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	<title>Adozioni &#8211; Steadfast</title>
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	<title>Adozioni &#8211; Steadfast</title>
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		<title>STEADFAST A PALAZZO CHIGI CON IL NETWORK &#8220;DITELO SUI TETTI&#8221;. LIBERTÀ RELIGIOSA, INTEGRAZIONE E CURA DELLA VITA FRAGILE AL CENTRO DELLE PROPOSTE PER LA LEGGE DI BILANCIO 2027</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/steadfast-a-palazzo-chigi-con-il-network-ditelo-sui-tetti-liberta-religiosa-integrazione-e-cura-della-vita-fragile-al-centro-delle-proposte-per-la-legge-di-bilancio-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 19:28:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 30 settembre 2026 – Steadfast ha partecipato oggi, con il suo Presidente Emmanuele Di Leo, all&#8217;incontro tra il Governo Meloni e il Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221;, di cui Steadfast [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7225" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686.jpeg" alt="" width="1320" height="1730" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686.jpeg 1320w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-229x300.jpeg 229w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-781x1024.jpeg 781w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-768x1007.jpeg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-1172x1536.jpeg 1172w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/IMG_8686-600x786.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1320px) 100vw, 1320px" /></p>
<p>Roma, 30 settembre 2026 – Steadfast ha partecipato oggi, con il suo Presidente Emmanuele Di Leo, all&#8217;incontro tra il Governo Meloni e il Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221;, di cui Steadfast fa parte, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Network, che riunisce oltre cento associazioni e cento comitati civici, ha consegnato venti proposte per la Legge di Bilancio 2027 dedicate ai figli, ai giovani e ai fragili.</p>
<p>Di Leo, Vicepresidente del Network, ha presentato ai ministri il capitolo sulla cooperazione internazionale e l&#8217;integrazione.</p>
<p>La prima proposta chiede che i progetti di sviluppo sostenuti dall&#8217;Italia, a partire dal Piano Mattei, promuovano nei Paesi partner la libertà di culto, la tutela dei luoghi di preghiera e la sicurezza delle minoranze religiose. Secondo la World Watch List 2026 di Porte Aperte, i cristiani uccisi a causa della fede sono stati 4.849 in un anno, e 3.490 di loro in Nigeria. Nello stesso periodo oltre 224 mila cristiani sono stati costretti a lasciare la propria casa. Proteggere queste comunità significa anche prevenire nuovi esodi verso l&#8217;Europa.</p>
<p>«Chi fugge da un villaggio bruciato in Nigeria cerca rifugio prima nel proprio Paese, poi nei Paesi vicini, infine guarda all&#8217;Europa», ha dichiarato Emmanuele Di Leo. «Queste famiglie chiedono di poter restare nella loro terra. Proteggere chi prega là è una scelta di giustizia e di lungimiranza, perché previene un esodo che arriverebbe fino a noi.»</p>
<p>La seconda proposta riguarda l&#8217;insegnamento della lingua e della cultura italiana alle famiglie straniere. Il Network, di cui Steadfast fa parte, ha accolto con favore il decreto scuola appena approvato dal Governo Meloni, che prevede corsi gratuiti di italiano nei CPIA per i genitori stranieri segnalati dalle scuole, e ne ha proposto l&#8217;ampliamento. L&#8217;obiettivo è raggiungere le famiglie più isolate, lontane dal circuito scolastico, attraverso parrocchie, oratori, centri d&#8217;ascolto, doposcuola e associazioni presenti in ogni quartiere. Il Network ha offerto al Governo Meloni la piena collaborazione delle proprie associazioni e dei propri comitati civici.</p>
<p>«Il decreto scuola è un passo importante che condividiamo pienamente», ha proseguito Di Leo. «Ora serve arrivare anche alle madri che escono di casa solo per la spesa, ai ragazzi che hanno lasciato gli studi. Le incontra chi le vede ogni giorno, la parrocchia, il centro d&#8217;ascolto, l&#8217;oratorio. Dove lo Stato lascia un vuoto arriva la criminalità, che integra a modo suo. Come Network ci siamo messi a disposizione. Lo sforzo di tutti può offrire all&#8217;Italia un grande servizio di integrazione.»</p>
<p>Steadfast sostiene con convinzione anche le proposte sulla vita fragile elaborate insieme alle altre realtà del Network. Il fondo per le cure palliative sale da 100 a 500 milioni di euro, con metà delle risorse destinate all&#8217;assistenza domiciliare e alle malattie non oncologiche. Per le persone con disabilità gravissima si chiede un&#8217;assistenza continuativa &#8220;H24&#8221;, da garantire al 90% degli aventi bisogno entro il 2030.</p>
<p>«Alla sofferenza si risponde con la cura, sempre», ha aggiunto Di Leo. «Le cure palliative e l&#8217;assistenza H24 dicono a ogni persona fragile e alla sua famiglia che la sua vita conta, fino all&#8217;ultimo giorno. È questa la vera libertà, sapere di essere accompagnati.»</p>
<p>«Difendere un cristiano perseguitato in Nigeria, insegnare l&#8217;italiano a una madre rimasta sola, accompagnare un malato nella sua fragilità nasce dalla stessa convinzione», ha concluso Di Leo. «Ogni vita ha valore, in ogni luogo e in ogni condizione. Ringraziamo il Governo Meloni per l&#8217;ascolto. Come Network continueremo a offrire il nostro contributo, con la concretezza di chi vive ogni giorno accanto alle persone.»</p>
<hr />
<blockquote>
<h2><strong>Discorso del Presidente Di Leo ai Ministri</strong></h2>
</blockquote>
<div class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/Intervento_Di_Leo_Palazzo_Chigi.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">Intervento_Di_Leo_Palazzo_Chigi</a></div>
<hr />
<blockquote>
<h2><strong>Documento del Network presentato al Governo Meloni</strong></h2>
</blockquote>
<div class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/Legge-di-Bilancio-2027-NETWORK-DITELO-SUI-TETTI-1.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">Legge di Bilancio 2027 - NETWORK DITELO SUI TETTI (1)</a></div>
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		<item>
		<title>JEAN-LUC KRAUTSIEDER, LA CORTE D&#8217;ASSISE DELLA GIRONDA RICONOSCE L&#8217;OMICIDIO</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/jean-luc-krautsieder-la-corte-dassise-della-gironda-riconosce-lomicidio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[Quindici anni di reclusione al suo aggressore, più quindici anni di sorveglianza socio-giudiziaria. La famiglia era assistita da Steadfast dal 2019. Il Comune di Latina intitolerà un parco al giovane [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>Quindici anni di reclusione al suo aggressore, più quindici anni di sorveglianza socio-giudiziaria. La famiglia era assistita da Steadfast dal 2019. Il Comune di Latina intitolerà un parco al giovane</em></p>
<p dir="ltr">Latina, 17 settembre 2026</p>
<p dir="ltr"><img decoding="async" class=" wp-image-7205 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-17-at-12.15.55.jpeg" alt="" width="364" height="346" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-17-at-12.15.55.jpeg 1320w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-17-at-12.15.55-300x285.jpeg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-17-at-12.15.55-1024x971.jpeg 1024w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-17-at-12.15.55-768x728.jpeg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-17-at-12.15.55-600x569.jpeg 600w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" />Mercoledì 16 settembre, al termine di tre ore di camera di consiglio, la Corte d&#8217;Assise della Gironda ha condannato a quindici anni di reclusione l&#8217;uomo ritenuto responsabile dell&#8217;aggressione subita da Jean-Luc Krautsieder. Alla pena detentiva la Corte ha aggiunto quindici anni di sorveglianza socio-giudiziaria, che si applicheranno al termine della detenzione e comporteranno l&#8217;obbligo di lavorare e di sottoporsi a un percorso di sostegno psicologico. In caso di violazione di tali obblighi è previsto il rientro in carcere per ulteriori cinque anni.</p>
<p dir="ltr">Il processo si era aperto con l&#8217;accusa di tentato omicidio. I giudici togati e i giurati popolari hanno riqualificato i fatti in omicidio, riconoscendo il legame tra il pestaggio del 2019 e la morte del giovane avvenuta quattro anni dopo. La pena coincide con quella richiesta dall&#8217;avvocato generale.</p>
<p dir="ltr">Jean-Luc Krautsieder, cresciuto a Latina, aveva trentatré anni nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 2019, quando fu aggredito in strada a Langon, nel sud della Gironda, e lasciato a terra. Le ferite al volto erano tali che per identificarlo fu necessario un esame genetico. Rimase due mesi in coma. Ne uscì tetraplegico, con un livello di coscienza minima, totalmente dipendente e assistito in un istituto. È morto il 22 settembre 2023, a trentasette anni, poche settimane prima di un rientro in Italia che era già stato organizzato.</p>
<p dir="ltr">In aula, per tutti e tre i giorni del dibattimento, c&#8217;erano sua madre Lucia Pellecchia e sua sorella Alessia.</p>
<p dir="ltr">«Le giornate sono state lunghe e difficili, a tratti dolorose, ma tutto ciò è stato necessario per rendere giustizia a mio figlio Jean-Luc», ha dichiarato Lucia Pellecchia.</p>
<p dir="ltr">Steadfast segue la famiglia Krautsieder dal luglio 2019, quando Lucia scrisse all&#8217;organizzazione chiedendo aiuto per suo figlio. Da allora l&#8217;accompagnamento non si è mai interrotto, dall&#8217;assistenza alla famiglia al tentativo di riportare Jean-Luc in Italia, fino all&#8217;udienza di questi giorni.</p>
<p dir="ltr">«Per sette anni abbiamo camminato accanto a Lucia, e in questi sette anni non l&#8217;ho mai vista vacillare. La forza di una madre coraggio», dichiara Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast, organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani. «Quando ci scrisse, nel luglio del 2019, chiedeva soltanto che suo figlio non venisse dimenticato e che potesse tornare in Italia. Jean-Luc era un ragazzo pieno di sogni, un artista, e la violenza di una notte gli ha tolto tutto. Ma non gli ha tolto la dignità, e non gliel&#8217;ha tolta nemmeno nei quattro anni in cui è rimasto immobile in un letto. Troppo spesso, in quel tempo, la sua esistenza è stata raccontata come una vita ormai finita. Noi abbiamo sempre affermato il contrario, e ieri un tribunale ha detto la medesima cosa. Ha stabilito che quella vita valeva, e che spegnerla è un crimine. Questa sentenza non restituisce un figlio a sua madre, ma restituisce a tutti noi un principio. Ogni vita vale, sempre. Giustizia è stata fatta.»</p>
<p dir="ltr">Il Comune di Latina si appresta a intitolare a Jean-Luc Krautsieder un parco cittadino. «È il gesto giusto nel momento giusto», conclude Di Leo. «Latina lo ha accompagnato per anni con eventi di solidarietà e non lo ha mai lasciato solo. Ora il suo nome resterà in un luogo dove giocheranno dei bambini. È il modo migliore per ricordare un ragazzo a cui fu tolta la possibilità di vivere.»</p>
<p dir="ltr"><strong>Steadfast</strong> è un&#8217;organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani e della dignità della persona, attiva da oltre dieci anni in Italia, in Europa, in Nigeria e in Africa subsahariana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DOVE FINISCE IL DIRITTO DI SCEGLIERE?</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/dove-finisce-il-diritto-di-scegliere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[È proprio adesso che bisogna cominciare a parlarne davvero. Senza filtri. Il 2 settembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una legge sulle procedure per il suicidio medicalmente assistito. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" wp-image-7197 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-08-at-17.54.12.jpeg" alt="" width="513" height="699" /><br />
È proprio adesso che bisogna cominciare a parlarne davvero. Senza filtri.</p>
<p>Il 2 settembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una legge sulle procedure per il suicidio medicalmente assistito. Il testo riguarda il suicidio assistito e lascia fuori l&#8217;eutanasia, e la distinzione conta, perché nel primo caso l&#8217;atto finale resta compiuto dalla persona interessata, mentre nel secondo è un terzo a provocare direttamente la morte.</p>
<p>Il Veneto è la quarta Regione a dotarsi di una disciplina simile, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, e la prima amministrata dal centrodestra. Trentadue voti favorevoli, quattordici contrari, cinque astensioni. Si tratta della proposta di iniziativa popolare &#8220;Liberi Subito&#8221;, promossa dall&#8217;Associazione Luca Coscioni con novemila firme, la stessa che nel 2024 quello stesso Consiglio aveva respinto per un pareggio, venticinque a venticinque.</p>
<p>A ribaltare quel pareggio è stata una frattura interna alla maggioranza. Hanno votato a favore la maggior parte della Lega, con il presidente della Regione Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia. Forza Italia ha lasciato libertà di coscienza, con un voto favorevole e due astensioni. Compatte per il sì tutte le opposizioni di centrosinistra. Hanno votato contro i nove consiglieri di Fratelli d&#8217;Italia, senza una sola eccezione, e il consigliere di Futuro Nazionale.</p>
<p>Vale la pena registrare il modo in cui ciascuno si è presentato al voto. Fratelli d&#8217;Italia ha votato compatto, senza defezioni, senza ricorrere alla libertà di coscienza e senza astensioni, sostenendo in Consiglio regionale la stessa posizione che porta avanti in Parlamento, dove chiede che il Servizio sanitario nazionale resti fuori dalla procedura, e la stessa che il Governo ha difeso davanti alla Consulta impugnando la legge toscana. Ha detto in aula quello che aveva detto agli elettori, e ha accettato di restare in minoranza dentro la propria coalizione.</p>
<p>La distanza si misura guardando ai giorni successivi. Il 6 settembre i deputati di Forza Italia Salvo Tomarchio e Stefano Pellegrino, capogruppo del partito, hanno depositato all&#8217;Assemblea Regionale Siciliana un disegno di legge in quattordici articoli sullo stesso tema. Il 7 settembre, a Bari, i consiglieri Napoleone Cera della Lega e Marcello Lanotte di Forza Italia hanno presentato una proposta analoga, anch&#8217;essa in quattordici articoli, con una commissione multidisciplinare permanente e le cure palliative indicate come opzione prioritaria.</p>
<p>In cinque giorni e in tre Regioni l&#8217;iniziativa ha cambiato mano. Il modello nato dall&#8217;Associazione Luca Coscioni viene oggi votato e depositato da eletti di Lega e Forza Italia, cioè da forze che davanti ai propri elettori si erano presentate su posizioni diverse. Chi le ha votate ha il diritto di chiedere quando sia avvenuto il cambio di rotta e in nome di quale mandato.</p>
<p>Il confine di cui stiamo parlando ha smesso di coincidere con uno schieramento politico. Oggi lo attraversa da parte a parte, e in Veneto è rimasto in piedi dove nove consiglieri di Fratelli d&#8217;Italia hanno votato compatti contro, senza una sola crepa.</p>
<p>Il perimetro italiano resta quello costruito dalla Corte costituzionale e comprende condizioni precise. Proprio adesso che quel percorso viene organizzato all&#8217;interno dei servizi sanitari regionali dobbiamo però porci una domanda che va oltre il voto del 2 settembre. Il confine di oggi sarà anche quello di domani?</p>
<p>Nel caso dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, promotrice di &#8220;Liberi Subito&#8221;, non serve ipotizzare obiettivi nascosti. La legalizzazione dell&#8217;eutanasia fa esplicitamente parte della sua battaglia politica da anni. Nel 2013 l&#8217;associazione depositò una proposta di legge popolare per legalizzarla; nel 2021 promosse il referendum &#8220;Eutanasia Legale&#8221;, dichiarato inammissibile dalla Consulta nel febbraio 2022; da lì in avanti ha portato nelle Regioni le proposte &#8220;Liberi Subito&#8221; sul suicidio medicalmente assistito, continuando a sostenere sul piano nazionale una disciplina più ampia del fine vita. Osservare che la legge veneta rappresenta una tappa all&#8217;interno di un progetto dichiaratamente più ampio è quindi semplice lettura dei fatti.</p>
<p>Anche la storia dei casi che hanno portato questi temi davanti all&#8217;opinione pubblica, ai tribunali e infine alla Corte costituzionale mostra un progressivo spostamento del dibattito. Va raccontata con precisione, perché l&#8217;imprecisione fa parte del fenomeno.</p>
<p>Piergiorgio Welby chiese l&#8217;interruzione di un trattamento sanitario in atto, la ventilazione meccanica. Esercitò cioè un diritto che l&#8217;articolo 32 della Costituzione riconosce a chiunque e che allora, come oggi, in linea di principio nessuno contestava. Il medico che vi diede seguito, Mario Riccio, fu prosciolto dal Gup di Roma il 23 luglio 2007 proprio su quel presupposto, avendo adempiuto a un dovere. Eppure quel caso continua a essere raccontato come la prima battaglia italiana per l&#8217;eutanasia. Un principio antico e pacifico come il rifiuto delle cure è stato annesso a posteriori a una vicenda di natura diversa. È il primo esempio di un confine che si sposta senza che nessuno riscriva una riga di legge. Si sposta nel linguaggio.</p>
<p>Il passaggio realmente nuovo arriva dopo, con DJ Fabo e il processo a Marco Cappato, quando la sentenza 242 del 2019 riconosce una circoscritta area di non punibilità dell&#8217;aiuto al suicidio. I casi successivi hanno poi messo alla prova l&#8217;interpretazione dei requisiti individuati dalla Corte, a cominciare dalla nozione stessa di trattamento di sostegno vitale.</p>
<p>Riconoscerlo significa ammettere che, una volta raggiunto un confine, il confronto ricomincia sul confine seguente. In Italia è già accaduto per via interpretativa. Con la sentenza 135 del 2024 sono state ricomprese tra i trattamenti di sostegno vitale procedure assistenziali che nel dibattito del 2019 difficilmente il cittadino comune avrebbe associato all&#8217;idea di essere &#8220;tenuto in vita da una macchina&#8221;. Con la sentenza 66 del maggio 2025 la Corte ha dichiarato infondata la questione sollevata sul requisito, osservando però che vi rientra anche chi rifiuta l&#8217;attivazione di un trattamento clinicamente necessario, perché sarebbe irragionevole pretendere che un paziente lo inizi al solo scopo di poterlo poi legittimamente rifiutare. La formula del requisito è rimasta identica. La platea che vi rientra si è allargata.</p>
<p>C&#8217;è poi il passaggio che spiega perché oggi siamo qui. Il 29 dicembre 2025, con la sentenza 204, la Consulta ha respinto l&#8217;impostazione del ricorso del Governo contro la legge toscana e ha dichiarato illegittime soltanto alcune disposizioni che invadevano competenze statali. Le Regioni possono organizzare il servizio sanitario, mentre la definizione delle condizioni sostanziali di accesso resta allo Stato. È la porta attraverso cui è passato il Veneto e alla quale bussano ora Sicilia e Puglia. Quella sentenza contiene anche l&#8217;obiezione più seria a quanto stiamo dicendo, perché i requisiti di accesso, formalmente, sono rimasti quelli del 2019. L&#8217;osservazione è fondata. Resta il fatto che l&#8217;ampliamento quasi mai passa dalla riscrittura del requisito, e quasi sempre passa da ciò che, di volta in volta, si stabilisce che lo integri.</p>
<p>È qui che nasce la domanda più difficile. Se la morte diventa una possibile risposta sanitaria alla sofferenza, quale sofferenza?</p>
<p>Quella provocata da un tumore? Da una grave insufficienza respiratoria? Da una malattia neurologica degenerativa? Da una condizione che rende una persona completamente dipendente dagli altri? E perché queste sofferenze dovrebbero essere qualitativamente diverse da quella provocata da una grave patologia psichiatrica?</p>
<p>In Italia una malattia psichiatrica, da sola, resta oggi fuori dai requisiti di accesso al suicidio medicalmente assistito. Proprio questo dovrebbe spingerci a chiederci quale sia il principio che separa le due situazioni.</p>
<p>Una persona affetta da una grave patologia psichiatrica può essere sinceramente convinta che la propria vita non abbia più prospettive, che la sofferenza non finirà mai e che la morte sia l&#8217;unica soluzione possibile. Quella convinzione è necessariamente la massima espressione della sua autodeterminazione oppure può essere proprio una manifestazione della malattia dalla quale il servizio sanitario dovrebbe tentare di curarla?</p>
<p>Normalmente, davanti a una persona che vuole suicidarsi, la medicina interviene per impedirlo. La protegge, la cura, cerca di accompagnarla oltre il momento nel quale non riesce più a immaginare un futuro. Quando e in base a quale criterio quella stessa volontà dovrebbe invece trasformarsi in una decisione che il sistema sanitario è chiamato ad assistere?</p>
<p>La domanda ha già ricevuto una risposta altrove. Nei Paesi Bassi la sofferenza psichica, da sola, è motivo ammesso, e nel 2025 le segnalazioni su base psichiatrica sono state 174, dentro un sistema in cui l&#8217;eutanasia riguarda ormai il 5,97% dei decessi complessivi. Quel numero è in calo rispetto ai 219 del 2024, e chi vuole rassicurarci userà il calo. Il dato che pesa è un altro. In quel Paese la questione se una malattia psichiatrica possa fondare l&#8217;accesso alla morte assistita è ormai chiusa, e una parte di quei casi riguarda persone che non hanno ancora trent&#8217;anni.</p>
<p>In Canada le persone la cui unica condizione medica è una malattia mentale restano escluse, con un&#8217;esclusione temporanea per costruzione, in scadenza il 17 marzo 2027 salvo un nuovo intervento del Parlamento. Il 17 giugno 2026 un comitato parlamentare ha raccomandato di renderla definitiva, e il Governo deve ancora rispondere. Il confine canadese regge finché qualcuno, ogni volta, si assume la responsabilità di rimetterlo lì.</p>
<p>Questo non dimostra che l&#8217;Italia diventerà l&#8217;Olanda o il Canada. Dimostra qualcosa di molto più semplice. I confini possono cambiare, e in altri ordinamenti sono già cambiati.</p>
<p>Per questo ci interessa poco sentirci rassicurare dicendo che &#8220;oggi la legge prevede soltanto questo&#8221;. Vogliamo discutere di quale principio impedirà domani di prevedere altro. E soprattutto vogliamo farlo adesso, prima che ogni nuovo passaggio diventi il punto di partenza per quello successivo.</p>
<p>Per noi il compito della cura resta quello di combattere la sofferenza, non la persona che soffre. Quando la medicina non può guarire, il suo compito rimane intatto. Può ancora alleviare, assistere, sostenere e accompagnare.</p>
<p>Quando la morte diventa una risposta sanitaria, dunque, non basta più parlare di libertà di scelta. Bisogna chiedersi chi stabilisce quando quella risposta diventa ammissibile, per quali condizioni e fino a dove siamo disposti a spostare quel confine.</p>
<p>E resta una domanda ancora più difficile. Cosa accade quando la persona non può scegliere?</p>
<p>È qui che comincia la storia di Alfie Evans.</p>
<hr />
<p><em>di: Francesca Frigerio e Emmanuele Di Leo</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL TRAFFICANTE ARRIVA SEMPRE PER PRIMO</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/il-trafficante-arriva-sempre-per-primo/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 17:45:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast Ogni 30 luglio le Nazioni Unite chiedono al mondo di guardare in faccia il commercio di esseri umani, e ogni anno mi accorgo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7180" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52.jpeg" alt="" width="1402" height="1122" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52.jpeg 1402w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-300x240.jpeg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-1024x819.jpeg 1024w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-768x615.jpeg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-19.36.52-600x480.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1402px) 100vw, 1402px" />di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast</em></p></blockquote>
<p>Ogni 30 luglio le Nazioni Unite chiedono al mondo di guardare in faccia il commercio di esseri umani, e ogni anno mi accorgo che la fotografia che ne esce somiglia sempre meno a quella che abbiamo in testa. Il tema scelto quest&#8217;anno dall&#8217;UNODC è Trapped Behind the Scam, e riguarda la tratta finalizzata alla criminalità forzata. Uomini e donne vengono reclutati con annunci di lavoro fasulli, privati dei documenti all&#8217;arrivo e rinchiusi in complessi sorvegliati, dove li costringono a truffare online migliaia di altre persone. Chi organizza queste operazioni ha letto il mercato con anni di anticipo su chi dovrebbe contrastarlo.</p>
<p>I numeri raccontano quanto sia stato rapido lo spostamento. L&#8217;ultimo Rapporto globale dell&#8217;UNODC, pubblicato nel dicembre 2024 su dati relativi al 2022, segnala che la tratta a fini di criminalità forzata è passata dall&#8217;uno per cento delle vittime individuate nel 2016 all&#8217;otto per cento del 2022, arrivando al terzo posto per numero di vittime. Lo stesso rapporto registra un aumento del 25 per cento delle vittime individuate rispetto al 2019 e colloca i minorenni al 38 per cento del totale. Secondo la stima congiunta di ILO, Walk Free e OIM, nel 2021 vivevano in condizione di schiavitù moderna cinquanta milioni di persone, ventotto milioni delle quali in lavoro forzato.</p>
<p>L&#8217;Europa fa parte del quadro. Secondo i dati diffusi da Save the Children, nel 2024 sono state identificate circa 9.500 vittime nei Paesi dell&#8217;Unione, per lo più in Francia e in Italia, e i minorenni ne rappresentano il 16 per cento, in crescita sull&#8217;anno prima. Nel primo semestre del 2026 in Italia le persone segnalate sono state 1.581, tra cui 95 minorenni, e l&#8217;84 per cento di questi ultimi sono maschi, in prevalenza diciassettenni arrivati dal Bangladesh. Chi da noi discute di tratta lo fa ancora con le categorie del 2016.</p>
<p>La conferma più chiara arriva dalla Nigeria. L&#8217;agenzia federale antitratta NAPTIP ha reso noto che tutti i 156 cittadini nigeriani liberati fra gennaio e luglio erano stati trafficati verso centri di truffa online, in prevalenza nella regione del Mekong, dopo essere stati attirati con false promesse di impiego nell&#8217;informatica o nelle criptovalute. La direttrice generale Binta Adamu Bello le ha descritte come giovani istruiti e a proprio agio con la tecnologia, un profilo che rovescia l&#8217;immagine consolidata della vittima priva di istruzione. La più giovane aveva sedici anni. La stessa agenzia ha individuato in territorio nigeriano alcune &#8220;accademie&#8221; dove i ragazzi venivano addestrati all&#8217;estorsione online. L&#8217;OIM ha assistito 1.513 vittime in Africa occidentale e centrale nei primi sei mesi e mezzo di quest&#8217;anno, 12.308 dal 2017, e segnala che quattro dei primi dieci Paesi di destinazione si trovano dentro la regione stessa. Il traffico africano alimenta l&#8217;Europa e ormai anche se stesso, lungo rotte che al Mediterraneo non arrivano mai e di cui da noi non parla nessuno.</p>
<p>Si sente ripetere da anni che occorre sensibilizzare i giovani africani sui rischi della partenza. Le campagne informative hanno però un limite evidente, perché il trafficante tiene in mano l&#8217;unica speranza disponibile, e finché resterà l&#8217;unica continuerà ad avere clienti, informati o meno che siano. Vale anche per i laureati che finiscono nei compound asiatici, i quali sospettavano benissimo che un&#8217;offerta troppo buona nascondesse qualcosa e sono partiti lo stesso, perché a casa non c&#8217;era niente che somigliasse a quell&#8217;offerta. Una scuola che funziona toglie mercato ai trafficanti assai più di qualunque manifesto.</p>
<p>Il 16 luglio è entrato in vigore il decreto legislativo 115 del 2026, che recepisce la direttiva europea 2024/1712 e ha ricevuto poca attenzione. Gli articoli 600 e 601 del codice penale sono stati aggiornati, e fra le forme di sfruttamento rientrano ora esplicitamente lo sfruttamento della maternità surrogata, il matrimonio forzato e l&#8217;adozione illegale, mentre il nuovo articolo 601.1 punisce con la reclusione fino a tre anni chi si avvale consapevolmente delle prestazioni di una vittima di tratta. La previsione riguarda le donne costrette o ingannate a prestarsi come madri surrogate e lascia impregiudicata la disciplina nazionale della materia. Resta però il fatto che il legislatore europeo, e dietro di lui quello italiano, ha collocato quella pratica dentro il perimetro dello sfruttamento, riconoscendo che il corpo di una donna può essere ridotto a merce anche attraverso procedure che hanno la forma del contratto. Per anni, quando lo dicevamo, ci siamo sentiti rispondere che facevamo ideologia.</p>
<p>Resta il nodo che nessuna giornata mondiale può sciogliere. La tratta comincia molto prima della frontiera, là dove mancano la scuola e il lavoro e dove lo Stato lascia campo libero a chi si presenta al suo posto con un&#8217;offerta. Alla frontiera la incontriamo soltanto quando è ormai avvenuta. Ogni strategia di cooperazione, Piano Mattei compreso, finirà per essere giudicata sulla capacità di costruire alternative reali nei luoghi di partenza.</p>
<p>Si può finanziare a distanza, si può denunciare a distanza, e sono cose utili. Però per sottrarre una persona a chi la vende bisogna trovarsi lì prima del trafficante, e questo richiede anni di radicamento che quasi nessuno ha voglia di finanziare.</p>
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		<title>3° FESTIVAL DELL’UMANO TUTTO INTERO: “LA DOMANDA È SEMPRE LA STESSA: LUPO O FRATELLO?”</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/3-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è tenuto a Roma, nella suggestiva cornice del Pio Sodalizio dei Piceni, il 3º Festival dell’“Umano Tutto Intero”. All’interno del secondo “luogo” ideale dell’evento, dedicato al tema del conflitto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-52" class="has-medium-font-size"><em><strong>Si è tenuto a Roma, nella suggestiva cornice del Pio Sodalizio dei Piceni, il 3º Festival dell’“Umano Tutto Intero”. All’interno del secondo “luogo” ideale dell’evento, dedicato al tema del conflitto , ha avuto luogo il toccante panel intitolato “Guerra e violenza: unico disumano (dis)ordine mondiale? Dove i popoli (e i cristiani) soffrono”.</strong></em></p>
<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-53"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7174 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma.jpg" alt="" width="481" height="385" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma.jpg 1239w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-300x240.jpg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-1024x820.jpg 1024w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-768x615.jpg 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/07/emma-600x480.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px" /><br />
ROMA</strong>. Dalle persecuzioni anticristiane in Africa alla guerra in Medio Oriente, dalla libertà religiosa alle nuove forme di violenza che attraversano il mondo contemporaneo. È stato uno dei momenti più intensi del 3° Festival dell’«Umano Tutto Intero», promosso dal Network “Ditelo sui Tetti” presso il Pio Sodalizio dei Piceni, il panel dedicato a <strong>“Guerra e violenza: unico disumano (dis)ordine mondiale? Dove i popoli (e i cristiani) soffrono”</strong>.</p>
<p>A confrontarsi sul tema sono stati <strong>Antonio Tajani</strong>, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; <strong>Cardinale Matteo Maria Zuppi</strong>, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; <strong>Monsignor Ettore Balestrero</strong>, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra; <strong>Monsignor Jules Boutros</strong>, Vescovo della Curia Patriarcale di Antiochia dei Siri e responsabile della pastorale giovanile in Libano; <strong>Matilde Leonardi</strong>, neurologa e docente dell’Università Cattolica Ucraina di Leopoli; <strong>Shahid Mobeen</strong>, Presidente del Consiglio Italiano per la Libertà Religiosa e il Dialogo Interreligioso; <strong>Marinellys Tremamunno</strong>, giornalista e analista internazionale; <strong>Giovanni Orsina</strong>, storico e direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli; <strong>Luigi Crema</strong>, docente e giurista esperto di diritto internazionale, ed <strong>Emmanuele Di Leo</strong>, presidente della ONG internazionale Steadfast. A moderare il dibattito sono stati <strong>Marco Invernizzi</strong> e <strong>Maria Letizia Cavuoto</strong>.</p>
<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-53">Tra i relatori <strong>Emmanuele Di Leo</strong>, Presidente della ONG Steadfast , ha offerto una testimonianza cruda e appassionata sulla drammatica realtà dei cristiani perseguitati in Africa subsahariana, in particolare in Nigeria: «L’anno scorso ci eravamo lasciati con una domanda: <em>homo homini lupus</em> – l’uomo è lupo per l’uomo – è davvero l’unica strada? O l’uomo può scegliere di essere fratello? Quest’anno quella domanda trova quasi una risposta: “Ben venga, mia sorella Vita”. Perché dire sì alla vita, oggi, in tante parti del mondo, è un atto di coraggio. Letteralmente».</p>
<p id="p-rc_f623d51fb2a629c5-53">A margine dell’incontro abbiamo approfondito con Emmanuele Di Leo alcuni dei temi affrontati durante il panel, in particolare la condizione delle comunità cristiane nei principali teatri di crisi dell’Africa subsahariana, raccogliendo testimonianze dirette maturate nel corso della sua attività sul campo.</p>
<p>Il racconto prende avvio da Yelwata, nello Stato nigeriano di Benue, teatro di uno dei più gravi massacri degli ultimi mesi.</p>
<p>«Miliziani armati hanno circondato il mercato dove si erano rifugiate centinaia di sfollati. Sono entrati gridando “Allahu Akhbar”, hanno appiccato il fuoco alle case con la gente dentro, hanno aperto il fuoco sulla folla. Duecento morti. Papa Leone XIV lo ha chiamato “un terribile massacro”».</p>
<p>Poi la descrizione, quasi cinematografica, dei luoghi: «Io quei luoghi li conosco. Ho camminato in quelle stesse strade: strade di terra rossa che si attacca alle scarpe, che si solleva in nuvole ad ogni passo. Quella stessa terra rossa, alla domenica, si riempie di migliaia di persone che si raccolgono a cielo aperto per pregare e cantare. Cantano a Dio per ore. Cantano con un corpo intero, con le mani, con i piedi nella polvere».</p>
<p>Una fede che continua a manifestarsi nonostante la violenza: «Ora pensate che su quelle stesse strade, qualche ora prima, erano passati gli uomini armati, le moto, i fucili. La stessa polvere rossa. Lo stesso cielo aperto, sopra case che bruciavano».</p>
<h2 class="wp-block-heading">La denuncia: «Non sono fantasmi»</h2>
<p>«Conosco anche i nomi di chi viene a portare morte: Boko Haram. L’ISWAP. Le milizie Fulani, che nella fascia centrale della Nigeria stanno cancellando villaggi cristiani dalla mappa. Non sono fantasmi. Hanno nomi, comandanti, bandiere» portando numeri che definisce impossibili da ignorare: “Secondo l’ultimo rapporto Open Doors, nel mondo sette cristiani su dieci uccisi per la loro fede nell’ultimo anno sono morti in un solo Paese: la Nigeria. Il settanta per cento. Il totale degli ultimi anni supera le 5.600 vittime, 124 mila sfollati e oltre 2.100 chiese colpite o incendiate».</p>
<p>La crisi, però, non riguarda soltanto la Nigeria: «In Mozambico e Congo, in quattro giorni, ventidue cristiani sono stati uccisi, molti decapitati. In Burkina Faso quasi duemila civili sono morti dal 2023 e oltre cento chiese sono state distrutte. Dall’Etiopia arrivano nuove notizie di violenze contro minoranze religiose».</p>
<p>Per questo, osserva, la parola “genocidio” è tornata nel dibattito internazionale: «Non sono qui per la disputa sulle etichette. Ma una cosa è certa: in intere regioni dell’Africa subsahariana comunità cristiane che vivevano lì da secoli stanno scomparendo. Non per scelta. Per paura. Per violenza».</p>
<h2 class="wp-block-heading">«Babele o Gerusalemme»</h2>
<p>Di Leo richiama anche la recente enciclica <em>Magnifica Humanitas</em> di Papa Leone XIV: «Il Papa propone il bivio tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme. Un potere che si impone riducendo l’altro a un ostacolo da eliminare, oppure un popolo che si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna».</p>
<p>Una riflessione che, secondo il presidente di Steadfast, descrive perfettamente quanto accade oggi nei teatri di guerra. «Cambiano gli strumenti – un algoritmo, un fucile – ma la scelta di fondo resta quella: dominare o costruire insieme. Ciò che accade in Nigeria, Mozambico e Burkina Faso è Babele che si ripete con mezzi antichi».</p>
<p>Eppure, aggiunge, esiste anche un’altra storia: «C’è chi, in mezzo alle macerie, sceglie Gerusalemme: i sacerdoti che restano, le madri che la domenica portano comunque i figli in chiesa».</p>
<h2 class="wp-block-heading">Le proposte all’Europa</h2>
<p>Di Leo non si limita alla denuncia, lancia due proposte operative presentate durante il panel. La prima riguarda la cooperazione internazionale: «Chi riceve risorse per il proprio sviluppo deve impegnarsi a proteggere tutti i propri cittadini, comprese le minoranze di fede. Tutela, e allora collaboriamo; non tutela, e la cooperazione va ripensata».</p>
<p>La seconda riguarda l’Unione Europea: «L’Italia si faccia promotrice di un salto di qualità: trasformare l’Inviato speciale europeo per la libertà religiosa in una figura con vero peso politico, mandato pieno e budget dedicato. Un ufficio vuoto non serve a nessuno».</p>
<h2 class="wp-block-heading">Joel, il volto della domanda</h2>
<p>Il racconto prosegue con l’incontro con Joel, una bambina di sei anni ospite di un orfanotrofio in Nigeria: «Quando ho incrociato i suoi occhi ho visto una cosa che non so spiegare bene nemmeno adesso: in quegli occhi di bambina c’era lo sguardo di un’anziana. Uno sguardo che aveva visto troppo».</p>
<p>Le offre un biscotto e la prende in braccio per proteggerla dagli altri bambini. Poi arriva il momento di partire: «Sono salito in macchina. Lei era ancora lì, piccola, nell’angolo. Ma mi guardava. Dritto verso il finestrino. E con la sua manina mi ha salutato».</p>
<p>Da allora, confessa, quella domanda non lo ha più lasciato: «Joel è la “sorella vita” che aspetta ancora un “ben venga”. È la domanda lupo-o-fratello scritta negli occhi di una bambina di sei anni. E io quella domanda, da quel giorno, non riesco più a metterla via».</p>
<p>Nelle sue parole il richiamo al tema della libertà religiosa e delle persecuzioni anticristiane fuori dalle statistiche e dentro le storie. Perché, come ha ricordato Di Leo, «non siamo qui per i convegni o per le statistiche. Siamo qui perché da qualche parte, in questo momento, c’è un’altra Joel in attesa di qualcuno».</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>Intervista del &#8220;Il Nuovo Terraglio&#8221;</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>STEADFAST – SOLIDARIETÀ ALLA PREMIER GIORGIA MELONI: LA PREPOTENZA NON È POLITICA ESTERA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:27:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Le dichiarazioni rese dal Presidente Donald Trump nei confronti della Premier Giorgia Meloni costituiscono un fatto grave, che trascende la dimensione personale per investire quella istituzionale e diplomatica. Attribuire pubblicamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le dichiarazioni rese dal Presidente Donald Trump nei confronti della Premier Giorgia Meloni costituiscono un fatto grave, che trascende la dimensione personale per investire quella istituzionale e diplomatica. Attribuire pubblicamente al Capo di Governo di un Paese alleato comportamenti che la stessa Premier ha definito ‘completamente inventati’ non è un atto di forza, è un abuso della posizione dominante che la storia e la geografia assegnano agli Stati Uniti nel quadro delle relazioni atlantiche.” Così Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast.</p>
<p>“Esiste una distinzione fondamentale, nella teoria politica come nella prassi delle relazioni internazionali, tra l’esercizio legittimo dell’autorità e la sua deriva in prepotenza. Quando la potenza si esercita attraverso la forzatura anziché il rispetto reciproco, non consolida l’alleanza, la erode. L’Italia — nazione di antica civiltà e di solida tradizione diplomatica — porta nell’alleanza atlantica non sudditanza, ma contributo. E chi dimentica questa distinzione indebolisce l’Occidente, non lo serve.”</p>
<p>“La risposta della Premier Meloni è la risposta di uno Stato che conosce il proprio rango e non lo negozia sotto pressione.”</p>
<p>“Steadfast esprime solidarietà piena alla Premier, come persona e come rappresentante dell’Italia, e auspica che questo episodio divenga occasione di riflessione per tutti coloro che credono in un Occidente fondato non sulla sudditanza, ma sulla reciprocità tra nazioni che si riconoscono come pari nella dignità.”</p>
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		<title>RUINI, DI LEO (STEADFAST): «A DIO. GRANDE TESSITORE CHE HA UNITO VALORI E CULTURA IN DIFESA DELL&#8217;UOMO»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 21:16:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cordoglio del Presidente dell&#8217;organizzazione umanitaria Steadfast (NGO), Emmanuele Di Leo, per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini: «Il suo straordinario metodo della &#8220;tessitura&#8221; e il suo esempio guidano la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il cordoglio del Presidente dell&#8217;organizzazione umanitaria Steadfast (NGO), Emmanuele Di Leo, per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini: «Il suo straordinario metodo della &#8220;tessitura&#8221; e il suo esempio guidano la nostra missione quotidiana a tutela della vita e dei più fragili».</strong></p>
<p>Roma, 16 giugno 2026 – Con la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, l’Italia e la Chiesa non perdono soltanto un fine teologo e un uomo delle istituzioni, ma un autentico gigante del pensiero, un faro che ha saputo illuminare e guidare intere generazioni nel mare aperto della testimonianza civile e della difesa dell&#8217;uomo.</p>
<p>«Per me, per la mia storia e per l&#8217;azione che ogni giorno umilmente cerco di portare avanti attraverso l&#8217;agire di Steadfast, il Cardinal Ruini ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile», dichiara il Presidente Emmanuele Di Leo. «La sua straordinaria intuizione del &#8220;Progetto Culturale&#8221; ci ha insegnato che la fede e i valori antropologici non devono mai isolarsi, ma farsi cultura viva, dialogo a viso aperto con la società, capacità di incidere sulla realtà e sulla legislazione per il bene comune».</p>
<p>Ruini è stato il baluardo dei &#8220;principi non negoziabili&#8221;, colui che con fermezza, ma senza mai cadere in sterili ideologismi, ha difeso la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, la centralità della famiglia e la dignità dei più fragili contro ogni deriva eutanasica e utilitaristica.</p>
<p>«Ci ha insegnato la straordinaria arte della &#8220;tessitura&#8221;», prosegue Di Leo. «Quel saper unire intelligenze, mondi e sensibilità diverse attorno alla verità intrinseca dell&#8217;essere umano. Un metodo che ispira quotidianamente il nostro operare, sia nelle battaglie bioetiche internazionali a supporto dei bambini più indifesi, sia nel contrasto alle nuove schiavitù e allo sfruttamento dei più vulnerabili».</p>
<p>Oggi, mentre la terra si priva della sua presenza lucida e rigorosa, Steadfast raccoglie con forza e responsabilità il suo testimone. Il modo migliore per onorare la memoria del Cardinale Ruini sarà continuare a operare con lo stesso spirito di servizio, dietro le quinte e sul campo nelle terre di missione, per edificare una società in cui ogni vita debole, fragile e indifesa trovi sempre protezione, cura e pari dignità.</p>
<p>&#8220;A Dio, Eminenza, e grazie per la Sua immensa testimonianza&#8221;, conclude Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast (NGO), Organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL &#8220;FESTIVAL DELL&#8217;UMANO TUTTO INTERO&#8221; TORNA A ROMA: DUE GIORNI PER RISCOPRIRE LA REALTÀ COME PROMESSA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/il-festival-dellumano-tutto-intero-torna-a-roma-due-giorni-per-riscoprire-la-realta-come-promessa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:04:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 16 e 17 giugno 2026, presso il Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, si terrà la terza edizione del Festival dell'&#8221;Umano Tutto Intero&#8221;, l&#8217;appuntamento annuale del Network &#8220;Ditelo sui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il 16 e 17 giugno 2026, presso il Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, si terrà la terza edizione del Festival dell'&#8221;Umano Tutto Intero&#8221;, l&#8217;appuntamento annuale del Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221; – di cui Steadfast è organizzazione fondatrice – dedicato quest&#8217;anno, nell&#8217;VIII centenario dalla morte del Santo, al cammino esistenziale di Francesco d&#8217;Assisi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">&#8220;Ditelo sui Tetti&#8221; è oggi uno dei più rilevanti think tank di area cristiana del panorama italiano: una rete che mette in dialogo associazioni, movimenti, istituzioni e mondo della cultura attorno alle grandi domande del nostro tempo, con l&#8217;obiettivo di tradurre riflessioni esistenziali in proposte concrete per il bene comune – proposte che, appunto, si possano &#8220;dire sui tetti&#8221;. Il Festival è il momento più visibile di un lavoro che il Network porta avanti tutto l&#8217;anno, e che Steadfast, fin dalla sua nascita, ha contribuito a costruire e continua ad animare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il titolo di questa edizione – &#8220;Dalla parte delle creature!&#8221; – richiama lo spirito di San Francesco, e racconta bene il senso dell&#8217;iniziativa: due giorni pensati come un autentico pellegrinaggio esistenziale e pubblico, che ripercorre i passi del Santo attraverso cinque &#8220;luoghi&#8221; tematici – la giovinezza, il conflitto, le fragilità, l&#8217;essere figli, il centuplo – per interrogarsi su una domanda di fondo: la realtà è un nemico da fuggire, o può ancora diventare promessa di pienezza?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Un programma di altissimo profilo istituzionale ed ecclesiale</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Festival vedrà la partecipazione di oltre 100 ospiti, tra cui rappresentanti di primo piano delle istituzioni e della Chiesa. Tra i principali interventi:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Leone XIV, interverrà nelle conclusioni del Festival, in dialogo con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano, su &#8220;L&#8217;attesa, personale e pubblica, della &#8216;vita&#8217; di Francesco&#8221;, anche alla luce della recente Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Cardinal Matteo Zuppi, Presidente della CEI, e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani interverranno sui possibili percorsi di pace, nel panel dedicato a guerra e violenza nel mondo contemporaneo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, e Arianna Meloni, Segretario di Fratelli d&#8217;Italia, parteciperanno al panel &#8220;Le comunità, specie cattoliche, e il bene comune: addio o ripartenza?&#8221;, insieme alla Presidente del gruppo FI al Senato Stefania Craxi e al Presidente di +Europa Matteo Hallissey.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sono inoltre previsti gli interventi, tra gli altri, del Ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti, del Ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Ministro della Salute Orazio Schillaci, della Ministra per la famiglia Eugenia Roccella, del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, del Ministro dello Sport e delle politiche giovanili Andrea Abodi, della Sottosegretaria all&#8217;Istruzione Paola Frassinetti, del Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e della Sottosegretaria all&#8217;Economia Lucia Albano. Sul fronte ecclesiale, sono attesi il Cardinal Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, che celebrerà la Santa Messa della seconda giornata, e Mons. Ettore Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso l&#8217;ONU.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7158 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2.png" alt="" width="429" height="607" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2.png 1768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-212x300.png 212w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-724x1024.png 724w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-768x1086.png 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-1086x1536.png 1086w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-1448x2048.png 1448w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-2-600x848.png 600w" sizes="auto, (max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a>Steadfast al panel sul conflitto globale</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tra gli appuntamenti più attesi della prima giornata, martedì 16 giugno (ore 18:30 circa), il panel &#8220;Guerra e violenza: unico disumano (dis)ordine mondiale? Dove i popoli (e i cristiani) soffrono&#8221; vedrà la partecipazione del nostro Presidente, Emmanuele Di Leo, insieme – tra gli altri – al già citato Ministro Tajani e al Cardinal Zuppi, a S.E.R. Mons. Jules Boutros, alla neurologa Matilde Leonardi e a Shahid Mobeen, Presidente del Consiglio Italiano per la Libertà Religiosa e Dialogo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per chi conosce il lavoro sul campo di Steadfast, in Africa e in altri contesti fragili, questo tema non è un esercizio retorico: è la realtà quotidiana di popoli e comunità cristiane che pagano un prezzo altissimo a conflitti che sembrano non avere fine. Portare questa testimonianza dentro un confronto di questo livello è parte della missione che il Network &#8220;Ditelo sui Tetti&#8221; – e Steadfast con esso – porta avanti da anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Due giorni di incontri, arte, musica e teatro</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il programma affronta, con linguaggi diversi – testimonianze dirette, opere d&#8217;arte, cinema, teatro, musica – temi che attraversano l&#8217;attualità più stringente: il disagio giovanile e le dipendenze, la crisi della giustizia, i conflitti internazionali, la disabilità, le questioni di inizio e fine vita, il lavoro come dimensione di realizzazione della persona, il ruolo della famiglia e delle comunità nella società.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il Festival si apre martedì 16 giugno alle 12:30 con l&#8217;accoglienza e l&#8217;inaugurazione della mostra &#8220;Giovani: davvero buoni a nulla&#8230;?&#8221;, e prosegue con lo spettacolo serale &#8220;Un &#8216;mondo&#8217; di nuovo&#8230; Nuovo!&#8221;. Si chiude mercoledì 17 giugno in serata con lo spettacolo &#8220;Per una Giovane Italia&#8221;, durante il quale verrà presentato un Manifesto di denuncia e proposte rivolto al mondo giovanile.</p>
<blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>L&#8217;ingresso è libero, per informazioni scrivi a <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:segreteria@suitetti.org">segreteria@suitetti.org</a>.</strong> Vi aspettiamo numerosi, il 16 e 17 giugno, al Pio Sodalizio dei Piceni, Piazza di San Salvatore in Lauro 15, Roma.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a style="color: #ff0000; text-decoration: underline;" href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-6.pdf">Scarica il programma</a></span> </span>e iscriviti cliccando sul cuore nella prima pagina!</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"><a href="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/06/PROGRAMMA-3°-Festival-6.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">PROGRAMMA 3° Festival (6)</a></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>STEADFAST: «LE PAROLE DI GIANNINI SONO UN ATTACCO ALLA DIGNITÀ UMANA. LA VITA NON È UNA PRESTAZIONE DA MISURARE»</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/steadfast-le-parole-di-giannini-sono-un-attacco-alla-dignita-umana-la-vita-non-e-una-prestazione-da-misurare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 10:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Human Rights]]></category>
		<category><![CDATA[ItaliAid]]></category>
		<category><![CDATA[LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[News Steadfast]]></category>
		<category><![CDATA[SoniAid]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 7 maggio 2026 – «Le dichiarazioni del giornalista Massimo Giannini durante la trasmissione DiMartedì non possono essere lasciate cadere nel silenzio. Affermare che la vita di un essere umano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="_aupe copyable-text x15bjb6t x1n2onr6"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z">Roma, 7 maggio 2026 – «Le dichiarazioni del giornalista Massimo Giannini durante la trasmissione DiMartedì non possono essere lasciate cadere nel silenzio. Affermare che la vita di un essere umano su una sedia a rotelle sia &#8220;inutile&#8221; se non finalizzata al &#8220;fare&#8221; è un errore antropologico prima ancora che una caduta di stile. È l’espressione più cruda di quella &#8220;cultura dello scarto&#8221; che Steadfast combatte ogni giorno in Italia e nel mondo.»</span></p>
<p class="_aupe copyable-text x15bjb6t x1n2onr6"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z">Con queste parole Venere Fiorenza, Direttore Generale di Steadfast, Organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani, esprime il profondo sdegno per il commento del giornalista, che per attaccare il Governo, lo paragona alla condizione di una persona con grave disabilità.</span></p>
<p class="_aupe copyable-text x15bjb6t x1n2onr6"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z">«La dignità di una persona non dipende dalla sua efficienza fisica, dal PIL che produce o dalla sua capacità di essere utile alla società secondo parametri utilitaristici. La dignità risiede nell&#8217;essere umano in quanto tale, dal concepimento fino alla morte naturale. Liquidare vent’anni di esistenza fragile come &#8220;inutili&#8221; significa ignorare il valore infinito di ogni vita e il dolore, ma anche la forza, di migliaia di famiglie che assistono i propri cari con amore e dedizione totale.»</span></p>
<p class="_aupe copyable-text x15bjb6t x1n2onr6"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z">Steadfast, attraverso il programma LifeAid, ha coordinato la difesa della vita di molteplici bambini e adulti fragili in tutto il mondo, proprio per proteggere le famiglie dalle pretese di un sistema sanitario che troppo spesso considera la cura un costo e la fragilità un peso.</span></p>
<p class="_aupe copyable-text x15bjb6t x1n2onr6"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z">«È inquietante – continua Fiorenza – che in uno studio televisivo una simile affermazione sia passata senza che nessuno esprimesse il minimo dissenso. Questo silenzio è il sintomo di un pericoloso cambio di paradigma: se accettiamo l&#8217;idea che esistano vite &#8220;inutili&#8221;, stiamo legittimando l&#8217;abbandono dei più deboli.»</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EPSTEIN: L’INGEGNERIA DEL MALE E LA TRATTA DEL POTERE</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/epstein-lingegneria-del-male-e-la-tratta-del-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SteadfastNGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Human Rights]]></category>
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					<description><![CDATA[I dossier del Dipartimento di Giustizia USA (DoJ) sul caso Jeffrey Epstein non descrivono una serie di reati sessuali, ma un’architettura di potere fondata sulla distruzione programmata dell’individuo. Non siamo di fronte a un "istinto cieco", ma a una scelta razionale e burocratizzata del male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7131 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2.png" alt="" width="252" height="315" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2.png 2025w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-240x300.png 240w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-819x1024.png 819w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-768x960.png 768w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-1229x1536.png 1229w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-1639x2048.png 1639w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2026/02/epstein-2-600x750.png 600w" sizes="auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px" /></p>
<p>I dossier del Dipartimento di Giustizia USA (DoJ) sul caso Jeffrey Epstein non descrivono una serie di reati sessuali, ma un’architettura di potere fondata sulla distruzione programmata dell’individuo. Non siamo di fronte a un &#8220;istinto cieco&#8221;, ma a una scelta razionale e burocratizzata del male. I verbali rivelano una metodologia agghiacciante: l&#8217;utilizzo di risorse finanziarie illimitate non solo per acquistare corpi, ma per costruire un sistema di &#8220;grooming&#8221; piramidale e ricatto tecnologico.</p>
<p>Dalle carte emerge un protocollo di dominio preciso. Little Saint James era un laboratorio di coercizione e sorveglianza sistemica. L’élite coinvolta non cercava il piacere, ma l’esercizio di una sovranità illegittima sulla vita altrui. La gravità dei fatti è documentata dai database di ricatto creati da Epstein: il corpo dei minori veniva trasformato in &#8220;asset strategico&#8221; per manipolare dinamiche diplomatiche e finanziarie. Questa élite faceva il male sapendo di farlo, trasformando la tortura e l&#8217;abuso in uno strumento di gestione del potere. È il lato più malato della mente umana: quello che trae piacere dall&#8217;annientamento della dignità attraverso un&#8217;organizzazione scientifica del crimine. Quando l&#8217;uomo pretende di porsi al di sopra della legge naturale, la sua regressione allo stato di predatore non perde ferocia solo perché ammantata nel lusso: è un’animalità resa intoccabile da capitali immensi e da una rete di complicità istituzionali che garantiscono l&#8217;impunità.</p>
<p>Il caso Epstein è lo specchio di una realtà globale che i rapporti più recenti delineano con spietata chiarezza. Secondo il Global Report on Trafficking in Persons 2024 dell&#8217;UNODC, la tratta non è affatto un fenomeno in calo. Al contrario, il numero di minori vittime di tratta identificati a livello globale è aumentato del 31% rispetto alle rilevazioni precedenti. Oggi, un terzo di tutte le vittime di tratta identificate nel mondo è un bambino.</p>
<p>Il rapporto evidenzia come lo sfruttamento sessuale rimanga la forma principale di tratta nei paesi ad alto reddito, proprio dove operava la rete di Epstein. In America del nord solo nel 2022 sono state identificate circa 16.999 vittime, di cui il 29% sono minori. In Messico e America centrale i dati fanno rabbrividire: il 67% delle vittime identificate nella regione è minorenne; Il 62% della tratta riguarda fini sessuali, colpendo prevalentemente ragazze minorenni. Secondo i dati Eurostat pubblicati nel 2025, sono state registrate oltre 10.000 vittime di tratta nell&#8217;UE nel solo 2024. Il 63,3% di queste vittime è costituito da donne e ragazze. Nel Sud-Est Asiatico quasi una vittima su due (47%) è un minore, si registra una crescita allarmante del turismo sessuale minorile e della diffusione online di contenuti di abuso. Inoltre, come documentato dalla World Watch List 2025, la vulnerabilità di donne e minori è oggi esasperata da conflitti e persecuzioni che rendono intere comunità &#8220;bacini di pesca&#8221; per reti criminali d&#8217;élite. Nel 2024, l&#8217;ONU ha verificato 7.402 casi di reclutamento di bambini nei conflitti. Le situazioni più gravi riguardano la Repubblica Democratica del Congo, dove il reclutamento è cresciuto del 36% in due anni, la Nigeria, la Somalia, la Siria e il Myanmar. Questi non sono numeri &#8220;bassi&#8221;: sono la punta di un iceberg alimentato dall&#8217;impunità. Se in Africa la tratta è alimentata dalla miseria, nel sistema Epstein è alimentata dal sadismo del potere che agisce al di sopra di ogni legge naturale e civile.</p>
<p>Se l&#8217;élite può pianificare l’abuso come un investimento finanziario o un’arma di ricatto, il concetto stesso di &#8220;diritto umano&#8221; è stato svuotato dall’interno, ridotto a un simulacro buono per i convegni mentre nelle ville schermate si consuma la barbarie. Non è una questione solo morale, ma di sopravvivenza della civiltà: o la dignità umana è un valore assoluto e invalicabile, oppure siamo tornati alla legge della giungla, rivestita di jet privati, caviale e schermi ad alta definizione.</p>
<p>La ragione ci impone di guardare ai dossier DoJ come a un monito finale: il male delle élite è letale perché è organizzato e protetto da schermi &#8220;diplomatici&#8221;. Non basta lo sdegno; serve una risposta normativa globale che equipari queste pratiche a crimini contro l&#8217;umanità, senza sconti e senza zone d&#8217;ombra. Dobbiamo smantellare l&#8217;idea che la vita fragile possa essere un oggetto di consumo o un gioco per potenti. Ci sono verità scritte nelle migliaia di pagine dei dossier Epstein, come altrettante verità che rimangono celate nel buio dell&#8217;abisso di menti umane malate: il silenzio è complicità, l&#8217;azione è l&#8217;unica forma di dignità rimasta.</p>
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