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	<title>Manuela Miraglia &#8211; Steadfast</title>
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	<title>Manuela Miraglia &#8211; Steadfast</title>
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	<item>
		<title>TRASCRIZIONI: IL PARLAMENTO EUROPEO IDEOLOGICO IMPONE UN PENSIERO IPOCRITA E NON VINCOLANTE</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/trascrizioni-il-parlamento-europeo-ideologico-impone-un-pensiero-ipocrita-e-non-vincolante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 09:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Parlamento europeo ha trovato il tempo di votare, per alzata di mano, un emendamento contro la circolare del nostro Governo sul rispetto del divieto di trascrizione di certificati esteri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento europeo ha trovato il tempo di votare, per alzata di mano, un emendamento contro la circolare del nostro Governo sul rispetto del divieto di trascrizione di certificati esteri in cui un bambino nato da utero in affitto risulti figlio non solo del padre biologico ma del suo compagno che con lui non ha ovviamente nessun legame biologico.<br />
La giurisprudenza italiana ha stabilito che per tutelare un bambino nato da utero in affitto è necessario un accertamento giudiziale che stabilisca che il legame con il “genitore di intenzione” sia davvero nel superiore interesse del minore senza nessun riconoscimento automatico di quanto certificato all’estero che, secondo la Cassazione, attua piuttosto l’interesse “degli adulti che aspirano ad avere un figlio a tutti i costi”.</p>
<p>La linea scelta dall’Italia, per altro, è allineata a quanto richiesto dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) quando stabilisce che “in un ordinamento che disapprova la gestazione per altri, non è affatto necessario che il rapporto del nato da madre surrogata con il committente privo di legame genetico con esso sia formalizzato ab initio mediante trascrizione del provvedimento estero che ne accerti il carattere genitoriale”.</p>
<p>La risoluzione del Parlamento europeo è errata nella sostanza, priva di presupposti giuridici e, oltretutto, non vincolante per lo Stato Italiano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FABIO E FEDERICO HANNO SCELTO DI MORIRE, NOI ABBIAMO SCELTO Di VOLTARCI</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/fabio-e-federico-hanno-scelto-di-morire-noi-abbiamo-scelto-di-voltarci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 18:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LifeAid]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Fabio Ridolfi, 46 anni, marchigiano, morto lunedì 13 giugno, di sera. Era tetraplegico, da 18 anni immobilizzato a letto, senza poter muovere nessuna parte del corpo, se non gli occhi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fabio Ridolfi, 46 anni, marchigiano, morto lunedì 13 giugno, di sera. Era tetraplegico, da 18 anni immobilizzato a letto, senza poter muovere nessuna parte del corpo, se non gli occhi, a causa di una patologia irreversibile: la tetraparesi da rottura dell’arteria basilare.<br />
Una vita dura, una sofferenza insopportabile, che lo hanno portato a fare appelli per poter mettere fine alla propria vita e infine ad entrare in contatto con chi gli ha proposto l’eutanasia come unica soluzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Federico Carboni, 44 anni, conosciuto finora come &#8220;Mario&#8221;, stesse origini marchigiane, morto il 16 giugno, di mattina. Anche lui tetraplegico e immobilizzato a letto, a seguito di un incidente stradale avvenuto 11 anni fa.<br />
Anche per lui suggerimenti di porre fine alla propria vita con l’eutanasia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;associazione Coscioni, con Marco Cappato e Mina Welby, sono stati in prima linea per condurli a morte.<br />
Due storie simili, due dolori identici, la stessa proposta: il suicidio assistito, ottenere una morte veloce e indolore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Federico si è autosomministrato un farmaco letale sotto la supervisione di Mario Riccio, 63enne anestesista e dirigente dell’associazione Coscioni, già protagonista nel distacco dei supporti vitali che portò alla morte Piergiorgio Welby.<br />
Il Comitato etico regionale aveva riconosciuto i requisiti per accedere alla morte medicalmente assistita secondo la sentenza della Corte Costituzionale 242 (Cappato-dj Fabo del 2019) anche se attualmente manca la legge che di fatto permetta di praticare qualunque suicidio assistito con gli strumenti e il personale del Servizio sanitario.<br />
Una morte, dunque, a cui si è affiancato un medico che non ha agito come espressione del SSN, ma come prestatore d’opera privato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fabio invece, nonostante avesse i requisiti per accedere alla morte medicalmente assistita secondo la stessa sentenza, ha deciso di revocare il consenso alla nutrizione e alla idratazione artificiali, morendo dopo ore di sedazione profonda, stanco dei ritardi burocratici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fanno rabbrividire le parole di Cappato e Welby: «Fabio non è morto immediatamente come avrebbe voluto».<br />
Addirittura si rammaricano!<br />
Non perché un uomo è morto in una situazione paradossale, ma semplicemente perché lo scopo di morire subito non è stato raggiunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’unico vero rammarico qui deve averlo la società, che lascia in mano persone deboli, malate, sofferenti a personaggi che li usano per le proprie campagne di morte e non è in grado di offrire una valida alternativa per dire sì alla vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Affiancare un malato, fisicamente e psicologicamente, è difficile, richiede fatica, presenza costante, denaro. È facile cadere nello sconforto, sentirsi abbandonati. Non giudichiamo minimamente chi cade nella trappola della morte &#8220;compassionevole&#8221;. La colpa non è certo loro.<br />
La colpa è nostra che li lasciamo avvicinare da chi propone scelte comode e sbrigative anziché prodigarci per offrire ciò che serve loro anzi, spesso queste situazioni diventano capri espiatori di tifoserie da stadio come se ci fosse godimento nel vedere finalmente qualcuno morire.<br />
Perfino di fronte alla morte c’è chi è in grado di gioire, è davvero giunto il momento che la società si interroghi sulla direzione da prendere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GENOCIDIO CRISTIANO IN NIGERIA. DALLA UE SOLO RETORICA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/genocidio-cristiano-in-nigeria-dalla-ue-solo-retorica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 18:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[NigeriAid]]></category>
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					<description><![CDATA[È ANCHE LA MIA GENTE!!! Non vi nascondo che gli ultimi fatti di sangue accaduti in Nigeria, mi hanno creato un forte sgomento. Dopo aver sentito cosa è stato detto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-6145 alignright" src="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2022/06/FB_IMG_1654868576058-300x272.jpg" alt="" width="300" height="272" srcset="https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2022/06/FB_IMG_1654868576058-300x272.jpg 300w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2022/06/FB_IMG_1654868576058-600x544.jpg 600w, https://www.steadfast.ngo/wp-content/uploads/2022/06/FB_IMG_1654868576058.jpg 670w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />È ANCHE LA MIA GENTE!!!<br />
Non vi nascondo che gli ultimi fatti di sangue accaduti in Nigeria, mi hanno creato un forte sgomento. Dopo aver sentito cosa è stato detto ieri a Strasburgo, in seduta plenaria dall’Unione Europea, il mio malessere è aumentato. Questa omertà attuata dall’occidente non gioverà a nessuno, tantomeno al popolo nigeriano. Tramite il seguente articolo, ho voluto dire quello che molti politici omettono, con il loro ciarlare. Mi rendo conto che non è semplice mettere a galla il marciume, ma è necessario! Quantomeno io sento il dovere di farlo, visto anche la responsabilità che ho verso questo bellissimo popolo, che mi ha voluto dare l’importante riconoscimento di Igwe. È anche la mia gente e per questo non starò in silenzio!</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>di: Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante che, la persecuzione dei cristiani sembri non essere un tema di elevato interesse per la politica occidentale, a Strasburgo ieri sera &#8211; seppur solo in tardo orario &#8211; il Parlamento Europeo ha discusso sul genocidio dei cristiani che da tempo sta avvenendo in Nigeria. Non conta quanti dibattiti o arringhe prorompenti vengano fatti. Contano le azioni concrete! L’intervento di apertura della discussione del Vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, mi ha lasciato veramente basito. Vedere che la Commissione UE non abbia ben inteso il serio e profondo problema nigeriano, presenta plasticamente l’incapacità di azione del nostro continente in merito a questi massacri. Le cause dell’attuale scenario nigeriano, secondo Dombrovskis, “non sono radicate nella religione” ma da “attacchi indiscriminati per creare panico e dividere la società”. Gli esecutori, per il Vicepresidente, sono “reti diffuse di criminali”. Attacchi “dovuti a circostanze locali: povertà endemica, scarsità di accesso ai servizi pubblici, concorrenza per le risorse, poca istruzione, disoccupazione”…. Scarsità di accesso ai servizi pubblici?! Basta solo questa affermazione per comprendere il livello della discussione ingaggiata ieri sera. È inammissibile che la Commissione UE si lavi la coscienza ribadendo che l’Unione sta ponendo un “approccio integrato che collega aspetti umanitari, di sicurezza, politici e di sviluppo.” Affermando che “segue i casi di diritti umani e già offre un contributo per intervenire sulla giustizia, creando una rete di organizzazioni sui diritti umani”. Parole, sono solo parole, come cita il brano musicale della cantante pop, Noemi. Parole vuote di contenuto, vuote di azioni pragmatiche, con evidente mancanza di concretezza!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma andiamo alla questione principale: cosa sta succedendo da tempo in Nigeria? Il Gigante dai piedi di argilla &#8211; come viene definita la nazione nigeriana &#8211; nonostante sia la prima potenza economica africana, vede milioni di persone a rischio fame, un’imponente problema di corruzione e gruppi di terroristi islamici che flagellano il territorio. La Nigeria ha una presenza musulmana nel nord del Paese e il centro-sud è cristiano. Ricca di materie prime, specialmente al sud, è un appetibile boccone per chi è affamato di potere e ricchezze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per far capire bene il cuore pulsante del problema che ha innescato gli ennesimi episodi di sangue in Nigeria, devo andare indietro di qualche tempo. Siamo nel 2014-15 e la presidenza nigeriana di Goodluck Ebele Jonathan, è al suo ultimo anno. Jonathan è il secondo presidente cristiano nella storia della Nigeria e il suo mandato ha cercato di risolvere tanti annosi problemi della sua nazione, in primis la corruzione e il contrasto all’analfabetismo delle nuove generazioni, specialmente nei territori del nord. Premetto che in Nigeria, a prescindere i partiti, la contesa politica è tra due fazioni: quella musulmana e quella cristiana. Possiamo ben capire che spesso i mezzi utilizzati per il successo politico, non sono convenzionali. Infatti per arrestare il forte successo del Presidente Jonathan, la contro parte era ben disposta a tutto. Non a caso, la coincidenza che proprio agli inizi del 2015, ultimo periodo di presidenza di Goodluck Jonathan, il gruppo terroristico islamico Boko Haram, ha intensificato i suoi attacchi verso i cristiani. Nel 2015 i cristiani uccisi nel mondo sono stati 7.100 di cui 4.028 solo in Nigeria, secondo la World Watch List di Porte Aperte. Una tattica molto chiara ed efficace: creare terrore per indurre la popolazione a scegliere un nuovo presidente di religione musulmana. Cosa che avviene nelle elezioni presidenziali del 2015. Ad oggi al suo secondo mandato è in carica ancora il Presidente Bhuari, di etnia Fulani. La data delle prossime elezioni sarà nel 2023. Prevedo quindi che i prossimi mesi, saranno molto duri per i cristiani della Nigeria, perché la tattica è sempre la stessa. Lo scorso attentato a Owo, non è il primo e non sarà l’ultimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ho recentemente affermato il terrorismo islamico che ha visto e vede Boko Haram, ISIS e oggi i Fulani, massacrare migliaia di cristiani, rappresenta solo un mero strumento di un potere superiore, che a tutti i costi vuole affermare il suo volere ideologico e impadronirsi dei territori del sud, ricchi di materie prime.<br />
Infatti ad oggi, nonostante che la Commissione Ue li definisce come “semplici criminali”, il problema principale non è più Boko Haram, ma bensì l’inarrestabile e sanguinosa avanzata dei pastori Fulani. Essi non sono una etnia nigeriana, provengono dal Medioriente e non sono semplici allevatori. Estremisti islamici che da tempo cercano di espandere la loro egemonia. In passato, dopo essersi diffusi in Senegal, Gambia, Mali, Sudan, Camerun, Niger e Congo, sono giunti anche in Nigeria, occupando principalmente i territori del nord. Nomadi mandriani con obiettivi ben precisi: l’islamizzazione e la fulanizzazione di tutta la Nigeria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi ritornando alla bella retorica ascoltata ieri a Strasburgo in seduta plenaria, il problema nigeriano non è riconducibile al clima o alla mancanza di territori per i pascoli, tantomeno alla scarsità di accesso ai servizi pubblici. Un’ipotetica soluzione ai massacri che stanno avvenendo in Nigeria, si potrà ottenere solo con un impegno fattivo e concreto della Unione Europea. Non basta istituire un commissario al dialogo interreligioso, serve un’azione diretta: minacciare sanzioni, interrompere i sostegni economici al governo nigeriano, sospendere la cooperazione. Allora sì che potremmo vedere un concreto e fattivo impegno del Governo della Nigeria per ristabilire la pace.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SANTA MARTA GROUP: LA MOSSA DEL PAPA CONTRO LA TRATTA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/santa-marta-group-la-mossa-del-papa-contro-la-tratta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 19:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Santa Marta Group è un’alleanza globale di capi di polizia, vescovi e comunità religiose di tutto il mondo che lavorano in collaborazione con la società civile nella lotta contro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Santa Marta Group è un’alleanza globale di capi di polizia, vescovi e comunità religiose di tutto il mondo che lavorano in collaborazione con la società civile nella lotta contro la tratta degli esseri umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La coalizione è nata nel 2014 su iniziativa della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Si è riunita per la prima volta a Roma, firmando una dichiarazione in cui si impegnava a collaborare per porre fine a questa industria illegale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta dopo la pandemia, il vertice si è riunito dal 17 al 19 maggio scorso in presenza, presso la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali del Vaticano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster, Presidente del Santa Marta Group, ha salutato il duro lavoro svolto dai delegati e ha osservato che la lotta contro la tratta di esseri umani è più urgente e importante che mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Dobbiamo ricordare che la tratta di esseri umani è un&#8217;attività criminale estremamente redditizia e coloro che la portano avanti non hanno limiti, sia nella loro brama di profitto che nella loro insensibile indifferenza per la dignità delle persone. Devono essere fermati e le vittime salvate, amate e sostenute».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ROMPERE IL MODELLO FINANZIARIO DI QUESTO MOSTRUOSO COMMERCIO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Siamo decisi &#8211; dice Nichols &#8211; a collaborare per ottenere la confisca dei profitti realizzati, il &#8216;prezzo del sangue&#8217; che arricchisce il criminale. Lavoreremo per effettuare il sequestro dei loro beni».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Kevin Hyland, primo commissario indipendente contro la schiavitù del Regno Unito, è intervenuto sul tema: «Se una persona ha guadagnato denaro dalla schiavitù, quel profitto deve essere preso e utilizzato per risarcire le vittime»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri emersi dalla conferenza sono da capogiro: 40 milioni nel mondo le persone vittime dirette della tratta di esseri umani e della schiavitù moderna, 150 miliardi di dollari le entrate generate da questo settore e nemmeno l&#8217;uno per cento viene investito per combatterlo !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FOCALIZZARSI SULLA VITTIMA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giudice keniota Roselyn Nambuye ha affermato che a volte i sopravvissuti spesso si vergognano di parlare, è per questo necessario cambiare le forze di polizia per ispirare &#8220;cordialità e fiducia&#8221; in modo che le vittime possano farsi avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Abbiamo bisogno del sostegno dei sopravvissuti, abbiamo bisogno che loro raccontino le storie, perché i giovani africani che vogliono partire capiscano cosa li aspetta se anche loro scapperanno dalle loro case».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Juan Carlos Hernandez, capo della polizia federale argentina: «Anche se è necessario mettere i sopravvissuti al primo posto, seguiremo i soldi che questi miserabili [criminali] fanno. Questo è l&#8217;effetto iceberg: non possiamo accontentarci di ciò che vediamo, aiutare i sopravvissuti e imprigionare i criminali. Molti altri &#8216;beneficiano&#8217; di questo crimine».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I MIGRANTI SONO IL BERSAGLIO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spesso i migranti sono il bersaglio dei trafficanti di esseri umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hyland ha affermato che i lavoratori migranti sono necessari in tutto il mondo, motivo per cui sono necessarie rotte migratorie sicure.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Se quando le persone arrivano sono integrate, hanno opportunità di lavoro legittime e un conto in banca, aggiungeranno molto alla comunità», ha affermato. «Ma se i governi evitano di legittimare rotte migratorie adeguate e sicure, il pericolo cresce&#8230; così come le opportunità per i criminali».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La conferenza internazionale si è conclusa con i saluti e i ringraziamenti del Santo Padre a tutti i membri, con l&#8217;invito a «sradicare queste attività criminali, che violano la dignità e i diritti di uomini, donne e bambini» e a «sostenere, accompagnare e reintegrare le vittime della tratta di esseri umani nelle nostre comunità e di assisterle nel processo di guarigione e di recupero della loro autostima».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RUSSIA, STRANIERI E MATERNITÀ SURROGATA. LA GUERRA NON HA IMPEDITO UN DISEGNO DI LEGGE</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/russia-stranieri-e-maternita-surrogata-la-guerra-non-ha-impedito-un-disegno-di-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 10:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[La maternità surrogata commerciale è legale solo in alcuni paesi, tra cui Russia, Ucraina, Georgia e alcuni stati degli Stati Uniti. Un piccolo passo sta però avvenendo in Russia per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La maternità surrogata commerciale è legale solo in alcuni paesi, tra cui Russia, Ucraina, Georgia e alcuni stati degli Stati Uniti. Un piccolo passo sta però avvenendo in Russia per impedire agli stranieri di utilizzare i servizi delle sue madri surrogate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo una prima lettura martedì scorso, il disegno di legge è stato approvato quasi all&#8217;unanimità. Dovrà subire altre due letture prima di essere riesaminato dalla camera alta del parlamento russo e convertito in legge dal presidente Vladimir Putin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Non sappiamo chi siano i loro genitori, i loro cosiddetti &#8220;mamma&#8221; e &#8220;papà&#8221; e perché stiano comprando un bambino», ha detto Vasily Piskaryov, un legislatore del partito al potere Russia Unita. Ha inoltre affermato che è difficile tenere traccia di dove vadano i bambini nati da madri surrogate dopo la nascita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si riesce ad avere traccia del destino di un solo bambino !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Piskaryov ha aggiunto che circa 40.000 bambini nati da madri surrogate russe sono stati cresciuti da genitori stranieri al di fuori del paese. «Perché dovremmo spendere i nostri fondi per risolvere i problemi demografici di altri paesi?» ha detto, chiedendo che a tutti i bambini nati in Russia venga automaticamente concessa la cittadinanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, i parlamentari non avranno certamente dimenticato quanto successo nel 2020, quando fino a 1.000 bambini nati da madri surrogate in Russia sono rimasti bloccati nel Paese dopo la chiusura dei confini per arginare la diffusione del Covid e oltre 60 bambini in Ucraina, parcheggiati come merce stoccata in un albergo di Kiev. Il loro pianto consolato da personale in camice bianco e non dalla loro mamma, colei che li ha messi al mondo, ancora ci spezza il cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non solo il benessere dei bambini surrogati, ma anche lo sfruttamento delle persone più vulnerabili sembrano essere le motivazioni trainanti di questo disegno di legge. Noi ricordiamo infatti l&#8217;elevatissimo rischio di tratta di esseri umani a cui questa pratica è soggetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Insomma, a volte ribadire l&#8217;ovvio in un mondo che considera qualsiasi capriccio come un diritto, a discapito dei più vulnerabili, sembra inutile e demotivante e lungi questo disegno di legge dall&#8217;essere sufficiente, dal momento che non abolisce del tutto la maternità surrogata nel paese. Noi però vogliamo gioire di questo piccolo passo in avanti per contrastarla.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RAPIMENTO A SCOPO DI ESTORSIONE, L&#8217;ENNESIMA PIAGA DELLA NIGERIA</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/rapimento-a-scopo-di-estorsione-lennesima-piaga-della-nigeria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 19:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NigeriAid]]></category>
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					<description><![CDATA[Padre Felix Zakari Fidson, rapito il 24 marzo e rilasciato il 3 maggio. &#160; Don Leo Raphael Ozigi, rapito domenica 27 marzo e rilasciato l’8 aprile. &#160; Padre Joseph Akete [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Padre Felix Zakari Fidson, rapito il 24 marzo e rilasciato il 3 maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Don Leo Raphael Ozigi, rapito domenica 27 marzo e rilasciato l’8 aprile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Padre Joseph Akete Bako, rapito la notte dell’8 marzo in un assalto alla casa parrocchiale. Ucciso dai suoi rapitori tra il 18 e il 20 aprile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Con cuore affranto, ma con totale sottomissione alla volontà di Dio, annunciamo la morte di p. Joseph Aketeh Bako, avvenuta nelle mani dei suoi rapitori tra il 18 e il 20 aprile 2022». Così il cancelliere dell’Arcidiocesi di Kaduna, p. Christian Okewu Emmanuel, ha annunciato la morte del parroco della chiesa cattolica di San Giovanni, a Kudenda, nello stato di Kaduna.<br />
P. Bako, 48 anni, era stato sequestrato da uomini armati che avevano assalito la canonica alle ore 1,30 della notte dell’8 marzo. Insieme a lui era stato rapito pure suo fratello che era andato a trovarlo. «Suo fratello è stato ucciso in sua presenza e a seguito di questo, le sue condizioni (era malato da tempo) sono peggiorate ed è morto». «Non abbiamo recuperato il corpo, ma abbiamo conferma della morte. Le persone che sono state rapite insieme a lui lo hanno visto morire».<br />
Nelle settimane successive al rapimento si erano diffuse voci della morte di p. Bako a seguito di asserite sevizie inferte dai sequestratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E apprendiamo dall&#8217;agenzia Fides dell&#8217;ultimo rapimento. Don Alphonsus Uboh, parroco della chiesa San Pio X, nello Stato di Akwa Ibom, nel sud della Nigeria, rapito domenica 8 maggio mentre era nella sua parrocchia. Secondo quanto riferito dai testimoni, uomini armati in sella a motociclette hanno preso d&#8217;assalto i locali della parrocchia dopo la conclusione delle celebrazioni per la festa della mamma e di un evento di raccolta fondi.<br />
Il pomeriggio del 9 maggio il sacerdote è riuscito a contattare il presidente del consiglio parrocchiale dicendo di essere trattenuto in una foresta di cui non conosce l&#8217;ubicazione e che i suoi rapitori chiedono un riscatto di 100 milioni di naira nigeriane ($ 240.000) per il suo rilascio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un fenomeno preoccupante quello dei rapimenti a scopo di estorsione, che ha portato il Senato nigeriano ad approvare un disegno di legge, ancora da discutere alla Camera dei Rappresentanti prima di essere approvato e firmato dal Capo dello Stato, che punisce con la reclusione di almeno 15 anni chi paga un riscatto per liberare una persona rapita e con la pena di morte il rapitore, in caso di morte delle vittime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Vescovi nigeriani da anni hanno vietato il pagamento di riscatti in caso di rapimento di membri del personale ecclesiastico e religioso, ma il disegno di legge ha suscitato forti polemiche nel paese, dietro di esso si nasconde l&#8217;incapacità da parte delle istituzioni di garantire la sicurezza dei cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Emmanuele Di Leo: «Assistere, seppur al di là di uno schermo, alle carneficine che spesso insaguinano questo paese è devastante. Rimango però ancora più addolorato quando a morire sono operatori di pace come cooperatori internazionali o sacerdoti, uomini che conoscono e accettano il rischio di divenire bersaglio di una ferocia che solo l&#8217;odio o l&#8217;estrema povertà possono spiegare.<br />
I veri operatori di pace accettano questo rischio perché tutto ciò che è scontato a casa nostra, come la pace, l&#8217;istruzione o la salute, lo diventi anche in quei territori».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>GESTAZIONE PER ALTRI: COME PUÒ ESSERE SOLIDALE UNA PRATICA CHE PORTA SOLO DOLORE, SFRUTTAMENTO E TRAFFICO DI ESSERI UMANI?</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/gestazione-per-altri-come-puo-essere-solidale-una-pratica-che-porta-solo-dolore-sfruttamento-e-traffico-di-esseri-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 18:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Come da sempre affermiamo: l’utero in affitto schiavizza la donna, ne mina la salute fisica e psichica e facilita il traffico di bambini. Il tema della maternità surrogata è stato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come da sempre affermiamo: l’utero in affitto schiavizza la donna, ne mina la salute fisica e psichica e facilita il traffico di bambini.<br />
Il tema della maternità surrogata è stato anche affrontato recentemente dal CBC (The Center for Bioethics and Culture Network) in una presentazione inviata alle Nazioni Unite in risposta all&#8217;invito a presentare contributi riguardo alle vulnerabilità dei bambini alla vendita e allo sfruttamento sessuale nel quadro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (in particolare gli obiettivi 5.3, 8.7 e 16.2.).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Jennifer Lahl, presidente CBC, e Gary Powell, Consulente Speciale Europeo presso il CBC, scrivono all&#8217;attenzione della Relatrice Speciale Sig.ra Mama Fatima Singhateh, Ufficio dell&#8217;Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Il turismo commerciale internazionale di maternità surrogata è una pratica intrinsecamente dannosa per i bambini acquistati, in relazione alle gravidanze ad alto rischio e all&#8217;aumento del rischio che il neonato subisca danni alla salute, l&#8217;abuso emotivo causato quando un neonato viene prelevato immediatamente dalla madre naturale, e l&#8217;esposizione del bambino allo smarrimento genealogico derivante dal disaccoppiamento biologico e culturale, tutti associati al processo di maternità surrogata».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E data questa doverosa premessa, continuano:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Una volta che le agenzie di maternità surrogata commerciale e gli altri facilitatori professionali, come le cliniche di maternità surrogata e di fecondazione in vitro, avvocati e medici, hanno completato i loro obblighi specialistici nei confronti dei genitori committenti e hanno ricevuto la loro remunerazione, il loro coinvolgimento nel processo si interrompe bruscamente. Poco dopo la loro nascita, i bambini vengono spesso portati all&#8217;estero, nella patria dei genitori che hanno commissionato la maternità surrogata, dove è probabile che la maternità surrogata commerciale sia illegale o notevolmente più costosa: fattori che motivano i genitori che commissionano la maternità surrogata a cercare servizi di maternità surrogata commerciale all&#8217;estero».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E qui la grave denuncia. Spiegano Lahl e Powell che quando i bambini vengono portati all&#8217;estero, le agenzie di maternità surrogata non hanno l&#8217;onere di indagare su ciò che accadrà ai bambini da quel momento in poi e se i genitori acquirenti avessero intenti ambigui. Le agenzie di maternità surrogata non effettuano alcun tipo di rigoroso screening di idoneità dei futuri genitori, a differenza di ciò che accade nel processo di adozione. Il conflitto di interessi è troppo forte !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un tragico caso emblematico è quello di &#8220;Baby Gammy&#8221; del 2014, in cui un bimbo con sindrome di Down è stato lasciato in Thailandia dai suoi genitori committenti che sono tornati in Australia con la sorella gemella di Gammy, Pipah. Il padre biologico committente aveva scontato in precedenza tre anni di carcere per reati sessuali su minori e, nonostante ciò, era riuscito a portare a termine il processo di acquisto della bambina. Inutile soffermarsi sul dolore causato a un bambino disabile abbandonato perché non corrispondente al prodotto scelto a catalogo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel testo si sottolinea: «Il fatto che questi bambini vengano acquistati in un paese e trasportati in un altro, senza alcun monitoraggio successivo, significa che sono particolarmente esposti al rischio di abusi e sfruttamento una volta portati all&#8217;estero. In effetti, i genitori acquirenti potrebbero anche non avere alcuna relazione biologica con il bambino, dato che sia l&#8217;ovulo che lo sperma che formano l&#8217;embrione possono essere acquistati in alcune giurisdizioni. Questa è una situazione che sembrerebbe particolarmente attraente per i trafficanti malevoli di bambini, sebbene numerosi esempi di adulti che sfruttano bambini con i quali sono biologicamente imparentati suggeriscono che tale abuso non è affatto escluso semplicemente perché un adulto ha una relazione biologica con il bambino».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Le madri naturali reclutate nella maternità surrogata commerciale sono spesso donne provenienti da contesti economicamente svantaggiati e, a questo proposito, c&#8217;è un chiaro parallelo con la vendita di organi umani, dove il &#8220;donatore&#8221; (venditore) si trova normalmente in una situazione di vulnerabilità economica &#8211; e perfino urgenza e disperazione».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ribadito anche da noi di Steadfast, in un documento inviato a tutti gli organi di cooperazione internazionale, bisogna bloccare con ogni mezzo questa pratica disumana. Il paper inviato è servito per allertare di questi traffici illeciti che fanno dell’essere umano una merce a servizio di un mercato spietato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il parallelismo con il traffico di organi ci fa tornare immediatamente alla mente il recente intervento di Michela Marzano, filosofa ed ex esponente del PD, su La Stampa. Come tutti i paladini dell&#8217;utero in affitto, crede di ovviare alle tragiche conseguenze di questa pratica legalizzandola e rendendola gratuita e volontaria «come accade quando si dona un organo». La legalizzazione di un reato ci sembra quantomeno una contraddizione in termini e il paragone di un organo ad un essere umano, vergognoso. Il numero di donne che davvero scelgono liberamente di prestare il proprio utero gratuitamente e in modo puramente altruistico è esiguo. La realtà è un&#8217;altra e riguarda donne in estrema difficoltà economica, costrette a vendere i propri ovuli o ad affittare il proprio utero per mangiare o mantenere i propri figli biologici, anche laddove si camuffa la retribuzione con un finto e cospicuo rimborso spese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È urgente che i governi agiscano prontamente per rendere questa abominevole pratica reato internazionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>UTERO IN AFFITTO, DI LEO (STEADFAST): STOP AL MERCIMONIO DI DONNE E BAMBINI. LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/utero-in-affitto-di-leo-steadfast-stop-al-mercimonio-di-donne-e-bambini-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 10:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 12 aprile 2022 &#8211; «Abbiamo accolto l’invito di Matteo Salvini e della Lega a depositare la proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare la maternità surrogata, raccogliendo uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 12 aprile 2022 &#8211; «Abbiamo accolto l’invito di Matteo Salvini e della Lega a depositare la proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare la maternità surrogata, raccogliendo uno dei punti qualificanti della Pubblica Agenda “Ditelo sui Tetti”, di cui siamo partecipi. Steadfast, quindi, è stata presente quest’oggi 12 aprile alle ore 09:45 in Cassazione per ribadire il netto contrasto a questa aberrante pratica. Da sempre affermiamo che la maternità surrogata è una pratica con cui si sfruttano donne indigenti e si fa del nascituro un mero oggetto in balia dei desideri egoistici di adulti. Ben venga un&#8217;iniziativa popolare per accendere nuovamente i riflettori su questo annoso tema. Ben venga un&#8217;iniziativa popolare per dare voce ai cittadini in merito a questa pratica disumana!»</p>
<p>Sono le parole di Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast, Organizzazione umanitaria in difesa dei diritti umani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>REGISTRAZIONE FIGLI COPPIE GAY: L&#8217;AVVOCATURA RIBADISCE L&#8217;OVVIO</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/registrazione-figli-coppie-gay-lavvocatura-ribadisce-lovvio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 19:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[In quasi quattro anni, da quando l&#8217;ex sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha registrato per la prima volta in Italia il bambino dell’attuale assessora dem Chiara Foglietta, gli uffici dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In quasi quattro anni, da quando l&#8217;ex sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha registrato per la prima volta in Italia il bambino dell’attuale assessora dem Chiara Foglietta, gli uffici dello Stato civile torinese hanno proceduto alla registrazione di 79 piccoli, &#8220;figli&#8221; di due mamme o due papà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso però c&#8217;è uno stop.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo si era costituito parte in causa contro la decisione del tribunale di dichiarare illegittimo l’atto dello Stato civile che aveva riconosciuto il doppio cognome a due bambini, &#8220;figli&#8221; di due coppie gay. La Corte di appello sì è pronunciata lo scorso 24 febbraio, respingendo la richiesta delle due coppie, mentre lo scorso 22 marzo è arrivato il comunicato ufficiale della prefettura di Torino: l’eventuale prosecuzione della trascrizione dei figli delle coppie omogenitoriali costituirà violazione di legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Dietro questi commi e questi articoli di legge ci sono dei bambini, ci sono delle persone, degli affetti, delle storie di vita importanti e talvolta diventa difficile separare il piano del coinvolgimento personale rispetto a quello del ruolo istituzionale. Questo è uno dei casi in cui essere sindaco è piuttosto scomodo&#8221;, è la dichiarazione indignata del sindaco Lo Russo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Emmanuele Di Leo, Presidente Steadfast: &#8220;Siamo d&#8217;accordo con il sindaco, dietro queste decisioni arbitrarie di alcuni comuni ci sono dei bambini, che dovrebbero essere soggetto, non oggetto di diritto. Prima di salvaguardare &#8216;gli affetti e le storie di vita&#8217;, creati ad arte &#8211; magari tramite maternità surrogata vietata in Italia dalla legge 40 &#8211; va salvaguardato il legame con entrambi i genitori biologici.<br />
Troppo spesso assistiamo a dei veri e propri raggiri della legge italiana. Troppo spesso ufficiali del comune agiscono violando il diritto di questi bambini e di fatto falsificando la loro origine anagrafica. Siamo felici che la Corte di Appello prima e il Prefetto successivamente, abbiano ripristinato la legalità. Tutti nasciamo da una mamma e un papà, questo è un fatto inconfutabile e i bambini non possono subire violazioni dei loro diritti, per accontentare i desideri egoistici degli adulti.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SAMANTHA È MORTA CON UN PROTOCOLLO DI CURE PALLIATIVE</title>
		<link>https://www.steadfast.ngo/samantha-e-morta-con-un-protocollo-di-cure-palliative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuela Miraglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 20:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LifeAid]]></category>
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					<description><![CDATA[Samantha D&#8217;Incà, 30enne bellunese da 14 mesi in stato vegetativo irreversibile, è morta sabato mattina. Data la sua tragica storia e la battaglia legale del padre per appellarsi alla legge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Samantha D&#8217;Incà, 30enne bellunese da 14 mesi in stato vegetativo irreversibile, è morta sabato mattina. Data la sua tragica storia e la battaglia legale del padre per appellarsi alla legge 219/2017, la famigerata legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), il caso può facilmente prestarsi ad una ingannevole interpretazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Si è spenta senza soffrire, come una candela” dice la mamma, chiarendo le circostante della sua morte, che riepiloghiamo brevemente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venerdì 11 marzo un «crollo molto forte» delle sue condizioni, il lunedì seguente l&#8217;inizio della procedura di sospensione della Peg, l’alimentazione con il sondino ormai inutile dato che il suo fisico non assorbiva più i nutrienti, tra mercoledì e giovedì l&#8217;ulteriore aggravamento delle condizioni della ragazza, sottoposta infine a sedazione profonda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un esempio chiaro, dopo mesi in cui invece la situazione era completamente diversa, di accanimento terapeutico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed ecco di nuovo la mamma che spiega: “Medici e infermieri delle cure palliative venivano anche tre volte al giorno a vederla, sono stati molto bravi, nell’ultimo periodo soffriva e per questo le è stata fatta la sedazione profonda”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come Steadfast, da sempre in prima linea per la tutela della vita, anche della più sofferente, troviamo inqualificabili le aperture di telegiornali e quotidiani che parlano di &#8220;procedura o cura di fine vita&#8221; praticata a Samantha, per instillare nelle persone l’abitudine all’eutanasia come una procedura accettabile ed eticamente valida. La procedura di sedazione profonda è prevista dai protocollo di cure palliative e viene effettuata in rispetto totale della dignità del paziente al quale vengono evitate sofferenze molto gravi in imminenza di morte. Non è assolutamente quello che chiede chi propone l’eutanasia come rimedio per accorciare la vita di chi, pur nella sofferenza, può avere ancora speranza e affetti da godere.<br />
La legge sulle DAT ha inserito idratazione e nutrizione tra i trattamenti che un paziente può rifiutare ed ecco perché i promotori della &#8220;morte a comando&#8221; sfruttano la storia di Samantha per fare proselitismo.<br />
Samantha invece, inconsapevolmente, è proprio la testimonial di quello che diciamo da sempre.<br />
La vita, quando deve finire finisce, nessuno deve allungarla, così come nessuno deve accorciarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nutrizione e idratazione sono sostegni indispensabili alla vita, non terapie mediche, indispensabili alla persona sana quanto all’ammalato, indipendentemente dal mezzo con cui vengono somministrati.<br />
La loro interruzione conduce alla morte tra atroci sofferenze, ecco perché si propone un&#8217;unica puntura letale che è sempre e solo configurabile come eutanasia (passiva o attiva).<br />
Solo nei casi in cui il corpo non trae più giovamento, e si entra nel regime di accanimento terapeutico, si fa ricorso alla sedazione profonda, ossia alla somministrazione anticipata di antidolorifici in dosi progressive fino a che il corpo si spegne da solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi non conoscesse la sua storia la riportiamo.<br />
A novembre 2020 Samantha fu operata per una frattura alla gamba a seguito di un incidente domestico. A pochi giorni dal suo ritorno a casa la gamba iniziò a gonfiarsi, peggiorando velocemente. Venne nuovamente ricoverata per una polmonite che provocò il collasso dei polmoni, lasciando il cervello per troppo tempo senza ossigeno provocando gravi danni. Fu quindi trasferita all&#8217;ospedale di Treviso, ma da quel momento non riprenderà più conoscenza fino al trasferimento a Feltre, in un reparto a lunga degenza dove veniva nutrita e idratata artificialmente. Da qualche settimana era ricoverata nella struttura socio assistenziale &#8220;Gaggia Lante&#8221; di Belluno.</p>
<p>La famiglia si appellò affinché le venissero staccati i sostegni vitali, dicendo che così avrebbe voluto Samantha.<br />
In tempi non sospetti la ragazza avrebbe detto che se le fosse successo qualcosa non avrebbe voluto venisse praticato su di lei accanimento terapeutico, senza mai formalizzarlo secondo la normativa vigente. I genitori si appellarono quindi alla legge 219/2017, cosiddetta Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, per far valere questa richiesta. Il Comitato Bioetico dell&#8217;ospedale di Feltre si espresse in maniera contraria alla richiesta della famiglia ritenendo che non ci fossero le condizioni per interrompere nutrizione e idratazione dato che Samanta non era in imminenza di morte. Il papà, Giorgio D&#8217;Incà, iniziò una lunga battaglia legale fino ad ottenere dal Tribunale di Belluno, il 10 novembre 2021, l&#8217;incarico di amministratore di sostegno. Dopo il critico peggioramento di venerdì scorso, a seguito del quale le condizioni di Samantha sono mutate e la peg non era più necessaria ma, anzi era davvero accanimento, è lui che ha dato l&#8217;autorizzazione alla procedura di distacco, normale prassi clinica in situazioni di estremo peggioramento del paziente tale per cui la morte è imminente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Dio Samantha, riposa in pace.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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