universitari, mondo della ricerca, associazioni attive sul territorio, categorie fragili e a rischio, studenti delle scuole di ogni ordine e grado.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PERCORSO FORMATIVO “PROGETTO SCUOLE”<br></strong> Un percorso educativo rivolto alle scuole di primo e secondo grado, in conformità con i principi e le indicazioni del MIUR in merito alla lotta al bullismo e alla discriminazione. Il percorso si delinea in attività laboratoriali, calibrate nel linguaggio e negli strumenti, in base all’età degli studenti coinvolti e alle specificità dei contesti. Gli incontri sono concepiti per realizzare percorsi di educazione all&#8217;affettività. Strumenti utilizzati sono il gioco interattivo, la grafica, la creatività, l’utilizzo di musica e video, il role-playing, la narratività e altre specifiche tecniche comunicative che varieranno di volta in volta in base all’età ed allo sviluppo socio-culturale dei soggetti interessati. I percorsi sono strutturati in 5 moduli della durata di quattro ore ciascuno, in relazione al tema e all’età dei ragazzi, con l’ausilio di almeno tre esperti ad incontro. I partner del progetto confidano nell’efficacia del percorso educativo avendo già condotto con successo numerosi progetti formativi in collaborazione con istituti scolastici del territorio, affinando metodologie e strumenti. Tra i progetti formativi già condotti:-Ballo ma non sballo -Non ero sotto un cavolo -Rispetto perché rifletto -Cyberbullismo -Tutto un’altro mondo &#8211; W l’amore &#8211; Rispetto a colori, coloriamo la vita! &#8211; Intercultura &#8211; Condividere -Nonviolenza -La penna è più forte dell’ignoranza -Dalla comunicazione all’integrazione -Pluralismo e convivenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ORGANIZZATORI<br></strong>Il Progetto “Vietato Violare” contempla un ricco ventaglio di attività volte a produrre azioni efficaci per prevenire e contrastare la violenza di genere. Il progetto vede come capofila della costituenda ATS il CAFRE Università di Pisa, sostenuto nella progettazione e nell’esecuzione da: Culturae, Steadfast, Società Italiani di Sociologia SOIS, Osservatorio Studi Internazionali sul Mediterraneo OSIM, Unità Migranti Italia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><a href="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2019/10/3-ante-progetto-generale-versione-stampa.pdf">SCARICA LA BROCHURE GENERALE DEL </a></p><p><a href="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2019/10/3-ante-progetto-generale-versione-stampa.pdf">PROGETTO &#8220;VIETATO VIOLARE&#8221;</a></p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><a href="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2019/10/Progetto-scuole-versione-stampa.pdf">SCARICA LA BROCHURE SPECIFICA PER LE SCUOLE DEL </a></p><p><a href="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2019/10/Progetto-scuole-versione-stampa.pdf">PROGETTO &#8220;VIETATO VIOLARE&#8221;</a></p></blockquote>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="724" src="https://www.steadfastonlus.org/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-1448" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi-1024x724.jpg 1024w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi-300x212.jpg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi-768x543.jpg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi-1536x1086.jpg 1536w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi-600x424.jpg 600w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2019/10/Paginata-loghi.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Per maggiori informazioni sul progetto e adesioni, scrivici a <a href="mailto: segreteria@steadfastfoundation.org">segreteria@steadfastfoundation.org</a></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>EMMANUELE DI LEO (STEADFAST): ABORTI SULLE ONG &#8211; MSF CHIARISCA LE MEZZE VERITA’</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/emmanuele-di-leo-steadfast-aborti-sulle-ong-msf-chiarisca-le-mezze-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Steadfast Onlus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 10:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Human Rights]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[NigeriAid]]></category>
		<category><![CDATA[TogoAid]]></category>
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					<description><![CDATA[EMMANUELE DI LEO (STEADFAST): ABORTI SULLE ONG &#8211; MSF CHIARISCA LE MEZZE VERITA’ Leggo stamane le dichiarazioni di MSF rilasciate sia al sito open.online che ad Avvenire: “Ma ad oggi [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">EMMANUELE DI LEO (STEADFAST): ABORTI SULLE ONG &#8211; MSF CHIARISCA LE MEZZE VERITA’</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Leggo stamane le dichiarazioni di MSF rilasciate sia al sito open.online che ad Avvenire: “Ma ad oggi non abbiamo mai fornito questo servizio (aborto medico) né a bordo della Aquarius né della Ocean Viking.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordo che nell’articolo originale pubblicato su infomigrants.net si legge: &#8220;Se sei incinta, se pensi di essere incinta, vieni a trovarmi. Rimarrà confidenziale&#8221;, ha detto (Marina) all&#8217;AFP sottolineando che rende disponibili i test di gravidanza. Quando le donne non si rendono conto di essere incinte, spesso spetta a Marina rivelarlo a loro. A causa dell&#8217;elevato numero di gravidanze indesiderate, MSF ora offre a bordo anche set di aborti medici, che inoltre amministra al momento giusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due frasi sono in netta contraddizione e quindi open, anziché parlare di attacco durissimo da parte delle associazioni pro-life verso le ONG che viene fatto a titolo gratuito e senza prove, avrebbe dovuto raccogliere e rilanciare il mio invito alle autorità preposte per l’apertura di una inchiesta in merito affinché venga fatta chiarezza.<br>
Nessuno ha accusato MSF, ma dalle dichiarazioni di Marina, che ad oggi nessuno ha smentito, si evince non solo che lo abbiano già fatto ma che lo abbiano fatto anche “al momento giusto”.<br>
Ritengo sia doveroso un chiarimento definitivo che non lasci dubbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’accusa di credere al Pull Factor, che secondo open è un fenomeno ampiamente sconfessato, mi sento di dissentire. Viene citata come fonte, che possa avallare la loro visione, una ricerca di Matteo Villa, studioso dell’Ispi. Senza nulla togliere all’egregio lavoro del Dott. Villa, si tratta di uno studio effettuato in un arco temporale molto limitato (alcuni mesi) che risulta molto meno completo e preciso di quelli da me apprezzati.<br>
Nello specifico mi riferisco ad una ricerca effettuata dal New York Times che analizza gli anni 2014-2015-2016 in cui si è verificata la massima attività ONG ma anche la maggior incidenza di morti in mare.<br>
Inoltre l’associazione “Exodus – Escape from Lybia” ha raccolto centinaia di testimonianze, audio e video, di persone nei centri di detenzione libici che confermano come i migranti, per partire, attendano l’arrivo delle ONG in posizione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.facebook.com/121222315603/posts/10162380453220604?s=1611121244&amp;sfns=mo" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Emmanuele Di Leo dichiarazioni (si apre in una nuova scheda)">Emmanuele Di Leo dichiarazioni</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.open.online/2019/08/14/anche-i-pro-life-contro-le-ong-in-mare-possibili-aborti-a-bordo-la-risposta-di-medici-senza-frontiere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Articolo Open 15 agosto (si apre in una nuova scheda)">Articolo Open 15 agosto</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-non-c-porto-per-loro">Articolo Avvenire 14 agosto</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.infomigrants.net/en/post/18716/birth-at-sea-how-one-rescue-mission-deals-with-pregnancies-and-other-medical-emergencies" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Articolo Infomigrants del 8 agosto (si apre in una nuova scheda)">Articolo Infomigrants del 8 agosto</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.nytimes.com/interactive/2017/06/14/world/europe/migrant-rescue-efforts-deadly.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Studio New York Times (si apre in una nuova scheda)">Studio New York Times</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://vimeo.com/exoduslibya" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Video inchiesta Exodus (si apre in una nuova scheda)">Video inchiesta Exodus</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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