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	<title>NigeriAid &#8211; Steadfast</title>
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	<title>NigeriAid &#8211; Steadfast</title>
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		<title>STEADFAST A PALAZZO CHIGI CON IL NETWORK &#8220;DITELO SUI TETTI&#8221;. LIBERTÀ RELIGIOSA, INTEGRAZIONE E CURA DELLA VITA FRAGILE AL CENTRO DELLE PROPOSTE PER LA LEGGE DI BILANCIO 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 19:28:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 30 settembre 2026 – Steadfast ha partecipato oggi, con il suo Presidente Emmanuele Di Leo, all&#8217;incontro tra il Governo Meloni e il Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221;, di cui Steadfast [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7225" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686.jpeg" alt="" width="1320" height="1730" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686.jpeg 1320w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-229x300.jpeg 229w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-781x1024.jpeg 781w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-768x1007.jpeg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-1172x1536.jpeg 1172w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-600x786.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1320px) 100vw, 1320px" /></p>
<p>Roma, 30 settembre 2026 – Steadfast ha partecipato oggi, con il suo Presidente Emmanuele Di Leo, all&#8217;incontro tra il Governo Meloni e il Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221;, di cui Steadfast fa parte, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Network, che riunisce oltre cento associazioni e cento comitati civici, ha consegnato venti proposte per la Legge di Bilancio 2027 dedicate ai figli, ai giovani e ai fragili.</p>
<p>Di Leo, Vicepresidente del Network, ha presentato ai ministri il capitolo sulla cooperazione internazionale e l&#8217;integrazione.</p>
<p>La prima proposta chiede che i progetti di sviluppo sostenuti dall&#8217;Italia, a partire dal Piano Mattei, promuovano nei Paesi partner la libertà di culto, la tutela dei luoghi di preghiera e la sicurezza delle minoranze religiose. Secondo la World Watch List 2026 di Porte Aperte, i cristiani uccisi a causa della fede sono stati 4.849 in un anno, e 3.490 di loro in Nigeria. Nello stesso periodo oltre 224 mila cristiani sono stati costretti a lasciare la propria casa. Proteggere queste comunità significa anche prevenire nuovi esodi verso l&#8217;Europa.</p>
<p>«Chi fugge da un villaggio bruciato in Nigeria cerca rifugio prima nel proprio Paese, poi nei Paesi vicini, infine guarda all&#8217;Europa», ha dichiarato Emmanuele Di Leo. «Queste famiglie chiedono di poter restare nella loro terra. Proteggere chi prega là è una scelta di giustizia e di lungimiranza, perché previene un esodo che arriverebbe fino a noi.»</p>
<p>La seconda proposta riguarda l&#8217;insegnamento della lingua e della cultura italiana alle famiglie straniere. Il Network, di cui Steadfast fa parte, ha accolto con favore il decreto scuola appena approvato dal Governo Meloni, che prevede corsi gratuiti di italiano nei CPIA per i genitori stranieri segnalati dalle scuole, e ne ha proposto l&#8217;ampliamento. L&#8217;obiettivo è raggiungere le famiglie più isolate, lontane dal circuito scolastico, attraverso parrocchie, oratori, centri d&#8217;ascolto, doposcuola e associazioni presenti in ogni quartiere. Il Network ha offerto al Governo Meloni la piena collaborazione delle proprie associazioni e dei propri comitati civici.</p>
<p>«Il decreto scuola è un passo importante che condividiamo pienamente», ha proseguito Di Leo. «Ora serve arrivare anche alle madri che escono di casa solo per la spesa, ai ragazzi che hanno lasciato gli studi. Le incontra chi le vede ogni giorno, la parrocchia, il centro d&#8217;ascolto, l&#8217;oratorio. Dove lo Stato lascia un vuoto arriva la criminalità, che integra a modo suo. Come Network ci siamo messi a disposizione. Lo sforzo di tutti può offrire all&#8217;Italia un grande servizio di integrazione.»</p>
<p>Steadfast sostiene con convinzione anche le proposte sulla vita fragile elaborate insieme alle altre realtà del Network. Il fondo per le cure palliative sale da 100 a 500 milioni di euro, con metà delle risorse destinate all&#8217;assistenza domiciliare e alle malattie non oncologiche. Per le persone con disabilità gravissima si chiede un&#8217;assistenza continuativa &#8220;H24&#8221;, da garantire al 90% degli aventi bisogno entro il 2030.</p>
<p>«Alla sofferenza si risponde con la cura, sempre», ha aggiunto Di Leo. «Le cure palliative e l&#8217;assistenza H24 dicono a ogni persona fragile e alla sua famiglia che la sua vita conta, fino all&#8217;ultimo giorno. È questa la vera libertà, sapere di essere accompagnati.»</p>
<p>«Difendere un cristiano perseguitato in Nigeria, insegnare l&#8217;italiano a una madre rimasta sola, accompagnare un malato nella sua fragilità nasce dalla stessa convinzione», ha concluso Di Leo. «Ogni vita ha valore, in ogni luogo e in ogni condizione. Ringraziamo il Governo Meloni per l&#8217;ascolto. Come Network continueremo a offrire il nostro contributo, con la concretezza di chi vive ogni giorno accanto alle persone.»</p>
<hr />
<blockquote>
<h2><strong>Discorso del Presidente Di Leo ai Ministri</strong></h2>
</blockquote>
<div class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/Intervento_Di_Leo_Palazzo_Chigi.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">Intervento_Di_Leo_Palazzo_Chigi</a></div>
<hr />
<blockquote>
<h2><strong>Documento del Network presentato al Governo Meloni</strong></h2>
</blockquote>
<div class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/Legge-di-Bilancio-2027-NETWORK-DITELO-SUI-TETTI-1.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">Legge di Bilancio 2027 - NETWORK DITELO SUI TETTI (1)</a></div>
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		<title>IL TRAFFICANTE ARRIVA SEMPRE PER PRIMO</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/il-trafficante-arriva-sempre-per-primo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 17:45:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast Ogni 30 luglio le Nazioni Unite chiedono al mondo di guardare in faccia il commercio di esseri umani, e ogni anno mi accorgo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7180" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52.jpeg" alt="" width="1402" height="1122" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52.jpeg 1402w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-300x240.jpeg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-1024x819.jpeg 1024w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-768x615.jpeg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-600x480.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1402px) 100vw, 1402px" />di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast</em></p></blockquote>
<p>Ogni 30 luglio le Nazioni Unite chiedono al mondo di guardare in faccia il commercio di esseri umani, e ogni anno mi accorgo che la fotografia che ne esce somiglia sempre meno a quella che abbiamo in testa. Il tema scelto quest&#8217;anno dall&#8217;UNODC è Trapped Behind the Scam, e riguarda la tratta finalizzata alla criminalità forzata. Uomini e donne vengono reclutati con annunci di lavoro fasulli, privati dei documenti all&#8217;arrivo e rinchiusi in complessi sorvegliati, dove li costringono a truffare online migliaia di altre persone. Chi organizza queste operazioni ha letto il mercato con anni di anticipo su chi dovrebbe contrastarlo.</p>
<p>I numeri raccontano quanto sia stato rapido lo spostamento. L&#8217;ultimo Rapporto globale dell&#8217;UNODC, pubblicato nel dicembre 2024 su dati relativi al 2022, segnala che la tratta a fini di criminalità forzata è passata dall&#8217;uno per cento delle vittime individuate nel 2016 all&#8217;otto per cento del 2022, arrivando al terzo posto per numero di vittime. Lo stesso rapporto registra un aumento del 25 per cento delle vittime individuate rispetto al 2019 e colloca i minorenni al 38 per cento del totale. Secondo la stima congiunta di ILO, Walk Free e OIM, nel 2021 vivevano in condizione di schiavitù moderna cinquanta milioni di persone, ventotto milioni delle quali in lavoro forzato.</p>
<p>L&#8217;Europa fa parte del quadro. Secondo i dati diffusi da Save the Children, nel 2024 sono state identificate circa 9.500 vittime nei Paesi dell&#8217;Unione, per lo più in Francia e in Italia, e i minorenni ne rappresentano il 16 per cento, in crescita sull&#8217;anno prima. Nel primo semestre del 2026 in Italia le persone segnalate sono state 1.581, tra cui 95 minorenni, e l&#8217;84 per cento di questi ultimi sono maschi, in prevalenza diciassettenni arrivati dal Bangladesh. Chi da noi discute di tratta lo fa ancora con le categorie del 2016.</p>
<p>La conferma più chiara arriva dalla Nigeria. L&#8217;agenzia federale antitratta NAPTIP ha reso noto che tutti i 156 cittadini nigeriani liberati fra gennaio e luglio erano stati trafficati verso centri di truffa online, in prevalenza nella regione del Mekong, dopo essere stati attirati con false promesse di impiego nell&#8217;informatica o nelle criptovalute. La direttrice generale Binta Adamu Bello le ha descritte come giovani istruiti e a proprio agio con la tecnologia, un profilo che rovescia l&#8217;immagine consolidata della vittima priva di istruzione. La più giovane aveva sedici anni. La stessa agenzia ha individuato in territorio nigeriano alcune &#8220;accademie&#8221; dove i ragazzi venivano addestrati all&#8217;estorsione online. L&#8217;OIM ha assistito 1.513 vittime in Africa occidentale e centrale nei primi sei mesi e mezzo di quest&#8217;anno, 12.308 dal 2017, e segnala che quattro dei primi dieci Paesi di destinazione si trovano dentro la regione stessa. Il traffico africano alimenta l&#8217;Europa e ormai anche se stesso, lungo rotte che al Mediterraneo non arrivano mai e di cui da noi non parla nessuno.</p>
<p>Si sente ripetere da anni che occorre sensibilizzare i giovani africani sui rischi della partenza. Le campagne informative hanno però un limite evidente, perché il trafficante tiene in mano l&#8217;unica speranza disponibile, e finché resterà l&#8217;unica continuerà ad avere clienti, informati o meno che siano. Vale anche per i laureati che finiscono nei compound asiatici, i quali sospettavano benissimo che un&#8217;offerta troppo buona nascondesse qualcosa e sono partiti lo stesso, perché a casa non c&#8217;era niente che somigliasse a quell&#8217;offerta. Una scuola che funziona toglie mercato ai trafficanti assai più di qualunque manifesto.</p>
<p>Il 16 luglio è entrato in vigore il decreto legislativo 115 del 2026, che recepisce la direttiva europea 2024/1712 e ha ricevuto poca attenzione. Gli articoli 600 e 601 del codice penale sono stati aggiornati, e fra le forme di sfruttamento rientrano ora esplicitamente lo sfruttamento della maternità surrogata, il matrimonio forzato e l&#8217;adozione illegale, mentre il nuovo articolo 601.1 punisce con la reclusione fino a tre anni chi si avvale consapevolmente delle prestazioni di una vittima di tratta. La previsione riguarda le donne costrette o ingannate a prestarsi come madri surrogate e lascia impregiudicata la disciplina nazionale della materia. Resta però il fatto che il legislatore europeo, e dietro di lui quello italiano, ha collocato quella pratica dentro il perimetro dello sfruttamento, riconoscendo che il corpo di una donna può essere ridotto a merce anche attraverso procedure che hanno la forma del contratto. Per anni, quando lo dicevamo, ci siamo sentiti rispondere che facevamo ideologia.</p>
<p>Resta il nodo che nessuna giornata mondiale può sciogliere. La tratta comincia molto prima della frontiera, là dove mancano la scuola e il lavoro e dove lo Stato lascia campo libero a chi si presenta al suo posto con un&#8217;offerta. Alla frontiera la incontriamo soltanto quando è ormai avvenuta. Ogni strategia di cooperazione, Piano Mattei compreso, finirà per essere giudicata sulla capacità di costruire alternative reali nei luoghi di partenza.</p>
<p>Si può finanziare a distanza, si può denunciare a distanza, e sono cose utili. Però per sottrarre una persona a chi la vende bisogna trovarsi lì prima del trafficante, e questo richiede anni di radicamento che quasi nessuno ha voglia di finanziare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>3° FESTIVAL DELL’UMANO TUTTO INTERO: “LA DOMANDA È SEMPRE LA STESSA: LUPO O FRATELLO?”</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/3-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è tenuto a Roma, nella suggestiva cornice del Pio Sodalizio dei Piceni, il 3º Festival dell’“Umano Tutto Intero”. All’interno del secondo “luogo” ideale dell’evento, dedicato al tema del conflitto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-52" class="has-medium-font-size"><em><strong>Si è tenuto a Roma, nella suggestiva cornice del Pio Sodalizio dei Piceni, il 3º Festival dell’“Umano Tutto Intero”. All’interno del secondo “luogo” ideale dell’evento, dedicato al tema del conflitto , ha avuto luogo il toccante panel intitolato “Guerra e violenza: unico disumano (dis)ordine mondiale? Dove i popoli (e i cristiani) soffrono”.</strong></em></p>
<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-53"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-7174 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma.jpg" alt="" width="481" height="385" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma.jpg 1239w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-300x240.jpg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-1024x820.jpg 1024w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-768x615.jpg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-600x480.jpg 600w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /><br />
ROMA</strong>. Dalle persecuzioni anticristiane in Africa alla guerra in Medio Oriente, dalla libertà religiosa alle nuove forme di violenza che attraversano il mondo contemporaneo. È stato uno dei momenti più intensi del 3° Festival dell’«Umano Tutto Intero», promosso dal Network “Ditelo sui Tetti” presso il Pio Sodalizio dei Piceni, il panel dedicato a <strong>“Guerra e violenza: unico disumano (dis)ordine mondiale? Dove i popoli (e i cristiani) soffrono”</strong>.</p>
<p>A confrontarsi sul tema sono stati <strong>Antonio Tajani</strong>, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; <strong>Cardinale Matteo Maria Zuppi</strong>, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; <strong>Monsignor Ettore Balestrero</strong>, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra; <strong>Monsignor Jules Boutros</strong>, Vescovo della Curia Patriarcale di Antiochia dei Siri e responsabile della pastorale giovanile in Libano; <strong>Matilde Leonardi</strong>, neurologa e docente dell’Università Cattolica Ucraina di Leopoli; <strong>Shahid Mobeen</strong>, Presidente del Consiglio Italiano per la Libertà Religiosa e il Dialogo Interreligioso; <strong>Marinellys Tremamunno</strong>, giornalista e analista internazionale; <strong>Giovanni Orsina</strong>, storico e direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli; <strong>Luigi Crema</strong>, docente e giurista esperto di diritto internazionale, ed <strong>Emmanuele Di Leo</strong>, presidente della ONG internazionale Steadfast. A moderare il dibattito sono stati <strong>Marco Invernizzi</strong> e <strong>Maria Letizia Cavuoto</strong>.</p>
<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-53">Tra i relatori <strong>Emmanuele Di Leo</strong>, Presidente della ONG Steadfast , ha offerto una testimonianza cruda e appassionata sulla drammatica realtà dei cristiani perseguitati in Africa subsahariana, in particolare in Nigeria: «L’anno scorso ci eravamo lasciati con una domanda: <em>homo homini lupus</em> – l’uomo è lupo per l’uomo – è davvero l’unica strada? O l’uomo può scegliere di essere fratello? Quest’anno quella domanda trova quasi una risposta: “Ben venga, mia sorella Vita”. Perché dire sì alla vita, oggi, in tante parti del mondo, è un atto di coraggio. Letteralmente».</p>
<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-53">A margine dell’incontro abbiamo approfondito con Emmanuele Di Leo alcuni dei temi affrontati durante il panel, in particolare la condizione delle comunità cristiane nei principali teatri di crisi dell’Africa subsahariana, raccogliendo testimonianze dirette maturate nel corso della sua attività sul campo.</p>
<p>Il racconto prende avvio da Yelwata, nello Stato nigeriano di Benue, teatro di uno dei più gravi massacri degli ultimi mesi.</p>
<p>«Miliziani armati hanno circondato il mercato dove si erano rifugiate centinaia di sfollati. Sono entrati gridando “Allahu Akhbar”, hanno appiccato il fuoco alle case con la gente dentro, hanno aperto il fuoco sulla folla. Duecento morti. Papa Leone XIV lo ha chiamato “un terribile massacro”».</p>
<p>Poi la descrizione, quasi cinematografica, dei luoghi: «Io quei luoghi li conosco. Ho camminato in quelle stesse strade: strade di terra rossa che si attacca alle scarpe, che si solleva in nuvole ad ogni passo. Quella stessa terra rossa, alla domenica, si riempie di migliaia di persone che si raccolgono a cielo aperto per pregare e cantare. Cantano a Dio per ore. Cantano con un corpo intero, con le mani, con i piedi nella polvere».</p>
<p>Una fede che continua a manifestarsi nonostante la violenza: «Ora pensate che su quelle stesse strade, qualche ora prima, erano passati gli uomini armati, le moto, i fucili. La stessa polvere rossa. Lo stesso cielo aperto, sopra case che bruciavano».</p>
<h2 class="wp-block-heading">La denuncia: «Non sono fantasmi»</h2>
<p>«Conosco anche i nomi di chi viene a portare morte: Boko Haram. L’ISWAP. Le milizie Fulani, che nella fascia centrale della Nigeria stanno cancellando villaggi cristiani dalla mappa. Non sono fantasmi. Hanno nomi, comandanti, bandiere» portando numeri che definisce impossibili da ignorare: “Secondo l’ultimo rapporto Open Doors, nel mondo sette cristiani su dieci uccisi per la loro fede nell’ultimo anno sono morti in un solo Paese: la Nigeria. Il settanta per cento. Il totale degli ultimi anni supera le 5.600 vittime, 124 mila sfollati e oltre 2.100 chiese colpite o incendiate».</p>
<p>La crisi, però, non riguarda soltanto la Nigeria: «In Mozambico e Congo, in quattro giorni, ventidue cristiani sono stati uccisi, molti decapitati. In Burkina Faso quasi duemila civili sono morti dal 2023 e oltre cento chiese sono state distrutte. Dall’Etiopia arrivano nuove notizie di violenze contro minoranze religiose».</p>
<p>Per questo, osserva, la parola “genocidio” è tornata nel dibattito internazionale: «Non sono qui per la disputa sulle etichette. Ma una cosa è certa: in intere regioni dell’Africa subsahariana comunità cristiane che vivevano lì da secoli stanno scomparendo. Non per scelta. Per paura. Per violenza».</p>
<h2 class="wp-block-heading">«Babele o Gerusalemme»</h2>
<p>Di Leo richiama anche la recente enciclica <em>Magnifica Humanitas</em> di Papa Leone XIV: «Il Papa propone il bivio tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme. Un potere che si impone riducendo l’altro a un ostacolo da eliminare, oppure un popolo che si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna».</p>
<p>Una riflessione che, secondo il presidente di Steadfast, descrive perfettamente quanto accade oggi nei teatri di guerra. «Cambiano gli strumenti – un algoritmo, un fucile – ma la scelta di fondo resta quella: dominare o costruire insieme. Ciò che accade in Nigeria, Mozambico e Burkina Faso è Babele che si ripete con mezzi antichi».</p>
<p>Eppure, aggiunge, esiste anche un’altra storia: «C’è chi, in mezzo alle macerie, sceglie Gerusalemme: i sacerdoti che restano, le madri che la domenica portano comunque i figli in chiesa».</p>
<h2 class="wp-block-heading">Le proposte all’Europa</h2>
<p>Di Leo non si limita alla denuncia, lancia due proposte operative presentate durante il panel. La prima riguarda la cooperazione internazionale: «Chi riceve risorse per il proprio sviluppo deve impegnarsi a proteggere tutti i propri cittadini, comprese le minoranze di fede. Tutela, e allora collaboriamo; non tutela, e la cooperazione va ripensata».</p>
<p>La seconda riguarda l’Unione Europea: «L’Italia si faccia promotrice di un salto di qualità: trasformare l’Inviato speciale europeo per la libertà religiosa in una figura con vero peso politico, mandato pieno e budget dedicato. Un ufficio vuoto non serve a nessuno».</p>
<h2 class="wp-block-heading">Joel, il volto della domanda</h2>
<p>Il racconto prosegue con l’incontro con Joel, una bambina di sei anni ospite di un orfanotrofio in Nigeria: «Quando ho incrociato i suoi occhi ho visto una cosa che non so spiegare bene nemmeno adesso: in quegli occhi di bambina c’era lo sguardo di un’anziana. Uno sguardo che aveva visto troppo».</p>
<p>Le offre un biscotto e la prende in braccio per proteggerla dagli altri bambini. Poi arriva il momento di partire: «Sono salito in macchina. Lei era ancora lì, piccola, nell’angolo. Ma mi guardava. Dritto verso il finestrino. E con la sua manina mi ha salutato».</p>
<p>Da allora, confessa, quella domanda non lo ha più lasciato: «Joel è la “sorella vita” che aspetta ancora un “ben venga”. È la domanda lupo-o-fratello scritta negli occhi di una bambina di sei anni. E io quella domanda, da quel giorno, non riesco più a metterla via».</p>
<p>Nelle sue parole il richiamo al tema della libertà religiosa e delle persecuzioni anticristiane fuori dalle statistiche e dentro le storie. Perché, come ha ricordato Di Leo, «non siamo qui per i convegni o per le statistiche. Siamo qui perché da qualche parte, in questo momento, c’è un’altra Joel in attesa di qualcuno».</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>Intervista del &#8220;Il Nuovo Terraglio&#8221;</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>STEADFAST – SOLIDARIETÀ ALLA PREMIER GIORGIA MELONI: LA PREPOTENZA NON È POLITICA ESTERA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/steadfast-solidarieta-alla-premier-giorgia-meloni-la-prepotenza-non-e-politica-estera/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:27:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le dichiarazioni rese dal Presidente Donald Trump nei confronti della Premier Giorgia Meloni costituiscono un fatto grave, che trascende la dimensione personale per investire quella istituzionale e diplomatica. Attribuire pubblicamente al Capo di Governo di un Paese alleato comportamenti che la stessa Premier ha definito ‘completamente inventati’ non è un atto di forza, è un abuso della posizione dominante che la storia e la geografia assegnano agli Stati Uniti nel quadro delle relazioni atlantiche.” Così Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast.</p>
<p>“Esiste una distinzione fondamentale, nella teoria politica come nella prassi delle relazioni internazionali, tra l’esercizio legittimo dell’autorità e la sua deriva in prepotenza. Quando la potenza si esercita attraverso la forzatura anziché il rispetto reciproco, non consolida l’alleanza, la erode. L’Italia — nazione di antica civiltà e di solida tradizione diplomatica — porta nell’alleanza atlantica non sudditanza, ma contributo. E chi dimentica questa distinzione indebolisce l’Occidente, non lo serve.”</p>
<p>“La risposta della Premier Meloni è la risposta di uno Stato che conosce il proprio rango e non lo negozia sotto pressione.”</p>
<p>“Steadfast esprime solidarietà piena alla Premier, come persona e come rappresentante dell’Italia, e auspica che questo episodio divenga occasione di riflessione per tutti coloro che credono in un Occidente fondato non sulla sudditanza, ma sulla reciprocità tra nazioni che si riconoscono come pari nella dignità.”</p>
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		<title>RUINI, DI LEO (STEADFAST): «A DIO. GRANDE TESSITORE CHE HA UNITO VALORI E CULTURA IN DIFESA DELL&#8217;UOMO»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 21:16:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cordoglio del Presidente dell&#8217;organizzazione umanitaria Steadfast (NGO), Emmanuele Di Leo, per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini: «Il suo straordinario metodo della &#8220;tessitura&#8221; e il suo esempio guidano la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cordoglio del Presidente dell&#8217;organizzazione umanitaria Steadfast (NGO), Emmanuele Di Leo, per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini: «Il suo straordinario metodo della &#8220;tessitura&#8221; e il suo esempio guidano la nostra missione quotidiana a tutela della vita e dei più fragili».</strong></p>
<p>Roma, 16 giugno 2026 – Con la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, l’Italia e la Chiesa non perdono soltanto un fine teologo e un uomo delle istituzioni, ma un autentico gigante del pensiero, un faro che ha saputo illuminare e guidare intere generazioni nel mare aperto della testimonianza civile e della difesa dell&#8217;uomo.</p>
<p>«Per me, per la mia storia e per l&#8217;azione che ogni giorno umilmente cerco di portare avanti attraverso l&#8217;agire di Steadfast, il Cardinal Ruini ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile», dichiara il Presidente Emmanuele Di Leo. «La sua straordinaria intuizione del &#8220;Progetto Culturale&#8221; ci ha insegnato che la fede e i valori antropologici non devono mai isolarsi, ma farsi cultura viva, dialogo a viso aperto con la società, capacità di incidere sulla realtà e sulla legislazione per il bene comune».</p>
<p>Ruini è stato il baluardo dei &#8220;principi non negoziabili&#8221;, colui che con fermezza, ma senza mai cadere in sterili ideologismi, ha difeso la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, la centralità della famiglia e la dignità dei più fragili contro ogni deriva eutanasica e utilitaristica.</p>
<p>«Ci ha insegnato la straordinaria arte della &#8220;tessitura&#8221;», prosegue Di Leo. «Quel saper unire intelligenze, mondi e sensibilità diverse attorno alla verità intrinseca dell&#8217;essere umano. Un metodo che ispira quotidianamente il nostro operare, sia nelle battaglie bioetiche internazionali a supporto dei bambini più indifesi, sia nel contrasto alle nuove schiavitù e allo sfruttamento dei più vulnerabili».</p>
<p>Oggi, mentre la terra si priva della sua presenza lucida e rigorosa, Steadfast raccoglie con forza e responsabilità il suo testimone. Il modo migliore per onorare la memoria del Cardinale Ruini sarà continuare a operare con lo stesso spirito di servizio, dietro le quinte e sul campo nelle terre di missione, per edificare una società in cui ogni vita debole, fragile e indifesa trovi sempre protezione, cura e pari dignità.</p>
<p>&#8220;A Dio, Eminenza, e grazie per la Sua immensa testimonianza&#8221;, conclude Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast (NGO), Organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IL &#8220;FESTIVAL DELL&#8217;UMANO TUTTO INTERO&#8221; TORNA A ROMA: DUE GIORNI PER RISCOPRIRE LA REALTÀ COME PROMESSA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:04:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 16 e 17 giugno 2026, presso il Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, si terrà la terza edizione del Festival dell'&#8221;Umano Tutto Intero&#8221;, l&#8217;appuntamento annuale del Network &#8220;Ditelo sui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il 16 e 17 giugno 2026, presso il Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, si terrà la terza edizione del Festival dell'&#8221;Umano Tutto Intero&#8221;, l&#8217;appuntamento annuale del Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221; – di cui Steadfast è organizzazione fondatrice – dedicato quest&#8217;anno, nell&#8217;VIII centenario dalla morte del Santo, al cammino esistenziale di Francesco d&#8217;Assisi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">&#8220;Ditelo sui Tetti&#8221; è oggi uno dei più rilevanti think tank di area cristiana del panorama italiano: una rete che mette in dialogo associazioni, movimenti, istituzioni e mondo della cultura attorno alle grandi domande del nostro tempo, con l&#8217;obiettivo di tradurre riflessioni esistenziali in proposte concrete per il bene comune – proposte che, appunto, si possano &#8220;dire sui tetti&#8221;. Il Festival è il momento più visibile di un lavoro che il Network porta avanti tutto l&#8217;anno, e che Steadfast, fin dalla sua nascita, ha contribuito a costruire e continua ad animare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il titolo di questa edizione – &#8220;Dalla parte delle creature!&#8221; – richiama lo spirito di San Francesco, e racconta bene il senso dell&#8217;iniziativa: due giorni pensati come un autentico pellegrinaggio esistenziale e pubblico, che ripercorre i passi del Santo attraverso cinque &#8220;luoghi&#8221; tematici – la giovinezza, il conflitto, le fragilità, l&#8217;essere figli, il centuplo – per interrogarsi su una domanda di fondo: la realtà è un nemico da fuggire, o può ancora diventare promessa di pienezza?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Un programma di altissimo profilo istituzionale ed ecclesiale</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Festival vedrà la partecipazione di oltre 100 ospiti, tra cui rappresentanti di primo piano delle istituzioni e della Chiesa. Tra i principali interventi:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Leone XIV, interverrà nelle conclusioni del Festival, in dialogo con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano, su &#8220;L&#8217;attesa, personale e pubblica, della &#8216;vita&#8217; di Francesco&#8221;, anche alla luce della recente Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Cardinal Matteo Zuppi, Presidente della CEI, e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani interverranno sui possibili percorsi di pace, nel panel dedicato a guerra e violenza nel mondo contemporaneo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e Arianna Meloni, Segretario di Fratelli d&#8217;Italia, parteciperanno al panel &#8220;Le comunità, specie cattoliche, e il bene comune: addio o ripartenza?&#8221;, insieme alla Presidente del gruppo FI al Senato Stefania Craxi e al Presidente di +Europa Matteo Hallissey.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sono inoltre previsti gli interventi, tra gli altri, del Ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti, del Ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Ministro della Salute Orazio Schillaci, della Ministra per la famiglia Eugenia Roccella, del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, del Ministro dello Sport e delle politiche giovanili Andrea Abodi, della Sottosegretaria all&#8217;Istruzione Paola Frassinetti, del Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e della Sottosegretaria all&#8217;Economia Lucia Albano. Sul fronte ecclesiale, sono attesi il Cardinal Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, che celebrerà la Santa Messa della seconda giornata, e Mons. Ettore Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso l&#8217;ONU.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7158 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2.png" alt="" width="429" height="607" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2.png 1768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-212x300.png 212w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-724x1024.png 724w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-768x1086.png 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-1086x1536.png 1086w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-1448x2048.png 1448w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-600x848.png 600w" sizes="auto, (max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a>Steadfast al panel sul conflitto globale</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tra gli appuntamenti più attesi della prima giornata, martedì 16 giugno (ore 18:30 circa), il panel &#8220;Guerra e violenza: unico disumano (dis)ordine mondiale? Dove i popoli (e i cristiani) soffrono&#8221; vedrà la partecipazione del nostro Presidente, Emmanuele Di Leo, insieme – tra gli altri – al già citato Ministro Tajani e al Cardinal Zuppi, a S.E.R. Mons. Jules Boutros, alla neurologa Matilde Leonardi e a Shahid Mobeen, Presidente del Consiglio Italiano per la Libertà Religiosa e Dialogo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per chi conosce il lavoro sul campo di Steadfast, in Africa e in altri contesti fragili, questo tema non è un esercizio retorico: è la realtà quotidiana di popoli e comunità cristiane che pagano un prezzo altissimo a conflitti che sembrano non avere fine. Portare questa testimonianza dentro un confronto di questo livello è parte della missione che il Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221; – e Steadfast con esso – porta avanti da anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Due giorni di incontri, arte, musica e teatro</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il programma affronta, con linguaggi diversi – testimonianze dirette, opere d&#8217;arte, cinema, teatro, musica – temi che attraversano l&#8217;attualità più stringente: il disagio giovanile e le dipendenze, la crisi della giustizia, i conflitti internazionali, la disabilità, le questioni di inizio e fine vita, il lavoro come dimensione di realizzazione della persona, il ruolo della famiglia e delle comunità nella società.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Festival si apre martedì 16 giugno alle 12:30 con l&#8217;accoglienza e l&#8217;inaugurazione della mostra &#8220;Giovani: davvero buoni a nulla&#8230;?&#8221;, e prosegue con lo spettacolo serale &#8220;Un &#8216;mondo&#8217; di nuovo&#8230; Nuovo!&#8221;. Si chiude mercoledì 17 giugno in serata con lo spettacolo &#8220;Per una Giovane Italia&#8221;, durante il quale verrà presentato un Manifesto di denuncia e proposte rivolto al mondo giovanile.</p>
<blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>L&#8217;ingresso è libero, per informazioni scrivi a <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:segreteria@suitetti.org">segreteria@suitetti.org</a>.</strong> Vi aspettiamo numerosi, il 16 e 17 giugno, al Pio Sodalizio dei Piceni, Piazza di San Salvatore in Lauro 15, Roma.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-6.pdf">Scarica il programma</a></span> </span>e iscriviti cliccando sul cuore nella prima pagina!</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-6.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">PROGRAMMA 3° Festival (6)</a></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RAPPORTO ONU SULLA LIBIA: PERCHÉ LA DIGNITÀ UMANA SI DIFENDE SOLO CON LA LEGALITÀ</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/rapporto-onu-sulla-libia-perche-la-dignita-umana-si-difende-solo-con-la-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ultimo rapporto dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani (OHCHR) descrive la Libia come un &#8220;incubo senza fine&#8221;, denunciando un modello di sfruttamento diventato normalità. Tuttavia, per Steadfast, limitarsi a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7149 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/onu-libia-scaled.png" alt="" width="228" height="285" /><a href="https://www.ansa.it/amp/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2026/02/17/onu-migranti-in-libia-vittime-di-un-modello-di-business-violento_b9d3b5c6-fc6b-4f28-a3be-944f3b7fffaf.html">L&#8217;ultimo rapporto</a> dell’Alto Commissariato ONU per i diritti umani (OHCHR) descrive la Libia come un &#8220;incubo senza fine&#8221;, denunciando un modello di sfruttamento diventato normalità. Tuttavia, per Steadfast, limitarsi a condannare le atrocità senza scardinare i complessi meccanismi criminali che le rendono possibili significa restare in superficie. La tutela dei diritti umani non può essere scissa da una gestione rigorosa dei flussi: la dignità umana non si difende con l&#8217;indifferenza, ma con la fermezza della legalità e la lungimiranza della cooperazione. I dati del Global Report on Trafficking in Persons 2024 dell&#8217;UNODC confermano che la tratta è ormai la seconda economia illecita al mondo e che il 74% dei trafficanti opera all&#8217;interno di reti strutturate con relazioni di tipo imprenditoriale. In Libia, questo fenomeno è alimentato da un mosaico di attori che cooperano per il profitto: milizie locali, clan e organizzazioni criminali transnazionali che, come evidenziato dalla Commissione Europea (COM/2025/8), operano approfittando dell&#8217;instabilità politica per massimizzare i proventi dello schiavismo moderno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo contesto, la proposta dell&#8217;ONU di una moratoria sulle intercettazioni e sui rimpatri appare una soluzione parziale e potenzialmente pericolosa. Sospendere i rimpatri forzati senza aver prima smantellato le centrali del traffico rischierebbe di alimentare l&#8217;effetto &#8220;pull factor&#8221;, consegnando nuove vittime nelle mani di aguzzini pronti a capitalizzare sulla disperazione. Come sottolineato dal nostro Presidente, Emmanuele Di Leo, l’accoglienza indiscriminata non è la soluzione, ma la precondizione dello sfruttamento, poiché non esiste dignità nell&#8217;illegalità e ogni persona che sfugge al controllo delle autorità statali diventa automaticamente preda delle mafie. Per uscire dall&#8217;emergenza c&#8217;è bisogno di un cambio di rotta che superi il mero assistenzialismo e punti alla sovranità e allo sviluppo, applicando quella che Di Leo definisce &#8220;leadership dell&#8217;ascolto&#8221;: non aiuti a pioggia, ma investimenti in infrastrutture critiche concordati con le autorità locali per rendere effettivo il &#8220;diritto a non migrare&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Piano Mattei rappresenta, in questa prospettiva, la cornice strategica per intercettare la disperazione prima che raggiunga le coste libiche. È necessario consolidare la cooperazione con i paesi di origine e di transito che presentano condizioni di stabilità istituzionale, agendo preventivamente lungo la rotta per garantire protezione reale e identificazione certa, svuotando così il mercato dei trafficanti in Nord Africa. Parallelamente, sul piano normativo, Steadfast sostiene l&#8217;adozione di protocolli internazionali di contrasto alla tratta che permettano un salto di qualità nell&#8217;attività di intelligence e, soprattutto, nell&#8217;attivazione di misure di prevenzione patrimoniale aggressiva, mutuando l&#8217;efficacia delle procedure d&#8217;urgenza utilizzate nel contrasto al terrorismo. Colpire i flussi finanziari e sequestrare i beni dei trafficanti con procedure accelerate è l&#8217;unico strumento concreto per rendere il crimine della tratta economicamente insostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rapporto ONU sulla Libia deve essere un monito per agire sulle cause profonde, non un alibi per smantellare i sistemi di sicurezza. Difendere l&#8217;essere umano significa combattere chi lo mercifica con la concretezza dello sviluppo e il rigore delle leggi. Solo così potremo garantire che nessuno sia più costretto a scomparire nel lato torbido delle migrazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ADDIS ABEBA, PIANO MATTEI: IL CORAGGIO DI SEMINARE LIBERTÀ NELLA TERRA DEI SOGNI</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/secondo-vertice-italia-africa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 17:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast &#160; Il secondo Vertice Italia-Africa di Addis Abeba non rappresenta soltanto un traguardo diplomatico, ma la conferma che il cambio di paradigma impresso dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;"><em>di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7137 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1.png" alt="" width="324" height="405" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1.png 1890w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1-240x300.png 240w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1-819x1024.png 819w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1-768x960.png 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1-1229x1536.png 1229w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1-1638x2048.png 1638w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/Secondo-Vertice-Italia-Africa-1-600x750.png 600w" sizes="auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px" /></p>
<p>Il secondo Vertice Italia-Africa di Addis Abeba non rappresenta soltanto un traguardo diplomatico, ma la conferma che il cambio di paradigma impresso dal Governo italiano sta portando frutti tangibili. Come Steadfast, realtà che opera da anni sul campo in Nigeria, guardiamo con estremo favore a questo approccio che finalmente mette al centro il concetto del &#8220;costruire l’Africa con l’Africa&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Piano Mattei è passato in breve tempo da visione a realtà operativa, coinvolgendo oggi ben 14 nazioni africane. Come sottolineato dal Presidente Giorgia Meloni nel suo intervento, sono circa un centinaio i progetti già avviati o consolidati in settori vitali per il futuro del continente. Non si tratta di pacchetti precostituiti e calati dall&#8217;alto, ma di iniziative nate da un’interlocuzione paritaria, volta a comprendere le esigenze reali dei territori. Questo metodo di ascolto e rispetto della dignità locale è l&#8217;unico che può garantire risultati verificabili e duraturi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Nigeria, Steadfast tocca con mano l&#8217;importanza dei pilastri su cui si poggia l’ossatura del Piano: istruzione, salute e sicurezza alimentare. Particolarmente significativa è la decisione di investire nel capitale umano attraverso la co-presidenza con la Nigeria della campagna di rifinanziamento della <em>Global Partnership for Education</em>. Garantire l&#8217;istruzione primaria significa offrire opportunità reali e alimentare il desiderio dei giovani di diventare i protagonisti della rinascita della propria terra. In contesti complessi, l&#8217;educazione e la formazione professionale sono i semi necessari affinché ogni talento possa germogliare lì dove ha le proprie radici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sviluppare l&#8217;Africa con l&#8217;Africa significa anche dotare i territori di strutture sanitarie adeguate, personale formato e accesso costante ai medicinali. È una questione di dignità: la mancanza di assistenza medica trasforma spesso la speranza in rassegnazione, alimentando quella spinta alla fuga che sradica migliaia di persone dalle proprie comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proprio sul tema delle migrazioni, dobbiamo avere il coraggio di cambiare narrazione. Il vero obiettivo della cooperazione non è solo gestire i flussi, ma <strong>garantire a ogni essere umano la libertà di poter scegliere il proprio destino senza che questo sia dettato dalla necessità o dalla disperazione.</strong> Oggi migliaia di giovani africani sono portatori di sogni grandiosi, energie vibranti e una voglia di riscatto che merita di trovare spazio nelle proprie nazioni. La vera sfida è <strong>rendere il &#8220;restare&#8221; una scelta di successo</strong>. Dobbiamo lavorare perché un ragazzo di Lagos o di Addis Abeba possa vedere nella propria terra non un recinto da cui scappare, ma un campo di opportunità da coltivare. Emigrare deve essere una libera aspirazione al movimento, un&#8217;occasione di scambio e crescita, e mai più un tragico &#8220;salto nel buio&#8221; motivato dall&#8217;assenza di alternative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo senso, il contrasto all’immigrazione irregolare è prima di tutto un atto di fedeltà verso questi sogni. L’irregolarità è la trappola in cui i trafficanti di esseri umani — veri mercanti di illusioni — trasformano la legittima ricerca di futuro in una nuova forma di schiavitù. Quando un giovane viene spinto a intraprendere rotte illegali, la sua identità svanisce e il suo progetto di vita viene consegnato nelle mani di organizzazioni criminali: vite private di ogni tutela. Smantellare le reti dell&#8217;irregolarità significa proteggere i giovani africani dal diventare &#8220;invisibili&#8221; e restituire loro il diritto di essere protagonisti visibili e fieri del proprio sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Investire nelle filiere agricole, nell’energia e nelle infrastrutture digitali — come il fondamentale Corridoio di Lobito — significa costruire le basi materiali su cui poggiare questa libertà di restare. Significa dire a una generazione: &#8220;Il tuo talento è prezioso qui, ed è qui che puoi costruire la tua casa e il tuo domani&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il successo di Addis Abeba dimostra che l&#8217;Italia pensa in grande, offrendo non assistenza, ma partnership. Steadfast continuerà a fare la sua parte in Nigeria e nel resto del continente, lavorando ogni giorno per l&#8217;educazione e la protezione della vita, affinché la terra africana torni a essere, per chi la abita, il luogo dove i sogni più ambiziosi possono finalmente diventare realtà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/4nsZYN6ZvNc" width="260" height="146" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>EPSTEIN: L’INGEGNERIA DEL MALE E LA TRATTA DEL POTERE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[I dossier del Dipartimento di Giustizia USA (DoJ) sul caso Jeffrey Epstein non descrivono una serie di reati sessuali, ma un’architettura di potere fondata sulla distruzione programmata dell’individuo. Non siamo di fronte a un "istinto cieco", ma a una scelta razionale e burocratizzata del male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7131 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2.png" alt="" width="252" height="315" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2.png 2025w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-240x300.png 240w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-819x1024.png 819w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-768x960.png 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-1229x1536.png 1229w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-1639x2048.png 1639w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-600x750.png 600w" sizes="auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px" /></p>
<p>I dossier del Dipartimento di Giustizia USA (DoJ) sul caso Jeffrey Epstein non descrivono una serie di reati sessuali, ma un’architettura di potere fondata sulla distruzione programmata dell’individuo. Non siamo di fronte a un &#8220;istinto cieco&#8221;, ma a una scelta razionale e burocratizzata del male. I verbali rivelano una metodologia agghiacciante: l&#8217;utilizzo di risorse finanziarie illimitate non solo per acquistare corpi, ma per costruire un sistema di &#8220;grooming&#8221; piramidale e ricatto tecnologico.</p>
<p>Dalle carte emerge un protocollo di dominio preciso. Little Saint James era un laboratorio di coercizione e sorveglianza sistemica. L’élite coinvolta non cercava il piacere, ma l’esercizio di una sovranità illegittima sulla vita altrui. La gravità dei fatti è documentata dai database di ricatto creati da Epstein: il corpo dei minori veniva trasformato in &#8220;asset strategico&#8221; per manipolare dinamiche diplomatiche e finanziarie. Questa élite faceva il male sapendo di farlo, trasformando la tortura e l&#8217;abuso in uno strumento di gestione del potere. È il lato più malato della mente umana: quello che trae piacere dall&#8217;annientamento della dignità attraverso un&#8217;organizzazione scientifica del crimine. Quando l&#8217;uomo pretende di porsi al di sopra della legge naturale, la sua regressione allo stato di predatore non perde ferocia solo perché ammantata nel lusso: è un’animalità resa intoccabile da capitali immensi e da una rete di complicità istituzionali che garantiscono l&#8217;impunità.</p>
<p>Il caso Epstein è lo specchio di una realtà globale che i rapporti più recenti delineano con spietata chiarezza. Secondo il Global Report on Trafficking in Persons 2024 dell&#8217;UNODC, la tratta non è affatto un fenomeno in calo. Al contrario, il numero di minori vittime di tratta identificati a livello globale è aumentato del 31% rispetto alle rilevazioni precedenti. Oggi, un terzo di tutte le vittime di tratta identificate nel mondo è un bambino.</p>
<p>Il rapporto evidenzia come lo sfruttamento sessuale rimanga la forma principale di tratta nei paesi ad alto reddito, proprio dove operava la rete di Epstein. In America del nord solo nel 2022 sono state identificate circa 16.999 vittime, di cui il 29% sono minori. In Messico e America centrale i dati fanno rabbrividire: il 67% delle vittime identificate nella regione è minorenne; Il 62% della tratta riguarda fini sessuali, colpendo prevalentemente ragazze minorenni. Secondo i dati Eurostat pubblicati nel 2025, sono state registrate oltre 10.000 vittime di tratta nell&#8217;UE nel solo 2024. Il 63,3% di queste vittime è costituito da donne e ragazze. Nel Sud-Est Asiatico quasi una vittima su due (47%) è un minore, si registra una crescita allarmante del turismo sessuale minorile e della diffusione online di contenuti di abuso. Inoltre, come documentato dalla World Watch List 2025, la vulnerabilità di donne e minori è oggi esasperata da conflitti e persecuzioni che rendono intere comunità &#8220;bacini di pesca&#8221; per reti criminali d&#8217;élite. Nel 2024, l&#8217;ONU ha verificato 7.402 casi di reclutamento di bambini nei conflitti. Le situazioni più gravi riguardano la Repubblica Democratica del Congo, dove il reclutamento è cresciuto del 36% in due anni, la Nigeria, la Somalia, la Siria e il Myanmar. Questi non sono numeri &#8220;bassi&#8221;: sono la punta di un iceberg alimentato dall&#8217;impunità. Se in Africa la tratta è alimentata dalla miseria, nel sistema Epstein è alimentata dal sadismo del potere che agisce al di sopra di ogni legge naturale e civile.</p>
<p>Se l&#8217;élite può pianificare l’abuso come un investimento finanziario o un’arma di ricatto, il concetto stesso di &#8220;diritto umano&#8221; è stato svuotato dall’interno, ridotto a un simulacro buono per i convegni mentre nelle ville schermate si consuma la barbarie. Non è una questione solo morale, ma di sopravvivenza della civiltà: o la dignità umana è un valore assoluto e invalicabile, oppure siamo tornati alla legge della giungla, rivestita di jet privati, caviale e schermi ad alta definizione.</p>
<p>La ragione ci impone di guardare ai dossier DoJ come a un monito finale: il male delle élite è letale perché è organizzato e protetto da schermi &#8220;diplomatici&#8221;. Non basta lo sdegno; serve una risposta normativa globale che equipari queste pratiche a crimini contro l&#8217;umanità, senza sconti e senza zone d&#8217;ombra. Dobbiamo smantellare l&#8217;idea che la vita fragile possa essere un oggetto di consumo o un gioco per potenti. Ci sono verità scritte nelle migliaia di pagine dei dossier Epstein, come altrettante verità che rimangono celate nel buio dell&#8217;abisso di menti umane malate: il silenzio è complicità, l&#8217;azione è l&#8217;unica forma di dignità rimasta.</p>
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		<item>
		<title>STEADFAST AD ATREJU, EMMANUELE DI LEO: &#8220;NIGERIA, FERMARE LA FULANIZZAZIONE PER SALVARE L&#8217;AFRICA. LA NOSTRA SFIDA ALL&#8217;IPOCRISIA DELL&#8217;OCCIDENTE.&#8221;</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/steadfast-ad-atreju-emmanuele-di-leo-nigeria-fermare-la-fulanizzazione-per-salvare-lafrica-la-nostra-sfida-allipocrisia-delloccidente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 16:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diario d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Human Rights]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervento ad Atreju di Emmanuele Di Leo, Vicepresidente Network “Ditelo Sui Tetti”, Presidente Steadfast (NGO) &#160; &#8220;Cristianicidio in Nigeria: fermare la Fulanizzazione per salvare l&#8217;Africa. La nostra sfida all&#8217;ipocrisia dell&#8217;Occidente.&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Intervento ad Atreju di Emmanuele Di Leo, </span></i><i><span style="font-weight: 400;">Vicepresidente Network “Ditelo Sui Tetti”, Presidente Steadfast (NGO)</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>&#8220;Cristianicidio in Nigeria: fermare la Fulanizzazione per salvare l&#8217;Africa. La nostra sfida all&#8217;ipocrisia dell&#8217;Occidente.&#8221;</b></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7123 aligncenter" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39.jpeg" alt="" width="899" height="899" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39.jpeg 899w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-300x300.jpeg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-150x150.jpeg 150w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-768x768.jpeg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-200x200.jpeg 200w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-720x720.jpeg 720w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-600x600.jpeg 600w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2025/12/f51d4c2f-241c-4cb8-acc6-9f68c48abc39-100x100.jpeg 100w" sizes="auto, (max-width: 899px) 100vw, 899px" /><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Amici di Atreju, autorità, buonasera. Per me è una grande emozione essere qui. È la seconda volta che parlo da questo palco. La scorsa volta eravamo reduci dalla battaglia per il piccolo </span><b>Alfie Evans</b><span style="font-weight: 400;">, una vicenda che ci ha straziato il cuore e che ci ha insegnato quanto sia preziosa ogni singola vita. Oggi sono tornato per un&#8217;altra battaglia, diversa ma identica nello spirito: dare voce ad altri innocenti che non hanno voce.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono qui con una doppia responsabilità. Vi parlo come Vicepresidente del network </span><b>&#8216;Ditelo Sui Tetti&#8217;</b><span style="font-weight: 400;">, una rete che unisce oltre 100 organizzazioni un think tank che opera nella società a 360°, portando, nel cambio d’epoca,  un diverso impegno pubblico dei cattolici. Ma vi parlo soprattutto con la polvere delle strade africane addosso, come Presidente di </span><b>Steadfast</b><span style="font-weight: 400;">. Chi è Steadfast? Siamo quelli che non si accontentano dei dossier scritti nei palazzi di vetro. Siamo quelli che vanno lì, dove le telecamere non arrivano, a fasciare le ferite e a difendere i diritti umani nel fango.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa doppia veste mi impone di non usare giri di parole. Il titolo del panel parla di &#8216;stragi dimenticate&#8217;. Ma la verità è che non sono dimenticate: sono </span><b>ignorate</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è una differenza sostanziale. Dimenticare è un atto involontario; ignorare è una scelta politica colpevole.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Andiamo dritti al punto. I dati del </span><b>Rapporto World Watch List 2025 di Porte Aperte</b><span style="font-weight: 400;"> sono una sentenza inappellabile. Nel mondo, oltre </span><b>380 milioni di cristiani</b><span style="font-weight: 400;"> soffrono livelli estremi di persecuzione. Ma c’è un dato che deve farci gelare il sangue. Su circa 4.500 cristiani uccisi nel mondo per la loro fede nell&#8217;ultimo anno, ben </span><b>3.100 sono stati massacrati in Nigeria</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fateci caso: quasi il </span><b>70%</b><span style="font-weight: 400;"> dei martiri cristiani mondiali muore in una sola nazione. Per questo vi dico con forza: la Nigeria non è &#8216;un&#8217; fronte. </span><b>La Nigeria è IL fronte.</b><span style="font-weight: 400;"> È la trincea dove si decide se il Cristianesimo avrà ancora diritto di cittadinanza in Africa o se verrà spazzato via.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma chi sono i macellai? L&#8217;Occidente ci racconta </span><b>la favola</b><span style="font-weight: 400;"> del &#8216;disordine&#8217;, della &#8216;povertà&#8217; o del &#8216;cambiamento climatico&#8217;. </span><b>Balle.</b><span style="font-weight: 400;"> Noi che siamo sul campo sappiamo che c&#8217;è una strategia precisa, portata avanti da tre attori che oggi voglio descrivervi in profondità:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>Boko Haram</b><span style="font-weight: 400;">: Non sono nati ieri. Tutto inizia nel 2002 a </span><b>Maiduguri.</b><span style="font-weight: 400;"> Il loro nome è un manifesto ideologico: &#8216;</span><i><span style="font-weight: 400;">L&#8217;educazione occidentale è peccato</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8216;. Non sono semplici ribelli: sono una setta nichilista che vuole cancellare la storia. Odiano la nostra cultura, odiano la democrazia, ma soprattutto odiano le donne. Per loro, la donna cristiana è bottino di guerra. Il loro obiettivo è instaurare la Sharia più brutale attraverso il terrore puro.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>L&#8217;ISWAP (Stato Islamico nell&#8217;Africa Occidentale)</b><span style="font-weight: 400;">: Attenzione a non confonderli. Nati da una scissione di Boko Haram nel 2016, oggi sono </span><b>militarmente più sofisticati e forse più pericolosi</b><span style="font-weight: 400;">. Loro non vivono sotto le tende come banditi. Loro costruiscono uno Stato. Controllano vaste aree del Lago Ciad e la </span><b>Foresta di Sambisa</b><span style="font-weight: 400;"> con una struttura para-statale: hanno uniformi, gerarchie militari, mezzi blindati e artiglieria pesante. Non si limitano a distruggere: impongono tasse sui villaggi occupati, offrono &#8216;protezione&#8217; mafiosa e colpiscono obiettivi militari e cristiani con precisione chirurgica.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><b>I Pastori Fulani radicalizzati</b><span style="font-weight: 400;">: Questa è la minaccia più subdola e letale. Dimenticate l&#8217;immagine bucolica del pastore povero che cerca l&#8217;acqua. Queste sono milizie mobili che si muovono su motociclette veloci, armate di fucili d&#8217;assalto AK-47 nuovi di zecca. La loro strategia è l&#8217;attacco notturno ai villaggi della </span><i><span style="font-weight: 400;">Middle Belt</span></i><span style="font-weight: 400;">, il granaio cristiano del Paese. Arrivano mentre la gente dorme, bruciano i raccolti per affamare, occupano le terre per non andarsene più. Non è una lotta per i pascoli. È un progetto politico preciso: la </span><b>Fulanizzazione</b><span style="font-weight: 400;"> della Nigeria. È una sostituzione etnica e religiosa pianificata per sradicare le comunità stanziali cristiane.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Se pensate che io stia parlando di teoria, guardate cosa è successo proprio in questi mesi. A fine giugno, in un singolo villaggio, </span><b>200 cristiani sono stati bruciati vivi</b><span style="font-weight: 400;">. Duecento persone. Uomini, donne, anziani che non sono riusciti a scappare dalle fiamme appiccate alle loro case. E mentre noi preparavamo questo evento, l&#8217;orrore è continuato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nello </span><b>Stato di Kebbi</b><span style="font-weight: 400;">, un commando ha assaltato una scuola e rapito </span><b>25 ragazze</b><span style="font-weight: 400;">. Nello Stato del Niger, poche settimane fa, un attacco militare ha colpito la </span><b>St. Mary&#8217;s Catholic School</b><span style="font-weight: 400;">. Oltre </span><b>300 bambini</b><span style="font-weight: 400;"> portati via insieme ai loro insegnanti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Conosciamo il dolore di quelle famiglie. Sappiamo cosa significa aspettare un figlio che non torna. Il rapporto di Porte Aperte ci dice che i cristiani rapiti nell&#8217;ultimo anno sono stati </span><b>2.830</b><span style="font-weight: 400;"> solo in Nigeria. Ma capiamo bene la strategia dietro il rapimento di un bambino cristiano. Non è solo per chiedere un riscatto. È un messaggio mafioso e ideologico alla famiglia: </span><b>&#8216;Se tu educhi tuo figlio al cristianesimo, noi te lo portiamo via&#8217;</b><span style="font-weight: 400;">. Vogliono distruggere la famiglia cristiana spezzando il legame tra genitori e figli, per cancellare il futuro della comunità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fronte a questo, il mondo si divide. Dagli Stati Uniti arriva finalmente un segnale forte. Il Presidente </span><b>Donald Trump</b><span style="font-weight: 400;"> ha dichiarato poco tempo fa’ che non tollererà più il massacro dei cristiani, definendo la situazione in Nigeria per quello che è e minacciando di tagliare i fondi se le violenze non cesseranno. Può piacere o no, ma questa è una presa di posizione. È il coraggio di chiamare il male con il suo nome.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E l&#8217;Europa? L&#8217;Europa balbetta. Il Parlamento Europeo ha istituito la figura dell&#8217;</span><b>Inviato Speciale per la libertà religiosa</b><span style="font-weight: 400;">. Una figura che dovrebbe urlare per questi morti. Ebbene, qual è la situazione oggi? </span><b>Quella poltrona è vuota.</b><span style="font-weight: 400;"> La carica è vacante. E quando è stata occupata in passato, è stata lasciata senza risorse reali, senza staff, senza potere politico. È una foglia di fico burocratica. Mentre in Nigeria si muore, a Bruxelles si accontentano di creare una casellina nell&#8217;organigramma e lasciarla vuota.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo dire basta. I dati sono chiari: la Nigeria riceve miliardi dall&#8217;Occidente. La mia proposta è semplice: </span><b>condizionalità stretta</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vuoi i fondi della cooperazione italiana ed europea? Devi proteggere le tue minoranze. Devi dimostrarmi che i colpevoli dei massacri finiscono in galera. Devi dimostrarmi che il tuo esercito difende le scuole cristiane, non che arriva dopo a contare i morti. </span><b>Non possiamo più finanziare governi che incassano i nostri soldi con una mano e con l&#8217;altra si coprono gli occhi davanti al sangue dei nostri fratelli.</b></p>
<p><b>Perchè, e concludo, </b><span style="font-weight: 400;"> tutto questo orrore ha una conseguenza devastante: </span><b>l&#8217;esodo</b><span style="font-weight: 400;">. Quando ti bruciano la casa, quando ti rapiscono i figli, quando la tua terra diventa un cimitero, non hai scelta: scappi. Il rapporto di Porte Aperte lancia un allarme che non possiamo ignorare: sta nascendo una </span><b>&#8216;Chiesa Profuga&#8217;</b><span style="font-weight: 400;">. Solo nell&#8217;Africa Subsahariana ci sono oltre </span><b>16 milioni di cristiani sfollati</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sedici milioni. È una cifra spaventosa. È un intero popolo di Dio sradicato, costretto a vivere in campi profughi dove spesso subisce una doppia discriminazione proprio perché cristiano. Non possiamo accettare che il Cristianesimo venga cancellato dalla geografia africana. Non possiamo accettare che la Chiesa diventi solo un popolo di profughi in fuga. Il nostro dovere è fermare questa emorragia. È garantire che un cristiano possa vivere, pregare e crescere i suoi figli nella terra dei suoi padri. Aiutiamoli a restare, difendiamoli dal male, perché una Chiesa costretta a fuggire è una sconfitta per la libertà di tutti noi.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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